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Il Vescovo alle aggregazioni laicali: "Unità nella diversità". Annamaria Visentin nuova presidente della Consulta

In occasione della solennità della Pentecoste, sempre molto sentita dalla Consulta, non è stato possibile promuovere la consueta veglia diocesana in Cattedrale, ma è stato proposto attraverso i media e i canali social della diocesi un video con un prolungato momento di preghiera. E non è mancata una riflessione del vescovo Michele Tomasi, che nel giorno della solennità ha annunciato la nomina.

Il Vescovo alle aggregazioni laicali: "Unità nella diversità". Annamaria Visentin nuova presidente della Consulta

Momento importante per la Consulta diocesana delle aggregazioni laicali, che raggruppa oltre 40 tra associazioni e movimenti attivi nella nostra diocesi. In occasione della solennità della Pentecoste, sempre molto sentita dalla Consulta, non è stato possibile promuovere la consueta veglia diocesana in Cattedrale, ma è stato proposto attraverso i media e i canali social della diocesi un video con un prolungato momento di preghiera. E non è mancata una riflessione del vescovo Michele Tomasi.

Proprio in occasione della Pentecoste, c’è stato anche un altro significativo passaggio, con la nomina da parte del Vescovo, ufficializzata durante la messa in Cattedrale, della nuova presidente diocesana della Consulta, Annamaria Visentin, che succede a Bruno Desidera, presidente dal 2011, per due mandati.

Nella riflessione all’interno del momento di preghiera, mons. Tomasi ha detto tra l’altro: “Siamo tutti di Cristo, lui è l’unico che dà risposte alle domande dell’uomo, l’unico che dà veramente la vita”. Ed “è lo Spirito che ci fa riconoscere questo”, che ci fa entrare nella vita di Dio e ci rende “creature nuove”. “Ora noi abbiamo il pensiero di Cristo”, scrive San Paolo. Un’espressione ripresa dal Vescovo. “Tutto ciò avviene se lasciamo agire lo Spirito Santo, se lasciamo allo Spirito Santo di guidare lui la sua Chiesa, se capiamo che quello che lui suscita in ciascuno di noi, in ogni battezzato, in ogni creatura, è vita come dono per gli altri”. In quest’ottica, nella diversità si manifesta “la multiforme sapienza di Dio”. Ma “se siamo differenti, non dobbiamo essere separati o in competizione”. E suona stano “dirlo adesso, dopo un lungo periodo di separazione fisica”. Proprio ora, è il momento di continuare “il sogno di Dio”. Restare uniti nella diversità, poiché lo Spirito Santo “dona unità alla multiformità, non ha paura della fantasia, è la fantasia stessa di Dio. Non ha paura delle differenze, ma crede nell’unità”. Un’unità d’amore nella quale “cattura anche noi”.

Il giorno successivo, in occasione della messa presieduta in Cattedrale per la solennità di Pentecoste, il Vescovo ha invitato il presidente uscente e la entrante, come segno di gratitudine e vicinanza, ha annunciato l’avvicendamento e, al termine della messa ha consegnato la nomina ad Annamaria Visentin, della parrocchia di Vedelago, che da tempo è presente nella Consulta e che attualmente coordina a livello regionale il Rinnovamento nello Spirito Santo, dopo averlo fatto a livello diocesano. “Ringrazio il Vescovo per la vicinanza subito espressa in questi mesi – dichiara il presidente uscente Bruno Desidera -. E desidero ringraziare l’assistente e la presidenza uscente, anche per l’amicizia e la condivisione che si è creata tra noi. Devo dire di esser molto contento per la nomina di Annamaria, che ha contribuito in questi anni, come molti, a rafforzare il bel clima di comunione e stima reciproca che si è creato tra realtà diverse. Con amicizia, le auguro un servizio fecondo, assieme alla nuova presidenza”.

Dichiara Annamaria Visentin: “Sono arrivata in questo organismo 5 anni fa come rappresentante del Rinnovamento nello Spirito Santo della diocesi di Treviso, non conoscevo nessuno ma sono stata accolta molto bene e mi sono trovata subito come in famiglia. E’ nata, infatti, con qualcuno delle altre associazioni o movimenti una bella amicizia. Attraverso il confronto di idee ed esperienze e la riflessione su vari temi è cresciuta la conoscenza e la stima reciproca.

Prosegue la nuova presidente: “Il mio desiderio è che la consulta diventi sempre di più espressione e strumento di comunione e di collaborazione tra le aggregazioni laicali, presenti e operanti nella diocesi, può veramente svolgere un lavoro prezioso cercando di offrire uno spazio di dialogo e di collegamento di tutte le realtà aggregate. Considero la consulta un organismo che ha in sé una ricca potenzialità essendo formato da tutti i rappresentanti delle associazioni e movimenti, potrebbe in qualche modo essere l’espressione della grazia della Pentecoste nella Chiesa: persone diverse, con diversi carismi, diversi modi e luoghi di servizio alla Chiesa che sono uniti intorno all’unico Signore e vogliono mettere a disposizione i propri doni per l’utilità comune. Il simbolo del poliedro tanto caro a papa Francesco risulta calzare a pennello per questo organismo. Per questo, mi auguro che tutte le associazioni, movimenti e aggregazioni si sentano chiamati a parteciparvi perché solo così renderemo insieme più ricca e vivace questa Consulta”.

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