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Il Vescovo alla messa delle Ceneri chiede il dono di "un cuore che sappia sentire il bisogno degli altri"

Si è svolta ieri sera nella cattedrale di Treviso la celebrazione eucaristica, con il rito di imposizione delle ceneri, con la quale il vescovo Michele Tomasi ha iniziato il tempo di Quaresima, i quaranta giorni che preparano alla Pasqua. Una celebrazione che si è svolta in ogni parrocchia della diocesi.

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Il Vescovo alla messa delle Ceneri chiede il dono di "un cuore che sappia sentire il bisogno degli altri"

Si è svolta ieri sera nella cattedrale di Treviso la celebrazione eucaristica, con il rito di imposizione delle ceneri, con la quale il vescovo Michele Tomasi ha iniziato il tempo di Quaresima, i quaranta giorni che preparano alla Pasqua. Una celebrazione che si è svolta in ogni parrocchia della diocesi.

Alla celebrazione in cattedrale hanno preso parte i parroci e i fedeli della città di Treviso. Numerosi anche i sacerdoti del Seminario e quelli del Capitolo della cattedrale che hanno concelebrato con il Vescovo.

Ripercorrendo quest’anno vissuto nella pandemia, il vescovo Michele ha ricordato, richiamandosi alle letture della messa, come “ai tempi del profeta Gioele il popolo era stato messo in ginocchio dalla piaga delle cavallette e dalla siccità che ne avevano distrutto economia e prospettive di vita. Oggi la prova viene da questo nostro contesto segnato dalla pandemia”.

“Siamo in attesa di risposte e soluzioni a tanti problemi, siamo preoccupati per molti aspetti della nostra vita. La prova dura ormai da troppo tempo, e siamo sempre più tentati di sentirci soli ed abbandonati” ha ricordato mons. Tomasi.

Ricordando l’appello del profeta al popolo (“Laceratevi il cuore e non le vesti,
ritornate al Signore, vostro Dio”), il Vescovo ha evidenziato il fatto che “quest’anno ci ha portato davvero ad una richiesta che sgorga dal profondo. Abbiamo veramente bisogno di ascoltare la Parola di Dio per trovare orientamento, nell’autentica disponibilità alla conversione del cuore e della vita. Ascoltiamo allora, qui ed ora, il grido del profeta: “laceratevi il cuore”. Essere qui, ora, a «lacerarci il cuore» significa chiedere al Signore un dono. Il dono di avere non soltanto un cuore di carne – al posto di quello di pietra, che spesso ci contraddistingue – ma anche un cuore che sappia sentire così forte il bisogno degli altri, il loro grido di aiuto, di salvezza e di liberazione, da sentirsi letteralmente trafitto da quell’appello. Questa lacerazione del cuore è la stessa del costato di Cristo sulla croce, dalla quale scaturisce la vita stessa della Chiesa sino ad ora, autentico mistero di amore. È una lacerazione che apre il cuore all’accoglienza del vero amore di Dio, che apre il nostro affetto, il nostro sguardo, il nostro orizzonte e poi le nostre braccia, ad accogliere, a consolare, a costruire insieme, a porre i gesti fondamentali della fraternità e della cura. Così posso pensare alla lacerazione del cuore come ad una grazia, che mi rende più umano, più vivo, più vero, capace di sentire compassione e provare empatia per ogni persona che soffra, nel corpo e nello spirito” ha sottolineato mons. Tomasi.

Al termine il Vescovo ha ringraziato i presenti per la partecipazione (“Sono grato al Signore per questa celebrazione. Per me è il primo mercoledì delle Ceneri con voi, da vescovo di Treviso. L’anno scorso, a causa della pandemia, l’ho celebrato nella cappellina del vescovado” ha ricordato mons. Tomasi) e ai sacerdoti ha rivolto parole di gratitudine per il loro impegno nelle parrocchie e nei diversi servizi diocesani, complicato, ma ricco di dedizione pastorale, passione e creatività.

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