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E' questo il tempo della misericordia: il Papa consegna la Bolla

Letta davanti alla Porta Santa la Bolla di indizione del Giubileo straordinario che inizierà l’8 dicembre 2015 e terminerà il 30 novembre 2016. Sarà celebrato non solo a Roma, ma anche in tutte le diocesi del mondo e nei principali santuari. Un invito alla conversione in particolare verso i “lontani” e verso chi fa parte della violenza organizzata e le persone “fautrici o complici” di corruzione.

Parole chiave: Anno santo (5), Giubileo Misericordia (27), bolla (2), papa Francesco (653)
E' questo il tempo della misericordia: il Papa consegna la Bolla

“Oggi, nella vigilia della seconda domenica di Pasqua, davanti alla porta Santa della basilica di San Pietro, consegno agli arcipreti delle basiliche papali, ad alcuni rappresentanti della Chiesa sparsa nel mondo e ai protonotari apostolici la bolla Misericordiae Vultus di indizione del Giubileo Straordinario della Misericordia”. Con queste parole, pronunciate davanti alla Porta Santa, il Papa ha annunciato ufficialmente il Giubileo della Misericordia, che comincerà l’8 dicembre 2015, festa dell’Immacolata e 50° anniversario dell’apertura del Concilio Vaticano II, e si concluderà il 20 novembre 2016, festa di Cristo Re. Papa Francesco, durante la celebrazione di oggi, vigilia della domenica della Divina Misericordia, ha consegnato una copia della bolla a sei rappresentanti della Chiesa nel mondo: oltre ai quattro arcipreti delle basiliche papali di Roma, i cardinali Ouellet, Filoni e Sandri, prefetti rispettivamente delle Congregazioni per i vescovi, per l’evangelizzazione dei popoli e per le Chiese orientali; l’arcivescovo Savio Hon Tai-Fai, segretario di Propaganda Fide, in rappresentanza di tutto l’Oriente; il vescovo Barthélemy Adoukonou, segretario del Pontificio Consiglio della Cultura, in rappresentanza del continente africano, e monsignor Khaled Ayad Bisahay, della Chiesa patriarcale di Alessandria dei Copti, in rappresentanza delle Chiese orientali.

L’apertura coincide con il 50mo anniversario della chiusura del Concilio Ecumenico Vaticano II. “La Chiesa – si legge in proposito nella Bolla (n. 4) - sente il bisogno di mantenere vivo quell’evento. Per lei iniziava un nuovo percorso della sua storia. I Padri radunati nel Concilio avevano percepito forte, come un vero soffio dello Spirito, l’esigenza di parlare di Dio agli uomini del loro tempo in un modo più comprensibile. Abbattute le muraglie che per troppo tempo avevano rinchiuso la Chiesa in una cittadella privilegiata, era giunto il tempo di annunciare il Vangelo in modo nuovo”.  La conclusione avverrà “nella solennità liturgica di Gesù Cristo Signore dell’universo, il 20 novembre 2016. In quel giorno, chiudendo la Porta Santa avremo anzitutto sentimenti di gratitudine e di ringraziamento verso la SS. Trinità per averci concesso questo tempo straordinario di grazia. Affideremo la vita della Chiesa, l’umanità intera e il cosmo immenso alla Signoria di Cristo, perché effonda la sua misericordia come la rugiada del mattino per una feconda storia da costruire con l’impegno di tutti nel prossimo futuro” (n. 5).

Il documento inizia con l’affermazione che “Gesù Cristo è il volto della misericordia del Padre. Il mistero della fede cristiana sembra trovare in questa parola la sua sintesi”. La misericordia non è una parola astratta, ma un volto da riconoscere, contemplare e servire. “Abbiamo sempre bisogno di contemplare il mistero della misericordia. È fonte di gioia, di serenità e di pace. È condizione della nostra salvezza. Misericordia: è la parola che rivela il mistero della SS. Trinità. Misericordia: è l’atto ultimo e supremo con il quale Dio ci viene incontro. Misericordia: è la legge fondamentale che abita nel cuore di ogni persona quando guarda con occhi sinceri il fratello che incontra nel cammino della vita. Misericordia: è la via che unisce Dio e l’uomo, perché apre il cuore alla speranza di essere amati per sempre nonostante il limite del nostro peccato” (n. 2).

