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Il valore della testimonianza - XXXIII domenica del tempo ordinario

Gesù invita a non temere i segni di un tempo difficile

Il valore della testimonianza - XXXIII domenica del tempo ordinario

Colpisce il tono apocalittico con cui Gesù, rivolgendosi ai suoi ascoltatori, prevede tempi futuri. Eppure, il termine “apocalisse” non sta a significare “disastro”, bensì “rivelazione”, svelamento. Attraverso immagini e simboli molto forti, Gesù vuol togliere quel velo di paura che copre i fatti della vita e della storia per farci comprendere che non stiamo andando verso la fine, bensì verso il fine ultimo. Come Gesù ci fa capire questo?
Affascinati dalle belle pietre
Gesù osserva la gente che sta ammirando il grandioso Tempio di Gerusalemme, un’attrazione che richiama visitatori anche da molto lontano. Il Tempio, voluto da Erode per accattivarsi il popolo ebraico, era ancora in costruzione ai tempi di Gesù. Iniziato 20 anni prima di Cristo, fu portato a termine nel 64 d.C. e dopo solo sei anni venne raso al suolo dai Romani. Di tutta quella enorme costruzione oggi rimane un pezzo di muro ad est, detto “muro del pianto”. Anche noi, come quella gente, possiamo essere facilmente presi dal fascino di ciò che è spettacolare. Valutiamo persone e avvenimenti dalle apparenze più o meno seducenti. Gesù, però, avverte gli spettatori di eri e di oggi che “non resterà pietra su pietra” di quanto ci affascina esteriormente. Di fatto è sempre così, delle apparenze. Le facciate prima o poi crollano, le maschere cadono, tutto passa.
Quando accadrà questo?
Alle parole severe di Gesù, la reazione delle persone è quella di voler sapere quando ciò accadrà. E’ il perenne rischio della nostra curiosità: voler conoscere tutto in anticipo per tenere tutto sotto controllo. Ci può essere un modo di vivere il rapporto con Dio come quando si cerca l’oroscopo o si va dal mago, o dal cartomante. Gesù, però, non è venuto a soddisfare il nostro prurito di curiosità sul futuro. Il grande messaggio di Gesù nel Vangelo è che il mondo è nelle mani di Dio - Abbà, tutto viene da lui e a lui ritorna. E’ quanto aveva intuito, nella fede, una mamma dinanzi alla morte del suo bambino: “Ero nella pace perché sapevo che, prima di essere mio figlio, Mattia era figlio Suo... Noi veniamo dal Padre e al Padre ritorniamo”.
Un tempo per dare testimonianza
La descrizione che Gesù fa di ciò che deve accadere, sembra descrivere il nostro tempo: guerre, terremoti, alluvioni, omicidi, violenze, soprusi, persecuzioni... Ma in 2000 anni quante volte non è accaduto tutto ciò? Quante volte non sono sorti i profeti della fine del mondo? Gesù, invece, ci chiede di non perdere tempo ad ascoltare chi annuncia la fine del mondo: Non lasciatevi terrorizzare! Cogliete piuttosto l’opportunità del momento presente, anche se difficile. Cogliete l’opportunità di dare testimonianza. Ma chi è il testimone? Colui che ha visto e non può tacere. E che cosa vede il credente? Che Dio è un Padre che non ci abbandona. Una testimonianza di fede offerta non solo a parole, ma con la vita, come ci ricordava papa Paolo VI: “Ecco dei cristiani che irradiano, in maniera molto semplice e spontanea, la fede in alcuni valori che sono al di là dei valori correnti, e la speranza in qualcosa che non si vede e che non si oserebbe immaginare. Allora, con tale testimonianza senza parole, questi cristiani fanno salire nel cuore di coloro che li vedono vivere, domande irresistibili: perché sono così? Perché vivono in tale modo? Che cosa e chi li ispira?”. Alla morte di suor Bertilla, il dott. Zuccardi Merli, anticlericale e massone, testimoniò: “L’alba della mia modificazione spirituale iniziò quando vidi suor Bertilla morire... Per lei, infatti, il morire fu una gioia visibilissima... Morì come nessun altro io vidi morire, come chi è già in uno stato migliore di vita. La sua parte materiale era ancora tra noi, ma dal suo sorriso, dai suoi occhi si vedeva che essa era già spiritualmente nel suo mondo sognato”.
Se qualcuno pensa che una tale testimonianza di vita non sia da tutti, Gesù ci ricorda: “Io vi darò parola e sapienza, cosicché tutti i vostri avversari non potranno resistere, né controbattere”. E’ il dono dello Spirito Santo che il Signore concede a chiunque lo invoca con fiducia.

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