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Dal Camerun una bella testimonianza di fede cristiana dai catechisti di Yaoundé

Il missionario trevigiano del Pime, da anni in servizio nella capitale del Camerun, evidenzia il ruolo fondamentale dei catechisti per la nuova evangelizzazione in una realtà urbana come quella di Yaoundé. 

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Dal Camerun una bella testimonianza di fede cristiana dai catechisti di Yaoundé

Yaoundè è una città che ormai va verso i quattro milioni di abitanti, provenienti dalle varie parti del Paese e dall’Africa  Centrale. E’ da poco iniziato l’anno catechistico; è una realtà impegnativa per il nostro progetto pastorale che potremmo definire “pastorale di evangelizzazione”.

E’ una gioia constatare il senso religioso degli uomini e delle donne; tanti vengono in chiesa, anche tra i non battezzati; tanti chiedono la benedizione: donne incinte, giovani che intraprendono un viaggio in cerca di fortuna, genitori per i figli con problemi e ammalati. Questo senso religioso naturale è la porta aperta all’annuncio del Vangelo, per far nascere la fede e l’adesione a Gesù. E’ la catechesi che ci aiuta a evangelizzare.

Sono i catechisti che portano il peso dell’evangelizzazione dei circa trecento tra ragazzi e giovani delle scuole superiori e anche adulti. Da dove vengono? Come si sono formati?

La testimonianza di una catechista

La catechista Zendja Florence ci racconta: “Sono Zendja, madre di sei figli e vedova dal 1998; da ormai ventitré anni il Signore ha chiamato a sé il mio caro marito, ma ho sperimentato che Lui è veramente Padre degli orfani e difensore delle vedove. Preparata nella contabilità e gestione di imprese, per dieci anni sono rimasta senza lavoro. Dopo la morte di mio marito sono stata assunta come responsabile in una banca. Ho letto tutto questo come un dono di Dio che mi ha permesso di far crescere i miei figli; da allora sono diventata una cercatrice di Dio, per dirgli il mio grazie per le meraviglie che compie nella mia vita. Poche settimane dopo la morte del marito, mia madre mi ha accompagnato da uno stregone dicendomi che avrei dovuto confidargli tutti i miei problemi. A casa ho avuto la forza di dire a mia madre che a Dio e solo a lui avrei affidato i miei problemi e non a quell’uomo; mia madre ha compreso e mi ha lasciata libera di camminare con Dio. E’ con questo stato d’animo che poi sono andata ad incontrare il parroco a Ngousso, per raccontare la mia vita. Ero stata istruita alla fede da mio papà, ma ancora non avevo ricevuto i sacramenti; per questo il parroco mi ha proposto di iscrivermi alla catechesi. Nella veglia pasquale del 2003 ho ricevuto i sacramenti dell’iniziazione cristiana. Ho sentito, allora, il desiderio di conoscere sempre più Cristo Gesù, la sua Parola, testimoniarlo e diffondere la fede. Cercavo le letture del giorno, meditavo quotidianamente i testi biblici, annotavo nel mio quaderno i versetti più importanti, che mi colpivano e poi li imparavo a memoria. Vedendo le meraviglie di Dio nella mia vita e la gioia che nasceva in me, mia madre mi chiese di condurla ad incontrare il Dio  di cui vedeva i frutti nella mia vita; anche lei ha ricevuto il battesimo e io sono stata sua madrina. Mia madre era radiosa di gioia e ha esclamato: «Se muoio ora, so dove vado!».

Frequentavo nel frattempo la parrocchia di  Mvong Ebanda; lì il parroco mi chiese di affiancare il catechista degli adulti; mi diceva: «Non preoccuparti! Lo Spirito Santo metterà sulle tue labbra le parole da dire!». A casa tutti sono rimasti contenti e anche i miei figli si sono resi disponibili aiutandomi a stendere i testi degli incontri e anche a cucinare alla domenica per consentirmi di dedicarmi alla catechesi. Con me c’era anche un seminarista del Pime, che ora è missionario in Tunisia. Con noi c’erano circa ottanta adulti di diversa età, tutti attenti ad ascoltare le grandi cose che Dio ha fatto per noi uomini. Naturalmente, ho partecipato alla formazione in diocesi, e nel 2015 ho ottenuto il diploma di Teologia. La mia preghiera quotidiana mi porta a rivolgermi a Dio dicendo: “Signore mio Dio, tu sei il vasaio ed io l’argilla tra le tue mani; dammi la forma che vuoi ed inviami dove tu vuoi perché si compia la missione che tu mi vuoi affidare”.

Un cuore pieno di gioia

Al di là delle espressioni a volte ridondanti, possiamo comprendere il cuore pieno di gioia di questi catechisti che sono strumenti di Dio che vuole prendere dimora nel cuore dei suoi figli affinché abbiano vita in abbondanza. 

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