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Don Liberale Baldo: il Vangelo, la strada, le persone sulla soglia

Cattedrale gremita per l'ultimo saluto al prete "del marciapiede" come amava definirsi don Liberale, per 40 anni punto di riferimento della parrocchia di San Martino Urbano

Parole chiave: Baldo Liberale (1), San Martino Urbano (2), Treviso (1518)
Don Liberale Baldo: il Vangelo, la strada, le persone sulla soglia

"Sapeva stare in chiesa, ma anche in piazza e sulla strada don Liberale, appassionato del Vangelo e delle persone, con le quali stabiliva rapporti autentici". il vescovo Gianfranco Agostino ha ricordato così oggi pomeriggio don Liberale Baldo, che si è spento sabato 25 marzo a 84 anni.

Don Liberale, prete “storico” della città di Treviso dove ha prestato servizio per oltre mezzo secolo alla chiesa di San Martino Urbano, è stato un sacerdote di profonda umanità, ha contribuito come assistente della Giac ai lavori preparatori del Concilio, quando Treviso era un laboratorio di riferimento. Cresciuto in una famiglia contadina, primo di 4 figli, inizia a studiare a Biancade e poi entra in seminario durante il secondo conflitto mondiale. Ha vissuto le tristi vicende della seconda guerra mondiale e per questo credeva profondamente nel valore della pace, come gli aveva insegnato anche don Ferdinando Pasin, suo predecessore a san Martino, e Giusto tra le Nazioni.
Ordinato sacerdote dal vescovo Negrin nel 1956, per un anno è assistente al collegio vescovile Pio X, poi a San Martino come cappellano, dove condivide la vita fraterna con don Pasin, in condizioni difficili, dopo che la chiesa e la canonica erano state distrutte dal bombardamento del 7 aprile 1944.

Conosciuto per la sua apertura e l’attenzione agli ultimi, negli anni ha saputo cogliere i profondi cambiamenti della città anche con scelte coraggiose: è stato tra i primi sacerdoti a dare riparo alle persone senza fissa dimora, e proprio attorno alla chiesa di San Martino da qualche anno è nata la "Notte dei senza dimora". Don Liberale ha coltivato una profonda amicizia con Albino Luciani - poi Giovanni Paolo I - e con la sua famiglia. Guida spirituale per molti, ma anche accompagnatore nell’impegno civile dei cattolici trevigiani, era un prete "del marciapiede", come amava definirsi, a contatto continuo con la gente. Mercoledì nella Cattedrale le esequie sono state presiedute dal vescovo Gianfranco Agostino Gardin, che ne ha ricordato la figura di prete particolarmente attento ai cristiani “della soglia”, che sapeva stare in chiesa ma amava anche la piazza e la strada, punto di riferimento per molte persone e molti giovani, anche grazie ai 40 anni vissuti nella scuola come insegnante di religione all'istituto Riccati e come direttore del Centro studentesco di via San Nicolò, dove è arrivato dopo essere stato cappellano a Castagnole e a Visnadello negli anni '60. Nel 1980 è nominato delegato vescovile per San Martino Urbano e nel 1986 è parroco della medesima parrocchia, dalla quale si congeda nel 2008, ma dove continuava a prestare servizio. "Ha educato alla fede generazioni di giovani, mantenendo un cuore giovane e un animo allegro - ha ricordato il Vescovo -. Aiutava ed animava la comunità anche con intuizioni vivaci, ma era soprattutto un accompagnatore di persone, attento ai cambiamenti e desideroso di un rinnovamento anche nella Chiesa. Ora giunge davanti al Padre con il tesoro prezioso di oltre 60 anni di vita sacerdotale caratterizzata dall'appassionato annuncio del Vangelo".

Don Liberale lascia la sorella suor Assunta, delle Suore della Misericordia di Verona, i fratelli Antonio e Guerrina, 6 nipoti e 7 pronipoti.

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