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Grande affluenza alle tre veglie di preparazione alla Gmg di Lisbona

Le tre serate di preghiera con il Vescovo - organizzate rispettivamente nelle chiese di Monastier, Trebaseleghe e Caerano - erano ispirate al messaggio che papa Francesco ha scelto per la 37a Giornata Mondiale della Gioventù: "Maria si alzò e andò in fretta" (Lc 1,39).

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Grande affluenza alle tre veglie di preparazione alla Gmg di Lisbona

Venerdì 18, sabato 19 e sabato 26 novembre si sono tenute, rispettivamente a Monastier, Trebaseleghe e Caerano, le veglie dei giovani con il Vescovo in vista della Giornata mondiale della gioventù che si terrà dal 1° al 6 agosto, a Lisbona. Le Veglie hanno visto i giovani dividersi secondo i propri vicariati per riuscire a contenere la grande risposta all’evento. La Diocesi di Treviso, infatti, è la prima del Triveneto per numero di prenotazioni finora raccolte per partecipare all’incontro con il Papa in Portogallo. 

Durante il momento di incontro, svoltosi nelle tre diverse sedi, il Vescovo ha interpellato i giovani domandando loro quale “fretta” muovesse i loro cuori. I versi scelti da papa Francesco in occasione della 37ª Gmg riguardano infatti l’annunciazione con un particolare focus sul versetto “Maria si alzò e andò in fretta” (Lc 1,39). Il Papa nel Messaggio invita già i giovani a meditare la scena nella quale, dopo l’annunciazione, la giovane Maria si alza e si mette in cammino per incontrare sua cugina Elisabetta. “La Madre del Signore è modello dei giovani in movimento, non immobili a contemplare la propria immagine o intrappolati nella rete. Lei è tutta proiettata verso l’esterno”, scrive il Papa, sottolineando che questa prontezza nell’uscire verso gli altri è generata dalla esperienza del Signore nella propria vita. Partendo dalla riflessione sulla fretta che caratterizza la Vergine di Nazareth, il vescovo Tomasi, sulle orme del Santo Padre, ha quindi incoraggiato i giovani a domandarsi quali siano gli atteggiamenti e le motivazioni che li spingono ad affrontare le sfide della vita quotidiana.

Ai giovani è stato chiesto poi di camminare di fronte a delle fotografie riconducibili a sei categorie: creato, guerra, povertà, realtà ordinarie, ingiustizia, ricerca e cultura; per poi scrivere quale di esse suscitasse in loro un senso di “fretta”, di “urgenza” di prossimità, per poi condividere a piccoli gruppi quanto emerso. “Maria è una ragazza coraggiosa, non pensa a sé, mette prima il bene di Elisabetta - ha affermato il Vescovo -. Mette il bene degli altri davanti al proprio. Sente il desiderio di vivere un’esperienza grande, il fatto di essere stata scelta per qualcosa. Quante volte, invece, noi siamo frenati dai nostri progetti e non siamo in grado di cogliere le occasioni che la vita ci presenta. Maria, presa dalla fretta, va a incontrare la cugina. La sterile e la vergine generano nuova vita, ma entrambe sono interpellate da Dio, perché Dio non decide senza di noi. Ognuno di noi ha dentro di sé una chiamata, un’urgenza di vita, qualcosa che ci spinge a darci da fare, a metterci a disposizione, perché la nostra vita è un capolavoro e si può sviluppare in un capolavoro”. 

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