Le opere di misericordia corporale e spirituale dovranno quindi essere riprese per “risvegliare la nostra coscienza spesso assopita davanti al dramma della povertà e per entrare sempre di più nel cuore del Vangelo, dove i poveri sono i privilegiati della misericordia divina”. In tale prospettiva, la Bolla annuncia la decisione del Papa di inviare per la Quaresima i “Missionari della Misericordia” (n. 18). “Saranno un segno della sollecitudine materna della Chiesa per il Popolo di Dio, perché entri in profondità nella ricchezza di questo mistero così fondamentale per la fede. Saranno sacerdoti a cui darò l’autorità di perdonare anche i peccati che sono riservati alla Sede Apostolica, perché sia resa evidente l’ampiezza del loro mandato. Saranno, soprattutto, segno vivo di come il Padre accoglie quanti sono in ricerca del suo perdono. Saranno dei missionari della misericordia perché si faranno artefici presso tutti di un incontro carico di umanità, sorgente di liberazione, ricco di responsabilità per superare gli ostacoli e riprendere la vita nuova del Battesimo”. In questo Anno Santo, insomma, “potremo fare l’esperienza di aprire il cuore a quanti vivono nelle più disparate periferie esistenziali, che spesso il mondo moderno crea in maniera drammatica”.

L’invito alla conversione, che caratterizza ogni giubileo, “si rivolge con ancora più insistenza verso quelle persone che si trovano lontane dalla grazia di Dio per la loro condotta di vita. Penso in modo particolare agli uomini e alle donne che appartengono a un gruppo criminale, qualunque esso sia. Per il vostro bene, vi chiedo di cambiare vita. Ve lo chiedo nel nome del Figlio di Dio che, pur combattendo il peccato, non ha mai rifiutato nessun peccatore… Lo stesso invito giunga anche alle persone fautrici o complici di corruzione. Questa piaga putrefatta della società è un grave peccato che grida verso il cielo, perché mina fin dalle fondamenta la vita personale e sociale. La corruzione impedisce di guardare al futuro con speranza, perché con la sua prepotenza e avidità distrugge i progetti dei deboli e schiaccia i più poveri. E’ un male che si annida nei gesti quotidiani per estendersi poi negli scandali pubblici… Questo è il momento favorevole per cambiare vita! Questo è il tempo di lasciarsi toccare il cuore” (n. 19).

Papa Francesco, poi, evidenzia come la misericordia sia un tema comune anche a ebrei e musulmani, per cui auspica che “Questo Anno Giubilare vissuto nella misericordia possa favorire l’incontro con queste religioni e con le altre nobili tradizioni religiose; ci renda più aperti al dialogo per meglio conoscerci e comprenderci; elimini ogni forma di chiusura e di disprezzo ed espella ogni forma di violenza e di discriminazione” (n. 23).

Il desiderio del Papa è che questo Anno, vissuto anche nella condivisione della misericordia divina, possa diventare un’occasione per “vivere nella vita di ogni giorno la misericordia che da sempre il Padre estende verso di noi. In questo Giubileo lasciamoci sorprendere da Dio. Lui non si stanca mai di spalancare la porta del suo cuore per ripetere che ci ama e vuole condividere con noi la sua vita. […] In questo Anno Giubilare la Chiesa si faccia eco della Parola di Dio che risuona forte e convincente come una parola e un gesto di perdono, di sostegno, di aiuto, di amore. Non si stanchi mai di offrire misericordia e sia sempre paziente nel confortare e perdonare. La Chiesa si faccia voce di ogni uomo e ogni donna e ripeta con fiducia e senza sosta: «Ricordati, Signore, della tua misericordia e del tuo amore, che è da sempre» (Sal 25,6)” (n. 25).

Fonte: AsiaNews
Sir
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