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Il dolore per la scomparsa di don Canuto

Le reazioni della società civile e religiosa alla notizia della scomparsa di don Canuto. Grande affetto e stima per un uomo e sacerdote che ha vissuto la sua esistenza in pienezza, mettendosi a servizio, a fianco degli ultimi.  

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Il dolore per la scomparsa di don Canuto

La scomparsa di don Canuto Toso ha generato grande cordoglio, non solo nella Diocesi di Treviso, ma anche presso tutti coloro che lo hanno conosciuto e che ne hanno apprezzato lo spirito costruttivo e di generosità.

“Se ne va una persona che ha scritto non una, ma molte pagine di questa comunità – ha affermato il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia -. E’ stato lui a dar vita a un network mondiale dei Trevigiani nel mondo. E’ lui che ha capito che l’identità, la storia le tradizioni, ma soprattutto la cultura e i valori si possono tramandare anche se non si vive direttamente in Veneto. Una grande perdita di un uomo che ha scritto una pagina di storia della nostra identità e dell’epopea dell’emigrazione veneta all’estero. Ha valorizzato questo mondo anche con i suoi tanti contatti a livello internazionale. Se ne va un visionario, una persona che sapeva guardare al futuro – prosegue -, ha saputo affrontare con molta sensibilità, lucidità ed estrema obiettività temi delicati, come l’immigrazione, valorizzando l’esperienza dell’immigrazione dei nostri veneti e relazionandola alla nuova emigrazione che ha interessato molti Paesi africani, ma soprattutto valorizzando la nuova immigrazione dei nostri ragazzi che vanno in giro per il mondo a studiare e lavorare. Don Canuto resterà sempre nei nostri cuori e resterà la sua opera – conclude Zaia -. Rivolgo il mio profondo cordoglio alla famiglia, a tutta la comunità dei Trevisani nel Mondo, a Sua Eccellenza il Vescovo e a tutti coloro che gli hanno voluto bene”.

“Una stella polare, al servizio della gente in ogni parte del mondo – lo definisce il sindaco di Treviso, Mario Conte -. Ha portato il suo sorriso, i suoi modi gentili in tutti gli angoli della Terra con l’associazione Trevisani nel mondo, ma è stato anche una guida spirituale per la nostra comunità. Gli volevo bene: aveva sempre la parola giusta, il consiglio o l’insegnamento illuminante dispensati con quello sguardo vispo e paterno che lo caratterizzava. Grazie di tutto, don Canuto, trevigiano nel mondo per sempre“.

Un legame forte, quello con i migranti, che sottolinea anche don Bruno Baratto, che è oggi direttore di quell’ufficio “Migrantes” che ha visto per tanti anni don Canuto spendersi per tutti i migranti, di ieri e di oggi. “Nonostante avesse assolto a vari incarichi nel suo lungo ministero – scrive don Bruno in un breve ricordo -, il nome di don Canuto rimane legato soprattutto ai migranti. In primis gli emigranti italiani: cofondatore nel 1973 dell’associazione “Trevisani nel mondo”, fu loro vicino fino in tarda età. Poi gli immigrati cattolici: fu il primo ad accoglierli, come direttore per più di dieci anni della Migrantes diocesana, e a render loro possibile dapprima le celebrazioni in lingua e in seguito, sul modello delle missioni italiane presso gli emigrati, un accompagnamento da parte di preti dei Paesi di provenienza. Più di qualcuno dei migranti di prima generazione ancora lo ricordava, con riconoscenza. Negli ultimi tempi, più volte mi aveva ricordato la necessità di studiare le emigrazioni dei giovani trevigiani, intuendo che era un fenomeno diverso da quello dei loro padri e dei loro nonni. Il Signore lo ha ora accolto “in patria” nel suo Regno, la patria più autentica per ogni uomo e donna che sa accogliere e riconoscere la dignità di ogni altro uomo e donna, da qualunque Paese provengano, e dovunque la vita li conduca”.

