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In diocesi ci attende un anno sinodale

Sacerdoti, diaconi, persone consacrate, laici operatori pastorali si sono ritrovati nel tempio di San Nicolò insieme al Vescovo per concludere l’anno pastorale, ringraziare il Signore del cammino percorso nelle nostre comunità e per guardare al futuro. L’anno prossimo, una volta concluso il Giubileo, si darà vita ad un Cammino sinodale, per riscoprire insieme una fedeltà dinamica, capace di rinnovarsi.

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In diocesi ci attende un anno sinodale

Come i discepoli che si riunivano in disparte, intorno a Gesù, per raccontargli quello che avevano fatto, al ritorno dalla missione, così gli operatori pastorali della nostra diocesi si sono ritrovati venerdì 10 giugno, “dopo essere stati idealmente da Lui inviati all’inizio dell’anno pastorale che oggi concludiamo” ha ricordato il Vescovo.
Le letture scelte per la celebrazione, i canti, la poesia - preghiera di p. Turoldo, i brani della Misericordiae Vultus e della Lettera del Vescovo per l’inizio della Visita pastorale “Crescere insieme verso Cristo” hanno fatto da filo conduttore della serata, insieme ad alcune belle testimonianze, a ringraziare e a fare memoria dell’anno trascorso, degli eventi, delle gioie e delle fatiche, delle occasioni di Grazia che l’hanno attraversato, nelle parrocchie, nelle Collaborazioni pastorali e a livello diocesano, e dell’impegno di tante persone perché grandi e piccoli possano crescere insieme nella fede e nella testimonianza di vita.
Il Giubileo della misericordia. Prima di tutto si è ricordato l’Anno giubilare con la testimonianza di una coppia di Camposampiero coinvolta nell’accoglienza di due giovani in parrocchia all’interno del progetto Caritas “Rifugiato a casa mia”. “L’esperienza ci porta a dire che l’accoglienza è possibile, anche per le nostre parrocchie. Questo è un seme di umanità che la nostra comunità vuole piantare, nella certezza che Gesù può farsi vicino anche nello straniero, come il Signore con Abramo alle Querce di Mamre. La nostra disponibilità è nata dal nostro essere genitori di tre figlie. Se fuggire dalla propria terra fosse toccato a loro avremmo voluto che trovassero persone accoglienti. Ci stupiamo ogni giorno che la maternità e la paternità possano oltrepassare le mura domestiche”. Nel suo intervento il Vescovo ha espresso un grande grazie, a nome di tutta la nostra Chiesa, a chi si prende cura dei poveri “cercando un’umile e decisa fedeltà alla parola di Gesù, senza voltare la faccia dall’altra parte. Vorremmo che, anche grazie al nostro piccolo contributo, si potessero attuare le parole di padre Davide Turoldo con cui abbiamo pregato:
«Che tutti gli umiliati e offesi del mondo,
questo immenso oceano di poveri,
possano un giorno urlare:
eterno è il suo amore per noi»”.
Coinvolgenti anche le preghiere di ringraziamento per i gesti di misericordia ricevuti - come bicchieri d’acqua - espresse da una famiglia che sta vivendo la separazione, da un ammalato e da una persona dipendente dal gioco d’azzardo. Anche una bambina che ha appena fatto la sua Prima Comunione e un giovane in ricerca vocazionale con il Gruppo 153 hanno voluto esprimere il loro grazie per il sostegno ricevuto.

La Visita pastorale

Quest’anno ha visto anche la conclusione della Visita del Vescovo, durata 4 anni, nelle 263 comunità parrocchiali della diocesi, con la possibilità, per mons. Gardin, di “celebrare e intrattenermi con le persone, con migliaia di operatori pastorali in un clima di dialogo, condivisione, ricerca di quanto il Signore ci sta chiedendo”. A ricordare il valore della Visita è stata Cinzia, della parrocchia di Piombino Dese, che ha ringraziato il Vescovo per l’incoraggiamento a vivere i cambiamenti di una comunità, nell’ottica della Collaborazione con le altre vicine, suggerendo prospettive di cammino, vivendo la carità e la comunione nella concretezza della vita pastorale quotidiana.

Il Cammino sinodale

E proprio per non “sprecare” quanto emerso nella Visita, è nata la proposta di dedicare l’anno 2017, una volta concluso il Giubileo della misericordia, ad un “Cammino sinodale”. “Abbiamo scelto un’espressione che esprime il desiderio e la volontà di procedere, come chiesa, camminando insieme. La chiamata è duplice: a non essere una chiesa che riproduce, nel passare degli anni, le stesse forme, lo stesso stile, le stesse attività. “La fedeltà cristiana, del resto, è sempre una fedeltà dinamica, capace di rinnovarsi e attualizzare il messaggio di sempre e i gesti essenziali, rendendoli espressivi nell’oggi”, ha ricordato il Vescovo. E la seconda chiamata è a non camminare da soli, ma in una condivisione paziente e arricchente. Sarà tempo di ascolto, riflessione e determinazione di alcune scelte concrete. Il Vescovo ha voluto ricordare anche l’importante cammino delle Collaborazioni pastorali e l’avvio dell’iniziativa “Il Vangelo nelle case”.
Mons. Gardin ha affrontato anche la questione degli investimenti della diocesi e della crisi degli istituti bancari locali, che tanto spazio hanno avuto nei media in questo periodo. “Le nostre comunità sentono il bisogno di dotarsi di strutture pastorali adeguate e c’è la necessità di disporre di denaro per sostenerle - ha sottolineato il Vescovo, portando ad esempio il grande tempio di San Nicolò che ha bisogno di continui e onerosi lavori di restauro -. Non si tratta di denaro destinato ad arricchire singole persone o a rendere agiata la vita dei preti, ma che riguarda ambienti e opere finalizzate alla vita della comunità. Le indicazioni di Gesù (alla sobrietà dei discepoli, ndr) e la vita concreta delle nostre comunità, che sarebbe difficile pensare totalmente prive di strutture, danno luogo a delle riflessioni che siamo chiamati a fare con responsabilità, realismo, senso evangelico, attenzione ai poveri. Riflessioni che siamo chiamati a fare insieme”.

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