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Fiume di pellegrini per sant'Antonio: ieri c'erano anche i trevigiani

Messa celebrata dal vescovo Gardin nella Basilica padovana. Nella sola giornata di mercoledì sono stati 2.203 i passaggi davanti alle reliquie del Santo, con gruppi di pellegrini arrivati da Polonia, Germania, Francia, Ungheria, dalla Colombia, dal Brasile e dagli Stati Uniti.

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Fiume di pellegrini per sant'Antonio: ieri c'erano anche i trevigiani

Ci sono persone che segnano il cammino della storia e che restano nei cuori dei fedeli. Una di queste è padre Placido Cortese, nato a Cherso nel 1907, giornalista già direttore del “Messaggero di Sant’Antonio”. Dal suo confessionale, dinanzi alla cappella delle reliquie nella Basilica del Santo di Padova, si è prodigato per farsi umile strumento di salvezza non solo delle anime. Tra il 1942 e il 1944 ha orchestrato – dal suo confessionale – la salvezza per centinaia di ebrei ed ex partigiani alleati. Questo fino a quando fu rapito dalla Gestapo e non fece più ritorno al suo convento. Morì a causa delle torture che le SS gli inflissero nel bunker di piazza Oberdan a Trieste, per fargli confessare i nomi dei collaboratori della rete di salvezza. Nel 2002 è stata aperta la causa di beatificazione di p. Cortese. Lo scorso anno, il presidente Mattarella gli ha tributato la medaglia al merito civile. Oggi nel confessionale di p. Cortese è apposto un registro le cui pagine si riempiono in fretta con le preghiere, le invocazioni, i ringraziamenti dei tanti fedeli che a lui si appellano, tra i quali moltissimi croati che proprio in questi giorni arrivano, in gruppi, a salutare il santo. Nella giornata di mercoledì in pellegrinaggio alla basilica di Sant’Antonio sono arrivati i fedeli della diocesi di Chioggia, accompagnati dal vescovo Adriano Tessarollo, e i Centri padovani di assistenza ai disabili. Ieri è stata la volta dei pellegrini della diocesi di Treviso, accompagnati dal vescovo Gianfranco Agostino Gardin. Accolti dal rettore della basilica p. Oliviero Svanera, erano più di duemila i fedeli provenienti dalla nostra diocesi. La santa messa è stata concelebrata dal vescovo insieme al vicario generale mons. Cevolotto, al vicario per la pastorale mons. Salviato e a una trentina di altri sacerdoti diocesani. Nell'omelia il vescovo Gardin, prendendo lo spunto dal vangelo di Giovanni proclamato durante la messa, ha sottolineato più volte il senso dell'essere pellegrini, come individui e come Chiesa, chiamati cioè a camminare verso la meta che è Gesù. In questo cammino i santi, come Antonio di Padova, ci guidano e ci accompagnano, facendoci la grazia di cui abbiamo bisogno, e cioè cogliere fino in fondo il messaggio di amore vero che deve  alimentare la nostra vita.

Nella sola giornata di mercoledì sono stati 2.203 i passaggi davanti alle reliquie del Santo, con gruppi di pellegrini arrivati da Polonia, Germania, Francia, Ungheria, dalla Colombia, dal Brasile e dagli Stati Uniti.

Fonte: Sir
Fiume di pellegrini per sant'Antonio: ieri c'erano anche i trevigiani
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