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Giovani: "tornare in Galilea" per vivere la propria vocazione

Una bella partecipazione alla veglia diocesana promossa dal Centro diocesano vocazioni e dall'Azione cattolica sabato scorso in Cattedrale

Giovani: "tornare in Galilea" per vivere la propria vocazione

“Questa sera desideriamo celebrare la bellezza del nostro Dio, perché nel suo amore ci ha scelti e costituiti suoi figli, amici e testimoni… seguendo le orme di Cristo nelle varie vocazioni”. Con queste parole il nostro vescovo Gianfranco Agostino ha introdotto la veglia di preghiera per le vocazioni promossa dalla Pastorale giovanile e dal Centro diocesano Vocazioni della diocesi di Treviso, che sabato 27 maggio, nella chiesa Cattedrale, ha visto la partecipazione di molti giovani, consacrati, fidanzati di Azione cattolica.
La meditazione di padre Alessandro, dei frati minori conventuali, sul Vangelo della Risurrezione secondo Marco, ha messo in luce come le donne abbiano dovuto “andare fino in fondo”, andare fin dentro al sepolcro, luogo di morte, per scoprire la nuova presenza del Signore, risorto e vivo. E’ quanto ciascuno ha vissuto durante la veglia di preghiera, scendendo, al buio, nella cripta della Cattedrale, per ricevere, risalendo, la luce del Cero pasquale.
“Andate in Galilea, là mi vedrete…”. Tornare al luogo dove tutto è cominciato, ai luoghi della quotidianità, della propria storia, della chiamata alla fede; tornare al luogo dove è risuonata la Parola, al Vangelo, a tutta la storia di Gesù, con l’aiuto di qualcuno che indichi dov’è il Risorto, che sempre ci precede… è il cammino di conversione che ciascuno è chiamato a compiere, come ha testimoniato anche suor Raffaella, delle Carmelitane di Santa Teresa, presentando la storia della propria vocazione.
Infine, il Vescovo ha consegnato uno strumento per la preghiera nel tempo estivo, invitando tutti, in particolare i giovani, a proseguire il cammino, “non solo facendo memoria del passato, ma avendo anche coraggio nel presente e speranza per il futuro” (papa Francesco), per essere, ognuno secondo la propria vocazione, “discepoli santi, capaci di donare tutta la propria vita per annunciare il Regno di Dio”.

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