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Don Carlo Breda: "La gioia di sentirmi... ponte"

Sabato 7 maggio, nella stessa celebrazione, i due riti di ordinazione con i quali Carlo Breda diventerà prete e Amos Patarini diacono. Una gioia grande per la nostra diocesi. Siamo invitati a pregare per loro riconoscendo il dono che essi sono per tutti

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Don Carlo Breda: "La gioia di sentirmi... ponte"

Stupore e gratitudine: sono questi i due sentimenti che abitano maggiormente il mio cuore mentre attendo il dono del sacerdozio, con i molti pensieri che mi frullano in testa. Ma soprattutto la gratitudine, accompagnata da una pace profonda, insieme all’affetto di tante persone che sento stringersi a me. Il cammino in Seminario è stato lungo (ben 16 anni) e ricco di scoperte, di passi avanti, di fatiche che mi hanno fatto crescere e maturare come discepolo e come uomo. In particolare, la scoperta più bella è che il Signore Gesù mi ama per come sono, al punto da donarsi completamente per me e per ciascuno, come dice san Paolo: Cristo “mi ha amato e ha consegnato se stesso per me” (Gal 2,20).

Vederlo sulla Croce, in quel dono totale di sé, mi ha conquistato fin dai primi anni delle superiori, anche grazie a un pellegrinaggio vissuto con la Comunità Giovanile sulle orme di santa Caterina da Siena. Grazie a lei e alla sua esperienza ho scoperto la bellezza dell’amore di Gesù, fino a prima mai provata. E allo stesso tempo scoprivo in me il desiderio, più profondo di anno in anno, di rispondergli amandolo con il dono della mia vita.

Continuando il cammino in Seminario ho scoperto pian piano che l’amore totale di Gesù non era certo rivolto solo a me! Fare esperienza pastorale nelle diverse realtà parrocchiali mi ha permesso di immergermi nelle vite di molte persone che chiedevano sostegno nel loro cammino di fede, ma anche molta cura e ascolto rispetto alle loro fragilità e fatiche. Stare a contatto con queste persone mi ha aiutato a scorgere una chiamata del Signore a spendermi per loro, ma non in un modo qualsiasi, bensì come Suo strumento perché ciascuno sentisse su di sé la cura misericordiosa di Cristo. In questo “posto”, cioè nell’essere ponte tra Gesù e la gente, trovo pace, passione, gioia e senso per la mia vita presente e futura. Una vita degna di essere vissuta perché intravedo che può rendermi felice.

Diventare prete è la modalità concreta con cui posso dare forma a questo amore di Gesù per me e per le persone attraverso i sacramenti e l’annuncio della Parola, quella stessa Parola che mi ha affascinato e spinto a mettermi in gioco nel servizio. In particolare, è nella pagina della risurrezione di Lazzaro (Gv 11) che ultimamente sento che il Signore sta bussando con tenacia alla mia vita: così come ha liberato me stesso dai miei sepolcri, ora mi coinvolge a rotolare le porte dei sepolcri di tante altre persone mentre Lui le chiama teneramente per nome. In particolare, l’esperienza di insegnamento mi interpella molto: la prossimità a questi studenti, così vivaci e fragili, non è facile, eppure il Signore mi sta coinvolgendo proprio tra quei banchi di scuola ad annunciare una parola di Vita ben più feconda di quanto loro stessi spesso desiderino per sé.

Certamente, so di essere un’immagine solo sbiadita del cuore paziente e misericordioso di Gesù, ben consapevole dei miei limiti; al tempo stesso so anche che come il Signore in questi anni è stato fedele alla mia vita, così continuerà ad essere fedele per modellare le mie spigolosità e rigidità. Confido in Lui. (don Carlo Breda)

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