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Creature nuove in Cristo, al via il nuovo anno pastorale

Con la veglia di preghiera che si terrà nel tempio di san Nicolò venerdì 19 settembre alle 20.30, prende avvio il nuovo anno pastorale 2014-2015. Nel prossimo saremo chiamati ad approfondire la nostra rinascita e vita nuova in Cristo, come ben esprime lo slogan “Se uno è in Cristo è una nuova creatura (2Cor 5,17). Battesimo ed esistenza cristiana”.

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Creature nuove in Cristo, al via il nuovo anno pastorale

Con la veglia di preghiera che si terrà nel tempio di san Nicolò venerdì 19 settembre, prende avvio il nuovo anno pastorale 2014-2015.

Il Vescovo nella Lettera pastorale “Se tu conoscessi il dono di Dio” proponeva un cammino formativo per le parrocchie, i gruppi e le Collaborazioni pastorali, incentrato sul battesimo. Al tempo stesso auspicava l’avvio di un itinerario formativo per quegli adulti che nelle parrocchie accompagnano i genitori che chiedono per i loro figli tale sacramento.

Così, mentre nell’anno 2013-2014 ci ha guidati l’immagine battesimale, biblica e liturgica, dell’essere sepolti con Cristo (o immersi), nel prossimo saremo chiamati ad approfondire l’aspetto più esistenziale, la nostra rinascita e vita nuova in Cristo, come ben esprime lo slogan scelto dal Vescovo: “Se uno è in Cristo è una nuova creatura (2Cor 5,17). Battesimo ed esistenza cristiana”.

Venerdì sera ci sarà spiegato bene il cammino che siamo chiamati a compiere, sia dal Vescovo che dal nuovo Vicario per il coordinamento della pastorale, don Mario Salviato, mio carissimo amico, al quale facciamo i più vivi auguri per la nuova responsabilità da poco assunta e perché, nella docilità allo Spirito e alla nostra chiesa, il suo nuovo servizio possa essere arricchito da copiosi frutti.

Avvio “simbolico”

Lo diciamo spesso che si tratta di un “avvio” simbolico, perché le nostre parrocchie sono per 365 giorni l’anno un cantiere aperto e oggi, sempre più, anche fucine di ideazione e sperimentazione di nuovi percorsi di evangelizzazione.
Un inizio “ufficiale” però è importante e necessario per focalizzare l’attenzione e il successivo impegno parrocchiale, su un tema e su alcune linee guida, indicate chiaramente dal Vescovo, che dovremmo tutti assumere in modo da camminare, come chiesa diocesana, in sostanziale unità e condivisione. Nessuno vuol negare la bontà e la necessità di percorsi particolari che questa o quella parrocchia possono avviare al fine di rispondere in modo adeguato alle esigenze formative e missionarie delle comunità cristiane: la complessità della situazione di fede chiede di andare oltre la ripetitività pastorale, la pura ripetizione di modelli tradizionali. Si tratta solamente di integrare e far interagire quanto si sta già facendo in parrocchia con le proposte della diocesi, in modo che la comunità non si trovi progressivamente isolata e lontana dal sentire e operare comune. La comunione ecclesiale richiede infatti anche la condivisione e l’assunzione di alcuni progetti e linee pastorali comuni.

Importanza della comunicazione

Prima ancora, la comunione ha bisogno dell’informazione e della circolazione delle idee e delle esperienze. Su questo versante il nostro settimanale “La vita del popolo” è sempre stato molto puntuale nel segnalare fatti, eventi, iniziative e contenuti pastorali, anche con dossier e inserti speciali. A nostro modo, ci sentiamo parte viva della pastorale e a servizio di essa. Si potrà non essere d’accordo su questo o quell’articolo o su certe omissioni o insistenze: una redazione ha sempre l’onere di vagliare e scegliere, tenendo conto delle esigenze giornalistiche e dell’insieme. Non possiamo però ignorarlo o minimizzarne l’importanza. Tanto meno, soprattutto in questi tempi di grave crisi economica dei nostri giornali cattolici, delegittimarlo. All’inizio del nuovo anno chiediamo pertanto agli operatori pastorali, per primi ai sacerdoti e ai diaconi, di sostenere, leggere e diffondere questo nostro giornale. Lo riteniamo – la diocesi lo ritiene - ancora uno strumento valido e attualissimo per favorire la comunicazione, la comunione delle idee e la condivisione pastorale.
A tutte le comunità cristiane, ai gruppi e alle varie aggregazioni laicali, auguriamo un fecondo anno pastorale. Soprattutto, di fronte alle fatiche che sempre più oggi incontra la seminagione, di non perdere la fiducia nel Signore perché «Il regno di Dio è come un uomo che getta il seme nella terra; dorma o vegli, di notte o di giorno, il seme germoglia e cresce; come, egli stesso non lo sa” (Mc 4,26).

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