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Creatività ed entusiasmo per vivere la conversione ecologica: al centro Chiavacci aperto il "tempo del creato"

Al primo incontro al Centro Chiavacci, nella Giornata di preghiera per la custodia del creato, una proposta che aiuta l’ambiente e il portafoglio: la creazione di comunità energetiche diffuse

Creatività ed entusiasmo per vivere la conversione ecologica: al centro Chiavacci aperto il "tempo del creato"

"Il grande problema dell’energia? Si può affrontare anche localmente in vari modi. Uno di questi è la creazione delle comunità energetiche". La proposta arriva da don Gianni Fazzini, sacerdote veneziano, della comunità Laudato Si’ di Venezia, intervenuto giovedì 1° settembre al Centro di spiritualità e cultura “Don Paolo Chiavacci” di Crespano di Pieve del Grappa al primo di cinque eventi che dal primo settembre al 4 ottobre promuovono il “Tempo del Creato”. Un argomento, quello delle comunità energetiche, che è allo studio anche in diocesi di Treviso come ha confermato il vescovo Michele Tomasi intervenendo all’incontro.

Una comunità energetica è un insieme di persone che condividono energia rinnovabile e pulita, in uno scambio tra pari. Le comunità energetiche rappresentano quindi un modello innovativo per la produzione, la distribuzione e il consumo di energia proveniente da fonti rinnovabili. Questo modello fonda i suoi valori sulla lotta allo spreco energetico e sulla condivisione di un bene fondamentale. Ognuno può diventare parte di una comunità energetica: chi possiede un impianto fotovoltaico connesso in rete può condividere con altri consumer la sua energia in eccesso. Chiunque può far parte di una di queste comunità che condividono energia pulita, abbattendo così gli sprechi energetici.

Importante novità è stata anche la presentazione, da parte di Laura Bertollo del Centro Chiavacci, del progetto di un percorso botanico naturalistico per una didattica inclusiva. Il progetto si inserisce nel più ampio progetto di Turismo sociale e inclusivo nel Veneto promosso da Regione e Ulss venete che intende promuovere e organizzare attività culturali e ricreative rivolte a persone con disabilità e alle loro famiglie; incentivare l’accessibilità alle località turistiche del Veneto per persone con disabilità, attivare esperienze di tirocinio lavorativo nelle principali località balneari del Veneto. Alla presentazione del progetto da parte di Silvia Ceschel dell’Ulss 2 Marca Trevigiana ha avuto luogo il successivo taglio del nastro che ha dato l’avvio alla realizzazione vera e propria del percorso.

Il percorso botanico naturalistico si snoda su una lunghezza di 460 metri nei pressi del Centro Chiavacci. Inizia dal parcheggio, passa davanti alla Casera e raggiunge l’Arboreto. L’Arboreto è di forma circolare, formato da piante che caratterizzano i boschi del massiccio del Grappa, con particolare riguardo alle resinose o conifere (pini, abeti e larici). Dall’Arboreto il percorso prosegue brevemente a ritroso poi passa nei pressi dell’impianto di thermocompost e raggiunge l’orto botanico. L’orto botanico è strutturato su quattro grandi rosoni e composto da piante e erbe officinali, mentre negli spazi e nelle aiuole laterali sono distribuite alcune piante citate nella Bibbia. Il percorso dopo aver attraversato l’orto botanico e in successione un praticello e un boschetto, termina al parcheggio. Dalla partenza coincide in parte con il percorso Biblico-botanico del Centro.

Presenti per un saluto anche il sindaco di Pieve del Grappa Annalisa Rampin nonché Presidente dell’IPA (Intese Programmatiche d'Area) Terre di Asolo e Monte Grappa, il direttore del Centro Chiavacci don Paolo Magoga che ha coordinato l’incontro. Per l’Ulss 2 Marca trevigiana Silvia Ceschel, Roberto Rigoli e Paola Vescovi, i volontari dell’associazione “Incontri con la Natura don Paolo Chiavacci” con don Giovanni Scavezzon, le Comunità Laudato Si di Treviso, Follina, Ponzano e Venezia, don Gianni Fazzini della comunità Laudato Si’ di Venezia, la cooperativa Solidarietà di Treviso.

"La conversione ecologica passa anche attraverso creatività ed entusiamo" ha sottolinerato tra l’altro mons. Tomasi. "Agire con piccole azioni rappresenta un modo nuovo e completo di espressione di fede, della bellezza dell’incontro con Cristo, dell’incontro tra di noi. Quando facciamo qualcosa di bello insieme per la bellezza e per la bontà del Creato, stiamo veramente meglio. Questo bene può quindi diventare contagioso. E questo è l’unico contagio che auguro a tutte le nostre comunità".

 Un dibattito concreto quello di ieri al Chiavacci che ha messo in luce, oltre ai danni che oggi subisce l’ambiente a causa dei comportamenti errati della società globale, anche molte opportunità. Don Paolo Magoga: "Abbiamo capito quanto sia importante e sempre più urgente prenderci cura gli uni degli altri. Prenderci cura del Creato è far tornare questa terra una casa comune".

 

I PROSSIMI APPUNTAMENTI

 

Lunedì 12 settembre, ore 20.30 al teatro comunale di Castelfranco Veneto in collaborazione con l’amministrazione comunale di Castelfranco Veneto e la parrocchia presentazione del libro “Don Paolo Chiavacci Profeta dell’ambiente”con Dino Boffo, don Giovanni Scavezzon, Francesco Chiavacci Lago, Laura Bertollo e Umberto Folena.

 

Lunedì 19 settembre, ore 20.30 alla scuola di Formazione Professionale Opera Monte Grappa di Fonte, incontro su “Buone Pratiche” con l’associazione Gruppo Acquisto Solidale di Asolo “Gasolo” e l’associazione “Libera nos in campo”. Partecipano Cristian Tonello, laureato in scienze naturali, Chiara dal Bello nutrizionista e biologa. Altro tema: “Lavoro e giusto prezzo e retribuzione” con Andrea Lovisetto, ingegnere informatico.

 

Lunedì 26 settembre, ore 20.30 in Collegio Pio X di Treviso, presentazione del messaggio dei Vescovi per la 17^ Giornata del Creato dal titolo “Prese il pane, rese grazie. Il tutto nel frammento” con il Vescovo Michele Tomasi e il giornalista Dino Boffo.

 

Sabato 1 ottobre, ore 18.00 presso la chiesa parrocchiale di Castelfranco Veneto S. Messa di ringraziamento. In precedenza attività sul tema “Una pastorale generativa di un corretto rapporto uomo ambiente”.

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