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Diciassette giovani e adulti hanno scoperto "la pietra preziosa"

Durante la veglia pasquale del Sabato santo, nella nostra chiesa cattedrale, diciassette giovani e adulti riceveranno i sacramenti dell’iniziazione cristiana dalle mani del Vescovo, il Battesimo, la Confermazione e l’Eucaristia. Il momento culminante di un percorso iniziato due anni fa, di conoscenza di Gesù, di scoperta del suo messaggio di amore per ogni uomo. Lasciamo spazio alla testimonianza di Enkeljiana, nata in Albania e residente a Vedelago.

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Diciassette giovani e adulti hanno scoperto "la pietra preziosa"

Durante la veglia pasquale del Sabato santo, nella nostra chiesa cattedrale, diciassette giovani e adulti riceveranno i sacramenti dell’iniziazione cristiana dalle mani del Vescovo, il Battesimo, la Confermazione e l’Eucaristia. Il momento culminante di un percorso iniziato due anni fa, di conoscenza di Gesù, di scoperta del suo messaggio di amore per ogni uomo. Tra loro molti sono nati in un altro Paese, l’Albania, il Marocco, la Romania, il Cameroun, la Nigeria, il Burkina Faso. Sabato notte, in cattedrale, risuoneranno i loro nuovi nomi cristiani: Chiara, Anna, Giovanni Paolo, Teresa, Sandra, Sofia, Paolo, Sabrina... Lasciamo spazio alla testimonianza di Enkeljiana. Altri voci a pagina 3 di questo numero della Vita del popolo“.

“Sono nata in Albania e vivo in Italia da 21 anni - racconta Enkeljana -, abito a Vedelago con mio marito e i miei due figli. Sono cresciuta in un Paese e in una famiglia atei. Nessuno mi ha mai parlato di Dio e pian piano ho finito per diventare anch’io atea, anzi, pagana: credevo nell’oroscopo e in ogni specie di superstizione. Quando avevo 15 anni, in Albania cadde il sistema comunista e iniziò la possibilità di evangelizzare. Ricordo che trovai nella cassetta della posta un foglio con il Padre nostro e l’invito a pregarlo. Così cominciai a recitare questa preghiera tutti i giorni. Però non consideravo Dio un padre, ma soltanto un mago a cui chiedere tutto ciò che volevo. E, invece, io per lui ero una figlia da raccogliere e da portare a casa, nella sua casa. Nel 2005, quando papa Giovanni Paolo II stava passando i suoi ultimi giorni sulla terra, in agonia, anch’io seguivo in televisione, come tanti, ogni passo delle sue sofferenze e, per la prima volta, sentii parlare di Gesù e del Vangelo. “Non abbiate paura. Aprite, anzi, spalancate le porte a Cristo”: queste parole suonavano in me come un dolce invito a far conoscenza di Colui che mi ha amata prima che io nascessi, ma che nessuno mi aveva presentato: Gesù. Giovanni Paolo II, che in passato avevo anche denigrato, in quei giorni mi stava facendo singhiozzare lacrime di pentimento. Più tardi capii che quell’uomo di Dio stava offrendo la sua vita per me, per condurmi al Signore. Alcuni mesi dopo comperai il mio primo Vangelo. Non dimenticherò mai quel giorno. Sentii che tra le mani tenevo qualcosa di prezioso e che da quel momento la mia vita non sarebbe più stata la stessa. Ogni giorno i miei momenti liberi erano dedicati alla Parola di Dio, non potevo farne a meno: avevo trovato la perla preziosa! Ma non ci fu subito la conversione, Dio è stato molto paziente nel prepararmi. Avevo passato una vita senza di lui... a un certo punto guardai Gesù con occhi nuovi, cominciai a credere veramente che Egli è il Cristo, il Figlio del Dio vivente. E pian piano iniziai a desiderare il Battesimo: ero stata sedotta da Dio, però ero incapace di agire. Anche questa volta il Signore non tardò a venire in mio aiuto. Era il tempo di raccogliere il primo frutto della conversione. Mio figlio, che all’epoca aveva 12 anni, ci chiese di essere battezzato. Presi un appuntamento con il parroco che, il giorno della domanda del Battesimo, ci promise tutto il suo sostegno. Alcuni giorni dopo conobbi Anna Maria, la catechista di mio figlio. Mi stupì la sua gioia nell’accoglierci. In tanti anni non avevo mai sperimentato di essere voluta bene gratuitamente come lei faceva con me. Mi invitò a pregare nel gruppo del Rinnovamento dello Spirito Santo a Vedelago. Ho detto un sì totale a Dio e non potevo che ricevere il centuplo. Anni prima avevo conosciuto Gesù nella sua Parola, ora la Parola è diventata viva grazie a questo gruppo che si chiama “Gesù Parola viva”. Ognuno di questi fratelli e sorelle mi testimonia che essere cristiani significa avere la consapevolezza di un Dio vivo e presente in mezzo a noi. Ora la mia preghiera non è più rivolta a un “dio mago”. Non più “dammi”, ma “fammi”: “Padre, fammi la grazia di diventare tua figlia per mezzo del Battesimo”. Finalmente, dopo due anni di preparazione sabato, a Dio piacendo, riceverò il Battesimo. Sono impaziente di incontrare Gesù nei sacramenti, il mio cuore trabocca di gioia e sono piena di gratitudine verso Dio per i prodigi che ha fatto nella mia vita. Con Gesù al mio fianco sento un canto nuovo, un continuo Magnificat”.

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