Un ricordo su don Canuto lo ha espresso anche la Fondazione Migrantes. "Egli ha lavorato a fianco degli ultimi e si è prodigato con opere di solidarietà e di vicinanza soprattutto agli emigrati italiani. Ringraziamo il Signore per aver donato alla Chiesa che cammina con i migranti un sacerdote come don Canuto. Al vescovo di Treviso, ai confratelli sacerdoti, ai familiari e amici di don Canuto giungano le più sentite condoglianze del vescovo presidente, mons. Gian Carlo Perego, del direttore Generale, mons. Pierpaolo Felicolo e degli operatori della Fondazione Migrantes, dei missionari tra gli emigranti in tutto il mondo. Preghiamo affinché la sua testimonianza di vita e di impegno non venga dimenticata”. (SIR)

“Esprimo massimo cordoglio da parte mia, di tutto il Consiglio provinciale e sono certo, di tutti i trevigiani, per la scomparsa di Don Canuto Toso – il commento di Stefano Marcon, presidente della Provincia di Treviso – un uomo di fede capace di diffonderla il tutto il mondo, restando però legato alle sue radici. La fondazione dell’Associazione Trevisani nel Mondo è un’opera fondamentale che ha permesso di creare legami, mantenere vive tradizioni e valori delle nostre terre. Noi trevigiani, popolo di emigranti, abbiamo fatto la storia di molte nazioni e questo, senza dubbio, anche grazie al grande impegno di Don Canuto Toso che ha saputo dare basi solide a chi arrivava in terre lontane. L’associazione ora ha la sede proprio qui al Sant’Artemio, casa della Provincia di Treviso. Casa dei trevigiani, anche quelli nel mondo”. 

Oscar De Bona, presidente dell'Associazione Bellunesi nel Mondo: "Trevisani nel Mondo è una realtà associativa molto vicina alla nostra Bellunesi nel Mondo, con la quale abbiamo sempre collaborato per un unico bene comune: le comunità venete all’estero e la storia dell’emigrazione veneta. Con don Canuto se ne va una delle ultime figure che si è spesa completamente per l’associazionismo in emigrazione, una persona che aveva una particolare attenzione per i giovani e per loro si è speso molto, organizzando numerosi incontri in tutto il mondo e, in questi ultimi anni - per la sua età avanzata - principalmente in Europa. Mi piace accostarlo alla figura del vescovo Giovanni Battista Scalabrini, il primo che sdoganò la storia dell’emigrazione italiana e mondiale. A proposito di giovani, don Canuto aveva uno spirito giovanile, anche con le nuove tecnologie, che lo hanno sempre entusiasmato e di cui ha fatto buon uso. Sono certo che dall’alto - conclude De Bona - veglierà per il proseguimento della sua amata Associazione Internazionale Trevisani nel Mondo, una realtà associativa che proprio nel 2023 celebrerà il suo primo mezzo secolo di attività. Quanti incontri ci sono stati a Belluno agli inizi degli anni Settanta, negli Uffici dell’Abm, tra i giovani don Canuto Toso e Riccardo Masini (per la Trevisani nel Mondo, che doveva ancora nascere) e Patrizio De Martin e Vincenzo Barcelloni Corte (rispettivamente direttore e presidente di una “giovane” Associazione Bellunesi nel Mondo). Mi sembra ancora di sentire il loro entusiasmo. E da questi esempi, noi oggi dobbiamo proseguire".

“Esprimo il mio profondo cordoglio per la scomparsa di don Canuto - ha dichiarato il presidente della Camera di Commercio di Treviso Belluno, Mario Pozza - è stato un grande uomo che ha saputo cogliere l’importanza dell’identità e della cultura dei trevisani nel mondo, nella consapevolezza del valore dei luoghi natii e del profondo significato di mantenere un legame saldo, con chi è emigrato, creando una comunità diffusa nel mondo, ma fortemente unita. Alla famiglia, ai parenti, a chi con lui ha condiviso progetti, significati e valori, le mie più sentite condoglianze”.

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