Chiesa
stampa

Giovani pellegrini nella sua terra

Attraverso alcune “parole chiave” i partecipanti al pellegrinaggio diocesano in Terra Santa raccontano di un’esperienza molto profonda, che ha permesso loro di conoscere un po’ di più il Signore e anche se stessi

Parole chiave: giovani (268), pastorale giovanile (23), diocesi Treviso (162), Terra santa (6)
Giovani pellegrini nella sua terra

Svegliarsi ogni mattina con l’entusiasmo di scoprire cosa ti attende. Vivere ogni momento in ascolto del Signore. Camminare per conoscere Gesù nel suo intimo e nella sua umanità. Seguire le sue tracce, calpestare le sue impronte. Superare prove di coraggio, avventura e fatica, andare oltre ai propri limiti sperimentando la bellezza dell’affidarsi a chi ti guida, a Lui. Vivere nella fratellanza, condividere in comunità, scegliere Lui.
E’ stata un’esperienza più unica che rara, al di là di ogni aspettativa, e continuamente sorprendente, quella che abbiamo potuto vivere nella Terra del Santo dal 18 al 26 aprile, rispondendo positivamente alla proposta della Pastorale giovanile della diocesi di Treviso. Un’esperienza che non finisce qui, perché quel che abbiamo vissuto ci ha schiuso gli occhi e il cuore. Torniamo diversi, con nuove consapevolezze e nuovo entusiasmo, perché questo, come ogni pellegrinaggio, è una metafora della vita. Vogliamo condividerla brevemente, raccontandola per parole chiave.
Comunità
Siamo partiti, dopo alcuni incontri di preparazione, giovani dai 20 ai 35 anni, accompagnati da don Andrea Guidone e una preziosa équipe organizzatrice e guidati da Luca Bombelli. Ogni giorno, ciascuno con il proprio compito: chi quello di preparare la colazione, chi di cucinare, chi di stendere il filo per asciugare i panni, chi di rassettare dopo cena… momenti preziosi per trasformare in men che non si dica una trentina di sconosciuti in una comunità, in grado di condividere anche le fatiche più intime e di supporto reciproco.
Sulle sue tracce
Il nostro viaggio ci ha condotti, seguendo le orme di Gesù, dalla Galilea a Gerusalemme. Da Nazareth, dove Gesù è cresciuto con la sua famiglia e ha imparato a vivere la quotidianità delle relazioni, ci siamo diretti a Sefforis, dove si recava con Giuseppe per lavoro. Siamo rimasti tre giorni attorno al lago di Tiberiade, alloggiando all’aperto lungo le sue rive. Abbiamo potuto sperimentare la corrente del Giordano, camminare per i pendii del monte Arbel, gustare i paesaggi della Galilea, meditare sul monte delle beatitudini, visitare Cafarnao, dove Gesù, ospite a casa di Pietro, abitava durante la sua predicazione nella regione, e sostare a Tabgha, dove si ricordano la condivisione dei pani e dei pesci e il primato di Pietro. Siamo poi saliti alle sorgenti del Giordano, percorrendo il confine siriano lungo il Golan e arrivando ai piedi del monte Hermon, nel sito di Cesarea di Filippo (oggi Banias). Ci siamo poi diretti al Tabor dove, dopo una bella salita, abbiamo trovato ristoro.
Stop all’indifferenza
Il nostro pellegrinaggio è proseguito in Samaria, territorio palestinese, con una tappa a Sichem (oggi Nablus), dove abbiamo incontrato i volontari della “Human Supporters Association”, che lavora coi bambini e giovani di quel luogo così segnato dalla guerra e dalle tensioni. Dopo aver goduto della loro generosa ospitalità, abbiamo beneficiato anche dell’accoglienza della famiglia Nasser, la quale conduce ormai da 20 anni una battaglia legale con il governo israeliano che vuole espropriarla della terra in suo possesso da generazioni. La provvidenza e la disponibilità di Daher Nasser e dei volontari che lavorano la terra con lui hanno arricchito ulteriormente il nostro viaggio. Ci siamo infine diretti a Gerusalemme, dove abbiamo trascorso gli ultimi nostri giorni nella Terra del Santo.
Essenzialità
Grazie a Luca, la nostra guida, abbiamo potuto assaporare la Terra Santa da un punto di vista privilegiato. Abbiamo potuto fare esperienza della Parola non solo intellettualmente e con il cuore, ma anche sensorialmente, gustando una semplicità e una concretezza che può essere anche faticosa a volte, ma che è diventata la cifra decisiva del nostro cammino. Il percorso a piedi, la fiducia negli altri e in una promessa, il buio del canale di Ezechia a Gerusalemme, il vuoto della discesa dal monte Arbel, le rapide del Giordano, il cibo condiviso, il sonno sotto le stelle, la veglia al Getsemani, sono solo alcune delle esperienze che ci portiamo nel cuore.
Torniamo a casa - ciascuno ai propri impegni di studio e di lavoro, alle proprie scelte, alle proprie gioie e alle proprie fatiche - carichi del desiderio di portare nella nostra quotidianità le consapevolezze di questo pellegrinaggio.
Siamo infinitamente grati non solo al Signore, per averci dato la possibilità di calpestare la sua Terra, di conoscere un po’ di più Lui e noi stessi, ma anche a don Andrea, Luca, Marco, Consuelo e Alessandro, che si si sono fatti suo strumento per noi nell’organizzare questa esperienza. 

Giovani pellegrini nella sua terra
  • Attualmente 0 su 5 Stelle.
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
Votazione: 0/5 (0 somma dei voti)

Grazie per il tuo voto!

Hai già votato per questa pagina, puoi votarla solo una volta!

Il tuo voto è cambiato, grazie mille!

Log in o crea un account per votare questa pagina.

Non sei abilitato all'invio del commento.

Effettua il Login per poter inviare un commento