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Incontro mondiale delle famiglie a Dublino, echi dalla diocesi: "Clima molto bello, forte esperienza ecclesiale"

Circa trenta persone, per una decina di famiglie: questa la presenza della nostra Diocesi all’Incontro mondiale di Dublino.Don Sandro Dalle Fratte: "C’è stata una grande ampiezza di testimonianze. E c’è stata l’occasione per parlare anche di famiglie ferite, di educazione, della soggettività sociale dei nuclei famigliari. A fare da sfondo è stata soprattutto l’esortazione di papa Francesco Amoris Laetitia”.

Incontro mondiale delle famiglie a Dublino, echi dalla diocesi: "Clima molto bello, forte esperienza ecclesiale"

Circa trenta persone, per una decina di famiglie: questa la presenza della nostra Diocesi all’Incontro mondiale di Dublino. Si andava da un nucleo numeroso, con quattro figli, a una persona separata; e non è mancato un tocco di mondialità, con la presenza della missionaria laica Daniela Andrisano, che sta vivendo un’esperienza in Ecuador. A queste ne vanno aggiunte alcune altre che hanno raggiunto l’Irlanda insieme a qualche aggregazione o movimento, oppure in modo autonomo.
Don Sandro Dalle Fratte, direttore uscente dell’Ufficio diocesano Famiglia e Vita, è contento dell’esperienza vissuta: “E’ stata una forte esperienza di Chiesa, in un clima bello e costruttivo, con persone provenienti da tutto il mondo. Alcune polemiche legate al tema degli abusi, descritte dai giornali, non si sono avvertite tra i partecipanti”. Tante le occasioni di incontro fra diversi culture e generazioni, dai nonni ai nipoti, e “anche i preti e i vescovi sono sempre stati tra le gente”, sottolinea don Sandro. La città di Dublino “inizialmente ci ha accolto in maniera piuttosto asettica, ma poi la presenza di tante famiglie ha portato una bella ventata di entusiasmo a quella Chiesa, che è in cammino ma vive qualche difficoltà, soprattutto con le giovani generazioni. In Irlanda la presenza delle grandi aziende digitali ha portato ricchezza ma anche un cambio di mentalità, e restano tanti poveri, soprattutto senza dimora, che sono accuditi dalle associazioni cristiane”.
Ampia, racconta don Sandro, anche la partecipazione ai vari momenti formativi e di dibattito: “Molto frequentati soprattutto quelli legati alle tecnologie, alla sessualità, alla quotidianità dell’amore in famiglia. C’è stata una grande ampiezza di testimonianze. E c’è stata l’occasione per parlare anche di famiglie ferite, di educazione, della soggettività sociale dei nuclei famigliari. A fare da sfondo è stata soprattutto l’esortazione di papa Francesco Amoris Laetitia”. Intenso il momento d’incontro tra i circa 600 italiani, alla presenza dei cardinali Gualtiero Bassetti, attuale presidente della Cei, e Angelo Bagnasco: “Il cardinale Bassetti - continua il direttore dell’Ufficio diocesano - ha risposto alle domande dei presenti, in particolare sull’Amoris Laetitia, insistendo sull’importanza di percorsi di accompagnamento e vicinanza verso le coppie ferite”. E poi resta indimenticabile la grande festa al Croke Park, animata e coinvolgente: “C’è stato per esempio un coro intergenerazionale, che andava dai nonni ai nipoti, e un altro composto invece da ex senza dimora”. E le parole del Papa, dirette e vicine alla vita alle persone, come sempre accade con Francesco. (B.D.)

TESTIMONIANZA/1: LA FESTA, IL SILENZIO, LA BELLEZZA DELL'INCONTRO

Il Croke Park Stadium di Dublino, la sera del 25 agosto scorso, ha ospitato almeno 70mila persone in occasione del festival delle famiglie riunite per il meeting mondiale tenutosi nei quattro giorni precedenti. Abbiamo visto bandiere di ogni paese garrire alla brezza serale di Dublino, abbiamo condiviso la gioia di famiglie di ogni razza pronte a cantare, danzare, ascoltare e pregare, abbiamo assaporato il piacere di vedere da ogni nazione del mondo padri e madri con i loro figli che celebravano il loro essere famiglia fra musiche e danze gaeliche, nell’abbraccio di centinaia di piccole danzatrici e danzatori che, nel corso dello spettacolo, hanno letteralmente abbracciato, lungo tutto il perimetro, la platea che, fitta, assiepava il campo di football irlandese.
Abbiamo apprezzato il silenzio di una folla impietrita durante il discorso di papa Francesco che davvero è pastore e che ha invitato per ben tre volte la folla a ripetere “scusa”, “per favore” e “grazie”, le tre chiavi di una pace famigliare che è poi la pace del mondo. Quando poi, alla chiusura, Bocelli ha intonato l’aria puccciniana “Nessun Dorma”, la magia della musica e del canto ha reso compiuta la grandezza di un incontro mondiale che certamente non poteva far dimenticare le difficoltà della Chiesa, e in particolare in Irlanda, ma ha fissato la centralità dell’incontro con il Vangelo: ovvero la gioia che sprigiona nelle persone a partire dalla loro dimensione di fede e di senso. Questo Vangelo della gioia è scritto in Amoris Laetitia ma è certamente impresso nei cuori chi sedeva al Croke Park Stadium. (Stefano Giordano e Barbara De Biasi)

TESTIMONIANZA/2: COSCIENTI DI ESSERE SPERANZA DI CHIESA, MONDO E SOCIETA'

Siamo partiti per Dublino mettendo nelle mani della Provvidenza tutti gli impedimenti che ci hanno portato a decidere questo viaggio quasi all’ultimo momento.
Abbiamo vissuto questa meravigliosa esperienza con altre 15 famiglie come noi appartenenti al Rinnovamento nello Spirito, godendo da subito di una grande fraternità. Ed è stata una grande gioia, poi, incontrare a Dublino le altre famiglie della nostra diocesi.
“Dio vuole che ogni famiglia sia un faro della gioia del suo amore nel nostro mondo”. Accogliendo le parole di papa Francesco, abbiamo sentito il privilegio di essere famiglia, la grazia di essere famiglia nel Signore con i nostri doni e con i nostri limiti, ma con la consapevolezza di essere chiamati a essere luoghi di accoglienza e di amore verso tutti, anche verso le situazioni difficili che ci sfidano a essere il volto della misericordia di Gesù, che cerca chi si è perduto.
La famiglia è la speranza della Chiesa, del mondo, della società. Pur imperfetta, ma fondata sull’amore di Cristo, è come un faro che illumina il mondo; la Chiesa, portando speranza, genera vita.
Nella vita di coppia la comunicazione di cuore è decisamente un’arte che si affina nel tempo, in essa si cresce a volte facendo fatica ma cerchiamo in questo sostegno nella vita sacramentale e nella vita spirituale, chiedendo con insistenza il dono dello Spirito Santo che vivifica, ci dà forza e ci porta i suoi doni di grazia.
Convinti, come siamo, che “il futuro della Chiesa passa per la famiglia”. (Marina Del Bo’ e Francesco Carraro)

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