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Cooperatrici pastorali diocesane: da 30 anni una presenza che si fa dono

Mercoledì sera 30 novembre, con una messa in cattedrale a Treviso, le Cooperatrici pastorali diocesane celebrano i 30 anni della loro presenza all'interno della diocesi di Treviso. Una realtà di donne consacrate, dedite alla pastorale, in parrocchia e in vari servizi diocesani, chiamate a collaborare con preti e laici per costruire una Chiesa sempre più sinodale. 

Cooperatrici pastorali diocesane: da 30 anni una presenza che si fa dono

Chi l’avrebbe mai pensato? Trent’anni fa, un allora seminarista invitò noi animatrici dei gruppi giovani a conoscere una realtà nuova presente in diocesi. Organizzammo la serata con i nostri giovani e andammo a Santa Bona. Ospitati all’ultimo piano della canonica, reso molto accogliente dalle singolari “inquiline”, trovammo due ragazze che ci raccontarono di abitare lì da poco tempo. Con loro, quella sera, c’erano anche altre giovani interessate a quella esperienza. Io e la mia amica, con i ragazzi del gruppo, ci intrattenemmo davanti a un dolce, chiacchierando di ciò che stavano vivendo. 

Ricordo un pensiero istintivo che mi venne appena entrata in quel tinello... “Questo è il mio posto”. Pensiero che scacciai via appena uscita da quella casa, ma che in realtà non mi lasciò più e, dopo il tempo del discernimento e della formazione, mi ritrovai cooperatrice pastorale diocesana.

Chi avevamo incontrato? Avevamo incontrato due giovani donne che con coraggio ed entusiasmo stavano intraprendendo una strada ancora tutta da svelare ma chiara nell’intuizione originaria: donare la propria vita al Signore mettendola a disposizione del Vescovo nel servizio alla sua Chiesa diocesana. Sebbene in modi e forme diverse, il desiderio che ha mosso ciascuna di noi è stato quello di ridonare il dono ricevuto dalla Chiesa che ci aveva generate alla fede, per annunciare ai fratelli il Cristo amato e Risorto, sull’esempio di Maria Maddalena. Così, questo piccolo nucleo iniziale pian piano crebbe, sia numericamente, sia nella consapevolezza di una vocazione percepita nel cuore, riconosciuta nell’accompagnamento spirituale e sempre meglio definita attraverso il confronto con la Chiesa e con la storia. La nostra Chiesa diocesana infatti, inizialmente grazie al discernimento e all’accoglienza del Vescovo Paolo Magnani, e successivamente attraverso i pastori che si sono succeduti, ha assunto, custodito e indirizzato questo carisma, affinché si esprimesse nella sua fecondità.

Il passaggio successivo è stato quello di dare una forma più chiara e definita al piccolo “germoglio” che stava crescendo. Veniva strutturato anzitutto il tempo formativo. Cominciavano le prime presenze di aspiranti e successivamente di cooperatrici in qualche parrocchia. Subito, come accade per ogni nuova esperienza che nasce nella Chiesa, si incontrarono gioie e ostacoli. “Chi sono? Cosa vogliono? Come vivono? Di cosa vivono?”; sono domande che ci venivano rivolte insieme a espressioni più entusiastiche, come “che bello vedere delle donne che si prendono cura di noi” oppure “è bello entrare in canonica, in oratorio, e incontrarvi” … Assistevamo con stupore a tutto ciò, ma nello stesso tempo non sempre capivamo le difficoltà che ci venivano presentate, perché ci sembrava di avere intuito quale “posto particolare” fossimo chiamate a occupare nella Chiesa. Tali difficoltà, in realtà, si sono mostrate nel tempo importanti opportunità per noi e per il cammino della Chiesa diocesana. Basti pensare alla sfida, che questa forma di vita consacrata in qualche modo lanciava, anche a noi: la presenza di donne totalmente dedite per chiamata e scelta al servizio pastorale e la collaborazione tra presbiteri, laici/laiche, consacrati/e, in ordine alla crescita di una Chiesa sempre più sinodale. 

Trent’anni di cammino… Le cooperatrici pastorali diocesane attualmente sono coinvolte nella realtà pastorale della diocesi in diversi ambiti. La destinazione ai servizi pastorali è stabilita dal Vescovo con la mediazione del Vicario generale, tenendo conto delle attitudini delle singole cooperatrici e delle necessità in diocesi.

Innanzitutto, siamo destinate nella pastorale parrocchiale, che negli ultimi anni ha assunto un nuovo profilo ecclesiale con l’istituzione delle Collaborazioni pastorali. Nel contesto delle Collaborazioni, per la dedizione pastorale e l’intento di contribuire a edificare il tessuto comunitario delle parrocchie, le cooperatrici risultano una risorsa. 

Esse, inoltre, sono presenti in molti servizi diocesani. Anzitutto, nell’ambito formativo che fa capo agli uffici di Curia (in particolare pastorale familiare, giovanile, catecumenato, pastorale liturgica). Nell’ambito missionario e caritativo cooperiamo con il Centro missionario, la pastorale carceraria, con l’Istituto Superiore di Scienze Religiose, con la Scuola di Formazione Teologica, con il Centro Chiavacci. Nell’ambito più giuridico e amministrativo, siamo presenti nella Cancelleria diocesana, nella Segreteria del Vescovo, nella Casa del Clero, nell’Ufficio amministrativo, nell’Economato, nell’Ufficio per i beni culturali. Alcune cooperatrici sono poi impegnate nell’insegnamento. Infine, la nostra dedizione totale di vita alla Chiesa diocesana si esprime anche nella partecipazione alla dimensione missionaria della Chiesa locale, in particolare in Paraguay dove sono presenti due cooperatrici. 

Sfide  aperte. Le cooperatrici pastorali diocesane mi sembra siano chiamate ad affrontare, con la Chiesa e con l’intera società, alcune sfide importanti che interpellano questo nostro tempo. Possono dare un contributo significativo in ordine a: 

- Una lettura del modo in cui lo Spirito parla oggi agli uomini e alle donne profondamente cambiati sotto tanti aspetti: culturale, sociale, psicologico, antropologico. Ci sentiamo abitate dalla certezza che il Signore si rivela oggi così come ha parlato e si è rivelato all’umanità del passato, e interpellate dalla domanda di comprendere la sua volontà di Bene per questo tempo. 

- Cercare, insieme a tutta la Chiesa, come intercettare le nuove domande di senso e come riorientare l’agire pastorale verso una possibile risposta.

- Una maggiore comprensione e valorizzazione della presenza femminile nella Chiesa e nella società. Sentiamo viva l’importanza che si manifesti anche nelle forme di cooperazione all’attività pastorale quell’immagine di Dio che nelle rivelazione è data dall’uomo e dalla donna insieme, chiamati a cooperare per custodirla, testimoniarla, annunciarla. 

- La promozione della dimensione sinodale. In particolare, nel contesto delle Collaborazioni pastorali, le cooperatrici  possono offrire un contributo per il dialogo tra le diverse figure ministeriali, nell’orizzonte di una Chiesa sempre più sinodale e circolare. 

Non possiamo che ringraziare il Signore Gesù per averci chiamato a seguirlo per questa strada, e la Chiesa che è in Treviso, ovvero tutti i fratelli e le sorelle, dai mille diversi doni e carismi, che abbiamo incontrato nel nostro cammino, dai quali tanto abbiamo imparato e insieme ai quali desideriamo continuare a servire questa Chiesa. 

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