Chiesa
stampa

Il saluto di mons. Brugnotto alla diocesi di Treviso e ai fedeli di Vicenza: "Un invito a prendere il largo"

"Non posso negare che questo partire mi costa molto. Questa è la terra che mi ha generato alla vita, mi ha fatto gustare la bellezza di essere discepolo del Signore", ha detto con emozione il nuovo vescovo eletto.

Il saluto di mons. Brugnotto alla diocesi di Treviso e ai fedeli di Vicenza: "Un invito a prendere il largo"

E’ il vicario generale della diocesi di Treviso, mons. Giuliano Brugnotto, il nuovo vescovo scelto da papa Francesco per guidare la diocesi di Vicenza. L’annuncio è stato dato oggi, 23 settembre 2022, a mezzogiorno, da parte del vescovo di Treviso, Michele Tomasi, nel salone ducale del vescovado, di fronte ai vicari foranei, ai canonici del Capitolo della cattedrale, ai direttori e dipendenti degli uffici di Curia e ad altri rappresentanti della diocesi. 

La comunicazione è stata data in contemporanea nella Sala stampa Vaticana e nella sede del vescovado di Vicenza, dal vescovo Beniamino Pizziol, che ha recentemente rassegnato le proprie dimissioni al Papa per raggiunti limiti di età. Di seguito, il saluto del vescovo eletto di Vicenza ai fedeli della diocesi di Treviso e a quelli della diocesi di Vicenza.

 

Il saluto alla diocesi di Treviso

Carissimi,

non è per nulla facile condividere con voi i sentimenti che mi abitano in questi giorni. C’è parecchio tumulto interiore.

Pensando alla mia vita mi ritrovo questo: sono stato chiamato a seguire il Signore in una famiglia rurale ma illuminata dalla gioia della fede cristiana e ho accolto il suo invito a coinvolgermi nel ministero apostolico sacerdotale diventando prete per l’imposizione delle mani del vescovo Paolo Magnani. Sono davvero tanto riconoscente al Seminario di Treviso per il cammino di formazione con il quale mi ha plasmato nella fede e nello sguardo privilegiato ai poveri. In Seminario ho trascorso molti anni e molte sono le persone verso le quali sono grato: preti, seminaristi, il diacono Lucio, il personale dipendente e volontario.

 

Ma anche l’esercizio del ministero mi ha dato forma. In particolare oggi vorrei sottolineare un aspetto che come traiettoria si staglia verso l’orizzonte della mia esistenza.

Incontrando confratelli di altre nazioni già dal secondo anno di ministero durante gli studi a Roma, e in seguito accompagnando i seminaristi nelle missioni “fidei donum” della diocesi di Treviso – in Amazzonia, Camerun e Ciad – e le cooperatrici pastorali diocesane in Paraguay, è cresciuto sempre più in me il desiderio di dedicare la vita in quelle che un tempo venivano chiamate “terre di missione”.

Poi mi è capitato di stringere relazioni con tanti preti studenti stranieri nell’insegnamento a Venezia e nella pastorale della Diocesi di Treviso. Questo mi ha fatto sempre più avvertire gli orizzonti universali della Chiesa, l’entusiasmo evangelico delle giovani chiese dell’Africa, dell’America Latina e dell’Asia.

In missione sì, ma mai avrei immaginato di essere chiamato a servire la Chiesa di Cristo che è in Vicenza come vescovo. È con non poca trepidazione che ho accolto questa richiesta di papa Francesco. La considero – dentro a quella traiettoria - come un invito a “prendere il largo”, a lasciare legami e progetti per andare a testimoniare la risurrezione di Gesù Cristo vivendo la gioia del Vangelo, là dove Lui mi invia.

Non posso negare che questo partire mi costa molto. Questa è la terra che mi ha generato alla vita, mi ha fatto gustare la bellezza di essere discepolo del Signore, mi ha donato una famiglia nuova con i vescovi Paolo, Andrea Bruno, padre Gianfranco Agostino il presbiterio e l’intero popolo di Dio.

Mi sia permesso di ringraziare il vescovo Michele che mi ha voluto come suo vicario generale; mi dispiace lasciarlo “di nuovo” senza vicario! Gli sono riconoscente perché in questi mesi nei quali ho condiviso la vita con lui non solo mi ha accolto in casa ma mai mi ha fatto sentire ospite. Con il vescovo Michele, suor Norma, suor Vilma e Margherita, ho vissuto con tanta familiarità.

Ringrazio anche don Mario, don Donato e don Fabio del consiglio episcopale per la condivisione di tante situazioni e per il sostegno che ci siamo reciprocamente dati.

Un grazie a tutti coloro che sono presenti negli uffici della Curia diocesana e nelle Istituzioni diocesane per i piccoli passi di riforma avviati in questi mesi con disponibilità da parte di tutti.

Mi rendo conto che non sempre ho avuto attenzione e gentilezza con tutti, perciò chiedo perdono: di queste e di altre mancanze.

