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Dopo il referendum, la Chiesa ucraina-Patriarcato di Kiev teme il bando in Crimea

Il patriarca Filarete prega perché l'Ucraina sia liberata "dagli occupanti". Gli ortodossi di obbedienza moscovita temono di essere cacciati via dall'Ucraina

Parole chiave: Filarete (1), patraircato Kiev (1), Ucraina (186), Russia (75)
Dopo il referendum, la Chiesa ucraina-Patriarcato di Kiev teme il bando in Crimea

Come previsto, il referendum di ieri in Crimea ha sancito la volontà popolare di annettere la penisola ucraina alla Federazione russa. Anche se l'annessione avverrà solo dopo il via libera formale da Mosca, lo scenario della Crimea che "torna" alla Russia e le tensioni interne a tutta la società ucraina preoccupano i vertici della Chiesa ortodossa.

Il patriarca Filarete, 84enne capo della Chiesa ortodossa ucraina-Patriarcato di Kiev, nella liturgia domenicale di ieri ha invitato a pregare per la "liberazione dagli occupanti", con riferimento alle forze russe che da settimane ormai controllano la Crimea e di cui si teme l'allargamento nelle zone orientali dell'Ucraina. Poco prima, aveva avvertito del possibile bando della Chiesa Patriarcato di Kiev in Crimea. "Abbiamo informazioni che dopo il cosiddetto referendum e la dichiarazione della Crimea come territorio russo, l'eparchia ortodossa del Patriarcato di Mosca sarà posta direttamente sotto il controllo del Patriarca di Mosca", ha avvertito Filarete in una conferenza stampa.

Nel Paese gli ortodossi sono divisi tra: Chiesa ortodossa ucraina-Patriarcato di Kiev (non riconosciuta dalle altre Chiese e osteggiata da Mosca); quella ortodossa ucraina-Patriarcato di Mosca (l'unica riconosciuta e la più numerosa) e quella ortodossa ucraina autocefala. Se la Chiesa ucraina-Patriarcato di Mosca verrà assorbita direttamente dal Patriarcato russo ortodosso, ha previsto Filaret, "ci aspettiamo che la Chiesa ucraina-Patriarcato di Kiev (con circa 30 parrocchie nella penisola, ndr) venga completamente vietata in Crimea". Il leader religioso ha poi parlato di una situazione molto difficile e di alcuni fedeli che sono stati rapiti o detenuti illegalmente solo per aver espresso le loro posizioni contrarie alla secessione da Kiev.

Fonti di AsiaNews vicine al Patriarcato di Mosca, ritengono fondato l'allarme di Filaret, ma avvertono anche del pericolo che, al contrario, a Kiev e in Ucraina occidentale sparisca la Chiesa legata al Patriarcato di Mosca e che si crei una forte spaccatura in seno alla stessa Chiesa ortodossa russa. Il Patriarca Kirill, non a caso, ha riconosciuto che l'Ucraina ha il diritto all'autodeterminazione, ma ha invitato a pregare perché "i fratelli di una stessa fede e di un unico sangue non portino mai la distruzione l'uno dell'altro" e perché l'ex repubblica sovietica non si separi "spiritualmente" dalla Russia.

Nella Federazione, l'ortodossia è stata posta al centro delle politiche statali, dopo decenni di persecuzione sotto il regime sovietico, ma l'escalation di tensione con l'Ucraina ha messo in luce alcuni problemi interni alla sua stessa Chiesa, come la non condanna del totalitarismo. Le proteste del Maidan - scrive il Washington Post - hanno segnato un "risveglio religioso", un "fenomeno non solo politico e sociale, ma anche ecumenico" per l'Ucraina: tutte le Chiese, compresa quella cattolica, sono state unite nella difesa del popolo e nella condanna della violenza.

Secondo Andrei Zubov, tra i maggiori esperti dei rapporti Stato-Chiesa e professore all'Università per gli Studi internazionali di Mosca (Mgimo), se si arriverà a una guerra, la divisione tra le Chiese di Mosca e Kiev sarà inevitabile. Zubov ha rischiato il licenziamento, a inizio marzo, per un articolo in cui paragonava le mosse di Putin in Crimea all'Anschluss con cui la Germania nazista annesse l'Austria, nel 1938. "Putin ha iniziato un processo incontrollabile", ha dichiarato in un'intervista, in cui prevede che il Patriarcato di Costantinopoli possa in futuro riconoscere una Chiesa ucraina, che unirebbe le tre diverse realtà presenti oggi nel Paese, ridisegnando l'intera mappa dell'ortodossia.

Con una popolazione di 44.300.000 abitanti, di cui circa l'80% si dichiara cristiano ortodosso, l'Ucraina è il più grande Paese a maggioranza ortodossa dopo la Russia.

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