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Il "balsamo della Misericordia" guiderà la Chiesa di Treviso nell'anno giubilare

Quasi duemila persone hanno partecipato venerdì 18 settembre alla celebrazione di apertura del nuovo anno pastorale diocesano nel tempio di san Nicolò. Quello che ci attende sarà un anno fortemente segnato dal grande Giubileo della misericordia indetto da papa Francesco.

Il "balsamo della Misericordia" guiderà la Chiesa di Treviso nell'anno giubilare

Quasi duemila persone hanno partecipato venerdì 18 settembre alla celebrazione di apertura del nuovo anno pastorale diocesano nel tempio di san Nicolò. Un momento importante per tutti gli operatori pastorali della diocesi che si riuniscono intorno al Vescovo per pregare per il cammino che insieme vogliamo percorrere, e per condividere le indicazioni che tutte le parrocchie vivranno durante questo tempo donato dal Signore “nel quale poter camminare e crescere nella fede, nella comunione e nella carità - ha ricordato mons. Gardin -, sostenuti dalla sua parola e dai sacramenti, membri di comunità cristiane dalle quali possiamo ricevere e alle quali possiamo donare, inviati nel mondo come testimoni della “gioia del Vangelo”. Tutto ciò domanda la nostra mai abbastanza radicata consapevolezza di essere «nuove creature in Cristo» (cf. 2Cor 5,17), la nostra responsabilità di cristiani battezzati, figli di Dio in cammino verso la pienezza del Regno. Per questo avvertiamo il bisogno di iniziare, come sempre, in atteggiamento di preghiera, di purificazione del cuore, di ascolto di ascolto della Parola, per comprendere quanto il Signore ci chiede in questo nostro tempo e in queste nostre terre". Di seguito una sintesi della serata. Una cronaca più completa sul sito della Diocesi di Treviso.

Un anno segnato dal Giubileo

Sarà un anno fortemente segnato dal grande Giubileo della misericordia indetto da papa Francesco, “un tempo di grazia per ciascuno di noi e per tutta la nostra chiesa diocesana - l'ha definito il Vescovo -, un’occasione da non perdere per fissare la nostra attenzione sulla sconfinata misericordia che Dio ci dona e sulla misericordia, ben piccola al confronto della sua, che Dio ci chiede. Ritengo che anche questo tempo da dedicare alla misericordia può ben collocarsi nello sforzo intrapreso in questi anni di formare e diventare cristiani adulti nella fede. Infatti, quale Dio ci fa conoscere e in quale Dio ci fa credere la Parola, nelle sue pagine più alte e più dense, se non nel Dio nel quale la misericordia non solo prevale sull’ira, ma ha una misura che è senza misura?".

“Misericordia io voglio, non sacrifici"

La meditazione iniziale, dopo l'ascolto della Parola, è stata curata da don Davide Schiavon, direttore della Caritas Tarvisina, sul tema “Misericordia io voglio, non sacrifici", a partire dal brano del Vangelo sulla chiamata di Matteo (Mt 9, 9-13).
Analizzando il clima spesso difficile nel quale viviamo, fatto di insicurezza e sfiducia, don Davide ha evidenziato “il rischio molto concreto di vivere senza speranza e di conseguenza di ripiegare su stessi, di non aspirare ai carismi più grandi, di declinare ogni responsabilità nel servire e vivere Carità, e questo perché facciamo fatica a riconoscere il Per Primo di Dio, il per primo della Sua Misericordia. Dinanzi a queste tenebre il Signore ci offre la luce della sua misericordia.

Percorsi possibili

Don Davide ha indicato alcuni percorsi per vivere questo speciale anno giubilare e per declinare in opere di misericordia le parole del Vangelo di Matteo, sporcandoci le mani, a partire dal nostro stile di vita e dalle scelte quotidiane. “È il tempo della misericordia ed il Signore interpella proprio noi attraverso il grido di molti fratelli che vivono drammi di dolore - ha ricordato don Davide -. Dinanzi a questi cuori che ci urlano: ho fame, ho sete, sono nudo, sono malato, sono straniero, sono carcerato non solo non possiamo rispondere che non è affare nostro, ma non è possibile neanche rinviare questo incontro con il Signore al momento in cui tutto ci sarà chiaro o avremo elaborato in maniera precisa i nostri progetti. Il Signore ha bisogno dell’accoglienza delle nostre mani e, mentre si avvicina a noi, rischia di trovarci invischiati nelle nostre progettazioni e nelle nostre finezze pastorali. Misericordia io voglio e non sacrifici significa credere fermamente che un mondo migliore è possibile nella misura in cui ci affidiamo alla misericordia del Padre e non contiamo solo sulla forza del nostro buon cuore".

L'apertura del Giubileo in cattedrale il 13 dicembre

Il Vescovo ha ricordato che a livello diocesano “apriremo la Porta santa della misericordia, in cattedrale, il pomeriggio di domenica 13 dicembre. Tutti sono invitati a compiere un pellegrinaggio che conduca a varcare la Porta santa, per incontrare con cuore aperto la misericordia del Padre", in particolare accostandosi al sacramento della Riconciliazione. “Vorrei chiedere a tutti di fare di questo Giubileo - ha detto mons. Gardin - un’occasione per riscoprire che in questo sacramento siamo raggiunti dalla tenerezza di Dio e siamo accolti dal suo abbraccio".“Quale motto o tema del Giubileo il Papa ha scelto le parole di Gesù «misericordiosi come il Padre» - ha ricordato il Vescovo -. E ha chiesto anche di riflettere sulle opere di misericordia corporale e spirituale, per praticarle con convinzione. La riflessione su di esse, ci ha detto, «sarà un modo per risvegliare la nostra coscienza spesso assopita davanti al dramma della povertà e per entrare sempre di più nel cuore del Vangelo, dove i poveri sono i privilegiati della misericordia divina». E ha poi osservato: «La predicazione di Gesù ci presenta queste opere di misericordia perché possiamo capire se viviamo o no come suoi discepoli» (MV 15)".

L'accoglienza diffusa, opera concreta di misericordia

Una conversione alla misericordia accolta e donata, dunque, che si traduce in attenzioni concrete. E tra le attenzioni prioritarie in questo tempo il Vescovo ha segnalato il fenomeno dei profughi. Una situazione da affrontare “con realismo e con intelligenza, senza ingenuità, ma anche, come ho avuto modo di far presente qualche tempo fa assieme il vescovo di Vittorio Veneto, con il “coraggio del Vangelo”. E dunque lasciandoci guidare e giudicare dal Vangelo, non da ideologie o da schieramenti di qualsivoglia colore. E poco più di un mese fa nella nostra diocesi è stato lanciato un appello a tutte le parrocchie e comunità, che ha poi ha avuto l’avallo dell’invito formulato dal Papa un paio di domeniche fa, ad un’accoglienza diffusa. In tutto questo impegno ci è di grande aiuto, con la sua competenza e con l’esperienza acquisita, la Caritas diocesana".

Il materiale

Il materiale preparato dal coordinamento della pastorale, e presentato dal Vicario, mons. Mario Salviato, offre una sintetica presentazione delle varie iniziative, oltre che alcuni sussidi: numerosi gli eventi a carattere diocesano e i suggerimenti per momenti celebrativi o di altro genere a livello di Vicariato o di Collaborazione Pastorale e a livello parrocchiale.

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