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Fidanzati trevigiani in piazza San Pietro: grazie Francesco!

La testimonianza di una coppia trevigiana presente, assieme ad altre cinque del Biennio Ac, all'incontro del Santo Padre con i fidanzati.

Parole chiave: papa francesco (734), giovani (300), fidanzati (7), ac (423), azione cattolica (75)
Le coppie di fidanzati del biennio Ac presenti a Roma

Sveglia presto questo San Valentino, giornata di ferie al lavoro: piccoli sacrifici ma nulla in confronto ai doni ricevuti attraverso le parole di Papa Francesco venerdì 14 febbraio in Piazza San Pietro assieme ad altre 10.000 coppie, sei delle quali eravamo noi, del primo anno del biennio fidanzati proposto dall’Azione cattolica della nostra diocesi. Il Santo Padre in questo speciale evento ci ha ricordato con una semplicità straordinaria che “l’amore è una relazione”, “è una realtà che cresce, e possiamo anche dire che si costruisce come una casa. E la casa si costruisce assieme, non da soli”, favorendo e aiutando la crescita, casa che vogliamo fondare “sulla roccia dell’amore vero, l’amore che viene da Dio. La famiglia nasce da questo progetto d’amore che vuole crescere come si costruisce una casa che sia luogo di affetto, di aiuto, di speranza, di sostegno. Come l’amore di Dio è stabile e per sempre, così anche l’amore che fonda la famiglia vogliamo che sia stabile e per sempre”. Per questo, ci ha invitati a non lasciarci vincere dalla “cultura del provvisorio”.  “In questo cammino è importante, è necessaria la preghiera, sempre. Lui per lei, lei per lui e tutti e due insieme”. Ci ha invitati a chiedere a Gesù di moltiplicare il nostro amore, il “vero pane dell’anima”. “Signore, dacci oggi il nostro amore quotidiano” deve essere la nostra preghiera, perché l’amore quotidiano tra noi è il “pane” che ci sostiene per andare avanti insieme. Ci hanno particolarmente colpito le tre “regole” di papa Francesco, da mettere alla base di questo cammino che ci porterà alla realizzazione del progetto di Dio su di noi, regole riassumibili nelle parole “permesso” (posso?), “grazie” per il dono di Dio che l’altro è per noi stessi e “scusa”, invitandoci a “mai finire la giornata senza fare la pace” perché altrimenti quello che ci portiamo dentro se siamo arrabbiati con l’altro il giorno dopo diventerà più freddo e duro da sciogliere, rendendo più difficile riappacificarsi.
Infine, ci ha dato suggerimenti su come celebrare bene il nostro matrimonio, indicandoci, con parole simili a quelle di un amico, la sobrietà quale caratteristica di fondo e invitandoci a preoccuparci che a risaltare anche attraverso banchetto, foto, fiori e vestiti sia il vero motivo della nostra gioia, ossia la benedizione del Signore sul nostro amore e la Sua presenza tra noi.
Il regalo che Papa Francesco ci ha fatto, il cuscino per le fedi, ci ricorda proprio questo, cioè che tra tutti i preparativi per quel nostro “grande giorno” ciò per cui più dobbiamo prepararci è l’accoglienza di Dio tra noi, riscoprendolo roccia su cui fondare la nostra relazione, facendoci testimoni, con il nostro amarci reciprocamente, del Suo Amore per tutti. Ci portiamo a casa tutto questo, che è per noi forza e motore nel nostro crescere insieme, facendo diventare i nostri gesti, atteggiamenti, il nostro modo di vivere e amarci immagine e somiglianza di Dio. (Chiara e Dennis)

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