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Con il Pime alla scoperta di Maria nelle diverse culture e tradizioni

Continua la proposta del Pime per il mese di maggio, con le voci dei missionari in podcast e laboratori educativi: dal Messico alla Cina, all'Algeria

Parole chiave: Pime (9)
Con il Pime alla scoperta di Maria nelle diverse culture e tradizioni

I missionari del Pime hanno accolto l'invito di papa Francesco a “riscoprire la bellezza di pregare il Rosario a casa nel mese di maggio” con una proposta online dedicata a bambini e famiglie sulla figura di Maria.
Le limitazioni sociali ci stanno dando un'occasione unica per riscoprire la dimensione familiare e quotidiana della preghiera, recuperando il valore e il ruolo che i genitori hanno nel testimoniare e trasmettere la fede ai propri figli.
I missionari, insieme all’Ufficio Educazione Mondialità, al Museo Popoli e Culture e alla Biblioteca del Pime propongono riflessioni, preghiere e attività su Maria nelle diverse tradizioni e culture nel mondo. Podcast da ascoltare, letture da condividere e laboratori educativi da realizzare saranno gli strumenti per vivere insieme la preghiera a Maria.

L’Ufficio Educazione Mondialità (www.pimondo.it) da novembre 2019 è presente anche della nuova sede del Pime a Treviso. A settembre 2019, il Pime si è trasferito, dopo 23 anni di permanenza a Vallio di Roncade, nell'ex convento francescano della chiesa Votiva di Treviso, via S. Venier. Per ora la sede di Treviso è chiusa, ma continua il lavoro online. Appena possibile si ripartirà con proposte per bambini, ragazzi e famiglie.

Nella prima puntata dell'iniziativa "La casa di Maria, il mondo!", si è partiti da Guadalupe, il grande santuario mariano del Messico, dove la Madonna, nel 1531, apparve all’indio Juan Diego. E proprio dal Messico padre Alessandro Maraschi, un giovane missionario del Pime che svolge il suo ministro nel Paese, ha raccontato brevemente in un podcast il legame strettissimo con Maria  dei poveri del Messico. Una prima voce per dare inizio ad un viaggio che continua tra le mura di casa propria accompagnando la preghiera con una serie di animazioni da realizzare grandi e piccoli insieme.

La seconda puntata è stata affidata a padre Fabio Favata, missionario del Pime a Pechino, che ha parlato della grande devozione che i cinesi hanno per Maria, un esempio di  accoglienza e prima missionaria nel mondo.

La terza puntata è stata curata da padre Piero Masolo, missionario del Pime in Algeria, ha raccontato la storia di Maria da un altro punto di vista, quello del Corano.

La proposta "La casa di Maria, il mondo!" si inserisce all'interno di una vasta programmazione online che il Pime sta promuovendo per scuole, parrocchie e famiglie nel corso di queste settimane; ricollegandosi, con uno sguardo più ampio, al “Fondo S140 emergenza coronavirus nel mondo”, iniziativa di solidarietà che i missionari stanno portando avanti tra le vittime del covid-19 nei paesi dell’Asia, dell’Africa e dell’America Latina.

L’Ufficio Educazione Mondialità della Fondazione PIME Onlus propone percorsi educativo-didattici e formativi nelle seguenti aree tematiche:

- Educazione alla cittadinanza

- Intercultura

- Consumi ed economia responsabile

- Dialogo interreligioso.

L’Ufficio Educazione Mondialità del Pime è costituito da un gruppo di educatori esperti in campo pedagogico–didattico e ha sede presso i Centri Pime di Milano, Sotto il Monte (BG), Busto Arsizio (VA) e Treviso (TV). Le attività dell’Ufficio Educazione Mondialità sono rivolte a studenti, insegnanti, animatori e utenti di oratori e parrocchie, associazioni ed enti locali, cittadinanza.

Le proposte educative dell’Ufficio Educazione Mondialità parlano di ambiente, di immigrazione, di consumo sostenibile, ma sotto agli argomenti “caldi” dell’attualità c’è una corrente vitale che viene dai missionari: la capacità di prendere coscienza dell’altro in­tegralmente, in tutte le sue sfaccettature. E di entrare in dialogo facendo nascere qualcosa di nuovo. Educare non è passare delle nozioni in maniera originale o divertente. Educare è crescere persone attente all’altro, inteso non solo come lo straniero che viene dall’Africa ma in senso più ampio, persone che mettano la relazione al centro e che siano in grado di innescare cambiamenti positivi a partire da questi incontri, per far nascere la società del futuro».

«A monte c’è la “presunzione” che i missionari possono veicolare parole nuove che generano visioni nuove del mondo», spiega padre Alberto Caccaro fondatore dell'Ufficio Educazione Mondialità, missionario oggi in Cambogia. «E che aiutano ad esplorare non solo la geografia della terra, ma anche e soprattutto la geografia dell’anima… ben più vasta di quella fisica». E al centro delle parole dei missionari c’è sempre l’annuncio della Buona Novella. «Cristo rivela l’uomo all’uomo. Dunque il Vangelo che spinge i missionari non è facoltativo, ma consente di raggiungere una densità dell’incontro e della relazione indeducibile da qualsiasi altra esperienza o ideologia» spiega padre Caccaro. Nemmeno per l’Ufficio educazione alla mondialità il Vangelo è facoltativo. Il suo lavoro, da vent’anni, è quello di annunciarlo con nuove formule, per arrivare a nuove persone e generare relazioni feconde.

Fonte: Comunicato stampa
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