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Dopo il Dpcm: nelle parrocchie si continua con prudenza

Il vicario per il Coordinamento della pastorale, mons. Mario Salviato, in una lettera ai parroci, dopo le richieste di chiarimenti pervenute da più parti in questi giorni, in seguito al più recente Dpcm che ha stabilito nuove limitazioni per le attività e la vita sociale.“Il criterio che ci deve guidare è quello di continuare la vita delle nostre comunità con molta attenzione e prudenza, oltre che con lo stesso grande senso di responsabilità e cura per il bene comune che abbiamo dimostrato fin dall’inizio, senza tuttavia rinunciare del tutto alla possibilità di partecipare in presenza agli incontri".

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Dopo il Dpcm: nelle parrocchie si continua con prudenza

“Le celebrazioni in chiesa sono ancora possibili nel rispetto dei protocolli indicati” e “rimane l’accortezza di ricordare ai fedeli la necessità dell’uso costante della mascherina all’interno delle chiese e il modo corretto di ricevere l’Eucaristia nelle mani”. Lo scrive il vicario per il Coordinamento della pastorale, mons. Mario Salviato, in una lettera ai parroci, dopo le richieste di chiarimenti pervenute da più parti in questi giorni, in seguito al più recente Dpcm che ha stabilito nuove limitazioni per le attività e la vita sociale.

Per il resto, “il criterio che ci deve guidare è quello di continuare la vita delle nostre comunità con molta attenzione e prudenza, oltre che con lo stesso grande senso di responsabilità e cura per il bene comune che abbiamo dimostrato fin dall’inizio, senza tuttavia rinunciare del tutto alla possibilità di partecipare in presenza agli incontri. Laddove non dovessero esserci altre possibilità ci si avvalga delle modalità on-line. Si può anche prevedere una modalità «mista», nella quale ci si collega da remoto in sottogruppi”.

Certo, nel Dpcm è “fortemente raccomandato di limitare e ridurre i momenti di incontro”. Ma non c’è la disposizione di sospendere ogni tipo di attività o di riunione. La lettera entra, così, nei dettagli a proposito di alcune attività di carattere pastorale. Possono così continuare gli incontri di carattere formativo (catechismo, catechesi, gruppi), sempre fatta salva la consueta osservanza delle norme anti-contagio (distanziamento, uso di mascherine, igienizzazione), come pure le prove dei cori liturgici, con le consuete misure di prevenzione, valutando anche la possibilità di cantare tenendo la mascherina. Resta pertanto valido “quanto già scritto nelle precedenti indicazioni, ossia che «non risulta, invece, possibile fare riunioni aperte al pubblico, né concedere l’uso degli ambienti parrocchiali per le riunioni condominiali o per feste» (Prot. N. 1550/20/PG). Per quanto riguarda eventuali altre iniziative di carattere spirituale (catechesi adulti, ascolto della Parola, genitori dei ragazzi del catechismo, ecc ...), solamente se ritenuto necessario farle in presenza, si consiglia di farle in chiesa, assicurando comunque il rispetto delle stesse regole per le celebrazioni”.

Come precisato dalla Segreteria della Cei, risultano ancora possibili le riunioni dei Consigli, anche se va valorizzata la modalità a distanza. Per i Consigli di Collaborazione, tenendo conto della raccomandazione del Dpcm di non spostarsi dal proprio comune di residenza, viene suggerito di valutare l’opportunità di incontri online.

Considerando pure la raccomandazione a non accogliere in casa persone diverse dai propri conviventi, se non per forte necessità, si invita a sospendere gli incontri in presenza del “Vangelo nelle Case”, valutando la possibilità anche per questi della modalità online. A tal proposito è stata inviata in questi giorni una lettera agli animatori dei gruppi di cui si è a conoscenza.

Circa l’uso degli ambienti sportivi all’aperto, non sono permessi gli sport di contatto; laddove è possibile, è bene che tali ambienti siano chiusi. Di concerto con il Noi Associazione Treviso, si prevede la chiusura dei bar e delle attività ricreative negli oratori parrocchiali.

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