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Giornata del Seminario: la comunità teologica, una famiglia con un cuore che ama

La riflessione di un diacono che ricorda la centralità della relazione di fiducia con il Signore nella preghiera durante gli anni trascorsi in Seminario e l'importanza delle relazioni vissute. "Questa esperienza di accoglienza e di cura gratuita ha aperto in me uno spazio al desiderio di prendermi a cuore la vita dei fratelli"

Parole chiave: Seminario (70), Diocesi (320), sacerdoti (65), vocazioni (16)
Giornata del Seminario: la comunità teologica, una famiglia con un cuore che ama

Con l’ingresso in comunità teologica del seminario mi sono subito sentito accolto e ho avvertito di essere entrato a far parte di una famiglia con un cuore pulsante, che ama.

Ripensando al percorso fatto, emerge spontaneamente un sentimento di gratitudine innanzitutto per il rapporto con il padre spirituale, con gli educatori, con il rettore, relazioni in cui ho sperimentato la bellezza di sentirmi ascoltato in profondità, voluto bene in tutta la mia persona, guidato e accompagnato paternamente e fraternamente, e questo ha gradualmente fatto crescere in me la fiducia per un confronto schietto con loro.

Mi sono accorto poi che questa esperienza di accoglienza e di cura gratuita ha aperto in me uno spazio al desiderio di prendermi a cuore la vita dei fratelli con cui vivo e che incontro in diverse situazioni. Il vivere assieme in comunità, ci aiuta e ci spinge a prestare attenzione all’altro, lottando contro la cultura individualista che ci circonda e che anche noi respiriamo. Ho toccato con mano quanto è liberante scegliere di decentrarsi da sé per accorgersi che il fratello con cui vivo magari non sta bene, è silenzioso, triste … occasione buona per farmi vicino a lui con lo stile di Gesù Buon Samaritano, che per primo ci insegna a vedere, a fermarci e a prenderci a cuore il prossimo.

Tra le tante occasioni, l’esercizio quotidiano della correzione fraterna mi ha spronato ad osservare gli altri con uno sguardo buono, e ad intervenire, quando serviva per aiutarlo a maturare, anche se tuttora per me non è facile. Aver ricevuto a mia volta delle correzioni è stato prezioso perché mi ha fatto percepire l’interesse degli altri per me e il loro affetto che mi incoraggia ad essere schietto e trasparente senza paura.

Importante è stato lo studio della teologia, l’interesse per l’attualità, ma anche l’aver potuto avvicinare alcune realtà problematiche e ascoltare il racconto della sofferenza e delle speranze delle persone nel contesto di esperienze di servizio e durante il viaggio in Paraguay presso la nostra missione diocesana.

Centrale nell’esperienza in seminario è la relazione di fiducia con il Signore vissuta nella preghiera, dove trovo lo spazio e il tempo adeguati per affidare la vita di chi mi sta a cuore, imparando sempre più a guardarli con lo sguardo del Signore, che continuamente mi converte al suo modo di amare, ricco di misericordia. A volte mi accorgo che il cuore rischia di chiudersi in preoccupazioni, paure, sfiducia … ma proprio allora ho sperimentato che il Signore non si stanca di cercarmi perché gli sto a cuore! E con la Sua Buona Notizia continua a ripetermi che non sono solo, perché nella grande famiglia dei figli di Dio ci sono tanti fratelli e sorelle, segno e testimonianza vivente della Sua cura fedele e provvidente per la mia vita e per quella di ogni uomo.

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