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Celebrazioni aperte ai fedeli da lunedì 18 maggio: le disposizioni del Vescovo

In questi giorni il vescovo Michele ha reso note le Disposizioni per dare attuazione al “Protocollo circa la ripresa delle celebrazioni con il popolo”, che prevede proprio dal 18 maggio la “graduale ripresa delle celebrazioni liturgiche con il popolo”. Il Vescovo, nel presentare le Disposizioni per la nostra Diocesi, esprime “la trepidazione nel momento in cui torniamo gradualmente alla celebrazione dell’Eucaristia con il concorso di popolo, con la necessaria prudenza e responsabilità per la salute ed il bene di tutti, soprattutto delle persone più fragili, nella complessa e difficile situazione della «fase 2» della pandemia di Covid-19”.

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Celebrazioni aperte ai fedeli da lunedì 18 maggio: le disposizioni del Vescovo

Chissà come sarà ritrovarci a messa nelle nostre chiese, per ringraziare il Signore insieme, pur a distanza di sicurezza, con i nostri sacerdoti dal vivo e non davanti a uno schermo, con la possibilità di vivere tutti quei gesti che ci mancano da due mesi e mezzo, di incrociare gli sguardi, sopra la mascherina, di tanti fratelli e sorelle. Per rincontrarci nel giorno del Signore dovremo aspettare domenica 24 maggio. Nel frattempo, però, inizieranno le celebrazioni nei giorni feriali, da lunedì 18.

In questi giorni il vescovo Michele ha reso note le Disposizioni per dare attuazione al “Protocollo circa la ripresa delle celebrazioni con il popolo”, che prevede proprio dal 18 maggio la “graduale ripresa delle celebrazioni liturgiche con il popolo”.

Il testo del Protocollo è stato predisposto dalla Conferenza episcopale italiana, esaminato ed approvato il 6 maggio dal comitato tecnico-scientifico e sottoscritto il 7 maggio dal presidente della Cei card. Gualtiero Bassetti, dal presidente del Consiglio dei ministri Giuseppe Conte e dal ministro dell’Interno Luciana Lamorgese. 

 

Responsabilità per il bene di tutti

Il Vescovo, nel presentare le Disposizioni per la nostra Diocesi, esprime “la trepidazione nel momento in cui torniamo gradualmente alla celebrazione dell’Eucaristia con il concorso di popolo, con la necessaria prudenza e responsabilità per la salute ed il bene di tutti, soprattutto delle persone più fragili, nella complessa e difficile situazione della «fase 2» della pandemia di Covid-19”.

“Stiamo percorrendo strade nuove e per certi aspetti inesplorate, con l’impegno a vivere le nostre assemblee eucaristiche come un’autentica esperienza di Chiesa – sottolinea il Vescovo -. La responsabilità per il bene comune ci impone di rispettare indicazioni di natura sanitaria che richiedono alle parrocchie uno sforzo organizzativo non indifferente. Assumiamo questa responsabilità - l’invito di mons. Tomasi - consapevoli del valore morale di questo obbligo, assunto a servizio della salute di tutti i cittadini e del bene complessivo di tutta la comunità.  Esprimiamo la nostra gratitudine al Signore che ci convoca alla sua mensa per la possibilità - pur tra tante cautele - di incontrarci di nuovo con Lui e tra di noi come assemblea. Torneremo a gustare le parole, i gesti e i segni che ci vengono affidati in modo rinnovato, nello stupore per la grandezza del dono che il Signore ci fa, soprattutto dopo la lunga impossibilità di ritrovarci insieme”. 

 

Favorire la partecipazione

Ma come funzionerà concretamente? Come potremo partecipare alla messa, con quali attenzioni e limitazioni? “Alcune indicazioni sono già note e operative da un paio di settimane per i funerali – spiega mons. Adriano Cevolotto, vicario generale della nostra diocesi -, ma ora si tratta di applicare nuove disposizioni per numeri più elevati di partecipanti. In questi giorni i parroci hanno già provveduto a calcolare la capienza delle loro chiese, considerando la distanza tra le persone che dobbiamo assicurare (un metro, sia lateralmente che frontalmente), a ipotizzare un modo per segnare i posti da occupare, a ripensare il modo di muoversi durante la celebrazione. Importantissima è anche la preparazione e l’organizzazione di un gruppo nutrito di volontari che accolgano i fedeli e li aiutino per l’ingresso in chiesa, favorendo la presenza delle persone disabili, spesso accompagnate, che verifichino il rispetto del numero di presenze massime consentite, che accompagnino le persone all’interno e poi vigilino sull’uscita”. “E’ un vero e proprio ministero liturgico quello che queste persone eserciteranno – sottolinea il Vicario -, assicurando il rispetto delle norme a salvaguardia della salute di tutti, e favorendo la celebrazione nella serenità”.

C’è poi tutta l’operazione di igienizzazione dei banchi tra una messa e l’altra, da fare, pulendo le superfici e assicurando il ricambio dell’aria. Tutti interventi che i parroci stanno progettando insieme ai loro collaboratori. Tra le difficoltà da affrontare anche quella di come dare a tutti la possibilità di partecipare alle celebrazioni. “Il Vescovo dà alcune indicazioni – spiega mons. Cevolotto -, che vanno dalla possibilità di attrezzare il sagrato o un altro spazio vicino alla chiesa, ampliando lo spazio disponibile, alla possibilità di aumentare il numero delle celebrazioni, alla pubblicizzazione degli orari delle messe (che in qualche caso potrebbero variare), anche delle parrocchie vicine, o della stessa Collaborazione, dove magari ci sono chiese più capienti. Nelle chiese si raccomanda di non superare il numero massimo di 200 presenze, mentre se le celebrazioni sono all’aperto si raccomanda di non andare oltre i mille partecipanti. Ricordo che chi non potesse partecipare alla messa domenicale per i limiti imposti, può soddisfare in questo periodo il precetto festivo con la partecipazione ad una messa durante la settimana. Tutti noi, sacerdoti e fedeli, saremo chiamati a un grande senso di responsabilità, al rispetto delle regole, ma l’invito è a vivere con gioia questo ritorno alla messa comunitaria. Come ricorda il Vescovo,  dovremo imparare attenzioni, gesti, modi di disporci e di partecipare alla liturgia cui non eravamo abituati, ai quali forse non siamo preparati. Li vivremo anche come segno che il ritrovarci in assemblea di fede ci è così caro da accettare per esso anche alcuni disagi e limitazioni”. 

 

Tutta la comunità impegnata

Molta responsabilità viene richiesta ai parroci in questa fase. “Essi potranno assumerla soltanto se non saranno soli a portarne il peso – ricorda mons. Tomasi -, se tutta la comunità saprà farsene carico, con le ministerialità richieste per la celebrazione, quelle consuete vissute in modo nuovo e quelle che dovranno essere sviluppate. Sarà necessaria anche la partecipazione responsabile, attiva e paziente di tutti i fedeli, sia che partecipino alla celebrazione comunitaria, sia che debbano rimandarne l’appuntamento, o vivere in forma differente, ma non meno valida, la propria vocazione battesimale e la propria partecipazione alla vita del popolo di Dio. Troviamo insieme i modi affinché nessuno si senta escluso, perché ciascuno possa sentirsi a casa”. (A.C.)

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