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Dal 18 al 25 gennaio si prega per l'unità dei cristiani. Veglia diocesana a Cendon

“Ci trattarono con gentilezza” è il titolo della Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani 2020: cita una frase dalla traduzione ecumenica degli Atti degli apostoli (28,2) che nel testo della Cei suona “ci trattarono con rara umanità”. Appuntamento presieduto dal vescovo Tomasi il 23 gennaio.

Dal 18 al 25 gennaio si prega per l'unità dei cristiani. Veglia diocesana a Cendon

“Ci trattarono con gentilezza” è il titolo della Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani 2020: cita una frase dalla traduzione ecumenica degli Atti degli apostoli (28,2) che nel testo della Cei suona “ci trattarono con rara umanità”.

Nel nome di San Paolo. Quest’anno i testi per la preghiera personale e per la celebrazione comunitaria sono stati preparati dai cristiani della Repubblica di Malta, stato indipendente dal 1964. Gli abitanti di queste terre sono particolarmente riconoscenti alla Provvidenza di Dio che condusse San Paolo ad annunciare il Vangelo nell’isola facendolo giungere naufrago dopo 14 giorni di terribile tempesta che fece incagliare la nave su cui, in catene, veniva trasportato a Roma dove doveva essere giudicato (Atti 27,18-28,10). Il 10 febbraio di ogni anno i maltesi celebrano la “Festa del naufragio” dell’apostolo.

L’ecumenismo a Malta. La questione dell’ecumenismo cominciò a essere presente a Malta, terra tradizionalmente cattolica, verso la metà del XIX secolo quando divenne una base navale degli inglesi e con i militari arrivarono anche i pastori di varie confessioni. La comunità dei greco-ortodossi divenne stanziale alla fine dello stesso secolo e oggi vari membri delle diverse Chiese Ortodosse d’Europa, del Medio Oriente o dell’Africa sono arrivati a Malta in cerca di lavoro o in fuga da situazioni di guerra o persecuzione.

I primi contatti ecumenici ebbero luogo nel corso degli anni ’60 e tra la fine degli anni ’60 e l’inizio degli anni ’70 ci furono le prime celebrazioni comuni. In quegli anni si tennero proprio a Malta i primi incontri del dialogo ufficiale cattolico-anglicano e cattolico-luterano. Da allora sono diventati consuetudine i momenti di incontro per la preghiera, la celebrazione e lo studio e si sono consolidate le istituzioni ecumeniche culturali e di servizio. L’esperienza di dialogo ecumenico a Malta può oggi dirsi rilevante. Ecco quindi la ragione del titolo. I Maltesi non potevano esimersi dal parlare di naufragi: quello che coinvolse Paolo e chi viaggiava con lui portò sull’isola 276 persone che vi rimasero per tre mesi e negli Atti degli Apostoli si afferma: “Ci trattarono con gentilezza” o addirittura “con rara umanità”. I naufragi di oggi tra Malta, la costa africana e quella italiana sono richiamati alla mente e con essi tutti i problemi connessi, dalle cause che inducono tanta gente a fuggire dalla propria terra all’accettazione dei fuggiaschi e alla loro integrazione nei Paesi europei.

Qualcuno può preferire delegare tutto alla politica, ma i cristiani di Malta ci ricordano la gentilezza con cui Paolo e i suoi compagni furono accolti da persone che non conoscevano ancora Cristo e si chiedono se la nostra indifferenza non ci renda collusi con le forze indifferenti della natura, della politica, dell’economia e dell’interesse personale. E affermano che “la nostra stessa unità di cristiani sarà svelata, non soltanto attraverso l’ospitalità gli uni verso gli altri, pur importante, ma anche mediante l’incontro amorevole con coloro che non condividono la nostra lingua, la nostra cultura e la nostra fede”.

C’è un’altra riflessione che i cristiani di Malta ci propongono: come i marinai della nave su cui viaggiava San Paolo hanno dovuto buttare a mare tutto quello che appesantiva lo scafo per potersi salvare, anche noi abbiamo bisogno di disfarci di preconcetti e false sicurezze che ci impediscono di accogliere il nostro prossimo con animo sereno e disponibile a progettare un futuro in cui nessuno sia escluso.

Veglia diocesana. La veglia ecumenica diocesana, alla quale parteciperà il Vescovo, sarà celebrata il 23 gennaio alle ore 20.30 nella chiesa di Cendon di Silea. Altre veglie saranno celebrate nelle parrocchie e con gli orari indicati nell’apposito riquadro. (Antonio Della Valle)

 

Gli appuntamenti in diocesi

Ecco le iniziative proposte in diocesi patrocinate dall’Ufficio per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso per la Settimana di preghiera per l’unità dei Cristiani 2020:

Venerdì 17 gennaio ore 18.00 nella Libreria Paoline (piazza Duomo, a Treviso): presentazione del libro “L’ecumenismo di papa Francesco” del prof. Riccardo Burigana (ISE S. Bernardino – Venezia) e riflessioni con l’autore sull’azione ecumenica del pontefice.

Giovedì 23 gennaio ore 20.30 a Cendon di Silea: Veglia diocesana di preghiera per l’unità dei cristiani presieduta dal Vescovo con la partecipazione delle parrocchie ortodosse della città di Treviso e della diocesi e della comunità Battista di Treviso.

Venerdì 24 gennaio: Veglie ecumeniche zonali con la partecipazione delle Collaborazioni pastorali e delle parrocchie ortodosse romene interessate:

- per il vicariato di Camposampiero ore 20.15 nella chiesa ortodossa di Loreggia (via dell’Artigianato 15)

- per la città di Castelfranco V.to ore 20.30 nella Chiesa di S. Giacomo (Castelfranco V.to)

- per la parrocchia di Cornuda ore 20.30 nella Chiesa di Cornuda.

L’ufficio ha predisposto anche un agile formulario per la preghiera dei fedeli da utilizzare particolarmente nelle messe feriali o nella celebrazione della Liturgia delle Ore durante la Settimana, che arriverà in tutte le parrocchie attraverso i canali di distribuzione del settimanale diocesano, oppure può essere richiesto all’indirizzo dell’ufficio ecumenismo.dialogo@diocesitreviso.it

Segnaliamo fin da ora un’iniziativa che riguarda il dialogo interreligioso: la presentazione del Documento di Abu Dhabi, sulla Fratellanza umana per la pace e la convivenza comune, mercoledì 12 febbraio ore 20.45 al centro pastorale della parrocchia di Santa Maria Assunta di Mogliano.

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