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Il beato Longhin, vescovo dell'essenzialità e servitore appassionato del suo popolo

Oggi, mercoledì 26 giugno, in cattedrale, la messa nella memoria liturgica del beato e la presentazione del libro di don Lino Cusinato

Il beato Longhin, vescovo dell'essenzialità e servitore appassionato del suo popolo

“Il beato vescovo Longhin è stato un pastore dell’essenzialità, lontano da certa «mondanità spirituale», prima di tutto evangelizzatore, capace di andare «come agnello in mezzo ai lupi» e di portare la pace, un pastore che ha sentito su di sé la responsabilità del popolo che gli era stato affidato, che era diventato la sua ragione di vita”: il vescovo Gianfranco Agostino ha dipinto con queste pennellate, ispirate dalle letture, il beato vescovo Andrea Giacinto Longhin, per 32 anni pastore della nostra diocesi, in occasione della memoria liturgica, lo scorso 26 giugno.
Sacerdoti diocesani, canonici del Capitolo della Cattedrale, religiosi cappuccini e fedeli di Treviso e di Fiumicello di Campodarsego hanno partecipato alla celebrazione eucaristica, nella quale si è soprattutto ringraziato il Signore “per aver donato alla diocesi di Treviso un pastore santo che ha segnato la storia di questa Chiesa; una bella, esemplare figura di francescano, di vescovo dalla vita evangelica, animato dalla passione pastorale, che alimenta anche in noi il desiderio di servire Gesù e la sua Chiesa, di fare dono della nostra vita agli altri” ha ricordato mons. Gardin. A concelebrare anche il vescovo emerito, mons. Paolo Magnani, il vicario generale, mons. Adriano Cevolotto e p. Florio Tessari, postulatore della causa di beatificazione di Longhin.
Il Vescovo ha ricordato anche la singolare e commovente relazione di Longhin con la giovane cugina, religiosa canossiana. Il loro scambio epistolare è oggetto del libro curato da mons. Lino Cusinato, che è stato presentato nell’oratorio della cattedrale da Gian Domenico Mazzocato, da p. Tessari e da madre Antonia Mastropasqua, canossiana: “Camminando insieme. Le 45 lettere del vescovo Andrea Giacinto Longhin a Maria Beggiato sua giovane cugina sordomuta”, edito dalla San Liberale. “Longhin propone alla cugina una santità quotidiana, vera, alla portata della persona, e lo fa con tenerezza - ha sottolineato il Vescovo -. Questo ci ricorda che l’evangelizzazione ha bisogno di relazioni umane sincere, di ascolto, di accompagnamento delicato. Ringraziamo per questa testimonianza e facciamone tesoro nel nostro cammino di discepoli e testimoni di Gesù in questa nostra e sua Chiesa, in questo nostro tempo”.

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