 

Vi ringrazio anticipatamente per le preghiere che vorrete riservarmi, in attesa di ricevere “forza dallo Spirito Santo” (Atti 1,7) nell’ordinazione episcopale. Anch’io pregherò per voi.

Mi affido ai santi patroni delle due chiese di Treviso e Vicenza: San Liberale, San Pio X, San Gaetano Thiene, San Vincenzo di Saragozza e a Maria, madre di Gesù e madre nostra, venerata con il titolo di Madonna di Monte Berico.

 

 

Il saluto alla diocesi di Vicenza

Carissimi,

vescovo Beniamino con tutto il presbiterio, comunità diaconale, consacrate e consacrati, sposi e famiglie, missionarie e missionari, laiche e laici, vengo a voi con le semplici parole del Signore risorto: “Pace a voi!” (Gv 20, 19).

Sono stato chiamato a seguire il Signore in una famiglia rurale ma illuminata dalla gioia della fede cristiana e ho accolto il suo invito a coinvolgermi nel ministero apostolico sacerdotale diventando prete. Incontrando confratelli di altre nazioni già dal secondo anno di ministero durante gli studi a Roma, e in seguito accompagnando i seminaristi nelle missioni “fidei donum” della diocesi di Treviso, è maturato in me il desiderio di dedicare la vita in quelle che un tempo venivano chiamate “terre di missione”.

In quelle “terre” ho ricevuto molto. Entrando in relazione con tanti preti studenti stranieri nell’insegnamento a Venezia e nella pastorale della Diocesi di Treviso ho sempre più avvertito gli orizzonti universali della Chiesa, l’entusiasmo evangelico delle giovani chiese dell’Africa, dell’America Latina e dell’Asia.

In missione sì, ma mai avrei immaginato di essere chiamato a servire la Chiesa di Cristo che è in Vicenza come vescovo. È con non poca trepidazione che ho accolto questa richiesta di papa Francesco. La considero come un invito a “prendere il largo”, a lasciare legami e progetti per andare a testimoniare la risurrezione di Gesù Cristo vivendo la gioia del Vangelo, là dove Lui mi invia.

Desidero fin da ora salutare tutti, nelle comunità parrocchiali e in quelle religiose. Un particolare pensiero lo rivolgo ai giovani e ai seminaristi, agli anziani specialmente quelli che si trovano nelle case di riposo, ai carcerati, agli immigrati, a tutti gli ammalati e ai missionari in terre lontane.

Ringrazio di cuore per le preghiere che vorrete riservarmi, in attesa di ricevere “forza dallo Spirito Santo” (Atti 1,7) nell’ordinazione episcopale. Anch’io pregherò per voi. Avevo già alcuni amici tra voi come suor Maria Bertilla Boscardin e il vescovo Giovanni Antonio Farina. Ma appena ho aperto il libro della storia benedetta della Chiesa di Vicenza ho scoperto che sono “circondato da una moltitudine di testimoni”: insieme con voi desidero “correre con perseveranza nella corsa che ci sta davanti, tenendo fisso lo sguardo su Gesù, colui che dà origine alla fede e la porta a compimento” (Eb 12,2).

Viviamo un tempo segnato da nubi oscure di guerra e da crisi alimentari, ecologiche, energetiche e pandemiche, gravido di nuove ristrettezze per tante famiglie e imprese. Il nostro Maestro ci ha insegnato che le ferite dell’uomo di ogni tempo trovano guarigione con la compassione e la solidarietà: si affrontano bene solo se affrontate insieme. L’invito di papa Francesco a riformare la Chiesa camminando insieme guidati dalla Parola di Dio e dagli insegnamenti del Concilio Vaticano II ci apre alla speranza di essere una Chiesa dal volto materno a servizio del mondo.

È con questi sentimenti e pensieri che giungo a voi in semplicità di vita. Sono molo grato al vescovo Beniamino per avermi subito raggiunto, accolto e incoraggiato.

Mi affido ai santi patroni delle nostre due chiese: San Liberale, San Pio X, San Gaetano di Thiene, San Vincenzo di Saragozza e a Maria, madre di Gesù e madre nostra, venerata con il titolo di “Madonna di Monte Berico”.                                                                                

Con affetto e gratitudine, don Giuliano Brugnotto, vescovo eletto 

Tutti i diritti riservati
Il saluto di mons. Brugnotto alla diocesi di Treviso e ai fedeli di Vicenza: "Un invito a prendere il largo"
  • Attualmente 0 su 5 Stelle.
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
Votazione: 0/5 (0 somma dei voti)

Grazie per il tuo voto!

Hai già votato per questa pagina, puoi votarla solo una volta!

Il tuo voto è cambiato, grazie mille!

Log in o crea un account per votare questa pagina.

Non sei abilitato all'invio del commento.

Effettua il Login per poter inviare un commento