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Il cardinale Poletto a Castelfranco: San Pio X? Soprattutto un prete

Così l'arcivescovo emerito di Torino, trevigiano d'origine, ha commentato l'esperienza di Papa Sarto a Castelfranco nel giorno della ricorrenza dell'ordinazione di Pio X, il 18 settembre 1956.

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Il card. Severino Poletto

“Soprattutto prete”. Questo il significato più profondo con cui leggere la santità di Pio X, che ha la sua sorgente nel Battesimo come per tutti i cristiani, ma che nell'ordinazione sacerdotale esprime la sua specificità. Così il cardinale Severino Poletto, trevigiano d'origine (è nato a Salgareda) e piemontese d'adozione,  arcivescovo di Torino dal 1999 al 2010, ha commentato l'esperienza di Papa Sarto durante la celebrazione della messa in Duomo a Castelfranco nel giorno della ricorrenza dell'ordinazione di Pio X, il 18 settembre 1956. A presiedere l'eucarestia, insieme a lui, il vescovo di Treviso mons. Gianfranco Agostino Gardin, il vicario generale mons. Adriano Cevolotto e numerosi sacerdoti. Tra loro anche mons. Lino Cusinato, che di Poletto fu compagno di classe nel nostro seminario diocesano.

Prima di tutto il prete

“Vorrei proprio invitarvi a leggere, come in filigrana, le caratteristiche della santità di Pio X che è santo perchè è stato un prete santo. Quando ho scritto la lettera pastorale per i 50 anni del mio sacerdozio “Soprattutto prete”, ho precisato proprio questa idea: ciò che la Chiesa mi ha chiesto di fare, dopo essere stato parroco, ha avuto la sua caratteristica fondamentale nell'ordinazione sacerdotale. Anche Papa Francesco lo ha ribadito in una intervista in cui gli hanno chiesto motivo della sua “semplicità”, della vicinanza con la gente: “Faccio il prete e mi piace”, pur nella consapevolezza delle responsabilità alla guida della Chiesa”.

Dunque, come Pio X ha inteso il suo esercizio sacerdotale? “Lo vediamo bene scorrendo anche velocemente la sua biografia – ha spiegato ancora mons. Poletto -. Egli era convinto di dover percorrere il cammino di santità dentro il ministero sacerdotale”. Anche nell'attenzione e nella cura ai poveri, economica e spirituale, si vede questo percorso verso la santità.

Flusso di santità

“La misura dell'abilità a guidare una comunità cristiana è data dall'amore di Cristo – ha concluso il cardinale -. Noi siamo preti per annunciare il Signore, anche dove la gente non ama sentire questo messaggio. Chiediamo, per intercessione di Pio X, la grazia che quel flusso di santità che viene dalla sua persona non si interrompa mai, per il bene della Chiesa, in modo da “riportare tutte le cose in Cristo”, allora saremo una Chiesa santa, una città sul monte che vorrà essere imitata”.

Ed in effetti, all'inizio della celebrazione nel suo saluto il vescovo di Treviso ha ricordato la concreta presenza nella vita del Papa nativo di Riese di altre figure di Santi: il Beato Giovanni Antonio Farina che lo ordinò sacerdote e che a novembre sarà canonizzato e il patriarca di Venezia Roncalli, San Giovanni XXIII, che nel 1958, a cent'anni dall'ordinazione sacerdotale di Pio X nello stesso Duomo di Castelfranco presiedette la solenne celebrazione eucaristica. “Facciamo memoria di queste figure di santi che spingono tutti noi a percorrere il cammino della santità – ha detto mons. Gardin -. La presenza del Papa Sarto, prete semplice, povero, dedito al suo ministero con passione, ci fa percepire proprio la freschezza della sua santità”.

Un più ampio servizio sul numero della Vita del popolo di domenica 28 settembre

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