Chiesa
stampa

L'amore che costruisce casa - VI domenica di Pasqua

Il sogno di Dio è prendere dimora nella nostra vita

L'amore che costruisce casa - VI domenica di Pasqua

“Se uno mi ama, osserva la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui”.
Non siamo solo noi a cercare Dio, è anche Lui che cerca noi. Parafrasando in modo audace sant’Agostino, potremmo dire che anche “il cuore di Dio non trova pace, finché non riposa nella nostra vita”.

Dio dipende da un… “se”
Se il sogno di Dio è prendere dimora nella nostra vita, non sfonda però la porta, alla quale invece se ne sta mendicante d’amore. Tutto sembra dipendere dal nostro “se”: se lo amiamo, se gli apriamo la porta della nostra esistenza...
Dio ama quel “se,” che spesso è risuonato negli inviti di Gesù: “Se vuoi…”. Se siamo disposti ad accoglierlo, lui ne avrà una gioia immensa. Siamo forse poco abituati ad un Dio che chiede il permesso di entrare nella nostra vita.
Chi ama lo sa: l’amore non si impone, l’amore si offre, sapendo che può essere rifiutato. Ma di fronte a un gesto d’amore, fosse anche quello di chi offre un bicchiere d’acqua, come disse un giorno Gesù, Dio si commuove e si trova “a casa” nella nostra povera vita.

Colui che è chiamato vicino
Quando Dio viene, non viene mai, però, a mani vuote. Lui sa quanto bisogno abbiamo di penetrare il senso di ciò che lui ci dice ogni giorno. Sono quelle sue parole che semina in eventi, incontri, oltre che nella Sacra Scrittura. Ecco allora il dono grande di un maestro interiore: lo Spirito Santo Paraclito…
A Gesù preme farci comprendere che non è uno Spirito generico o un’energia impersonale la presenza dello Spirito santo. Lo chiama con un temine che ha più significati: il paraclito, colui che è “chiamato vicino” a noi come avvocato difensore davanti allo spirito del male che ci accusa davanti a Dio. Ma è anche colui che si mostra nostro “consolatore”, capace di colmare le nostre solitudini. Ma è anche la presenza di chi con pazienza sta accanto a noi come maestro interiore che ravviva il ricordo delle parole di Gesù e ce ne svela il significato.

Il dono della pace
Se Gesù e il Padre dimorano in noi con il Santo Spirito, tutta la nostra vita godrà allora di una pace profonda. Non quella, però, frutto di equilibrio di forze o di assenza di guerra. Il dono della pace non si riduce neppure a un sentirsi bene, o a un sentimento di calma ed equilibrio interiore. E’ molto più grande, va molto più in là di tutto ciò che possiamo pensare e che la sapienza del mondo ci può offrire. E’ il dono che sgorga dalla fiducia della presenza dell’amore di Cristo in noi, da cui nulla ci potrà mai separare.
Questa pace la vediamo riflessa nel volto dei testimoni della fede. Forse una delle icone di pace più luminose, che la santità del nostro tempo ci ha offerto, è quella del volto sereno di padre Massimiliano Kolbe nel bunker della fame di Auschwitz. Chi lo vide negli ultimi istanti della sua vita fu incapace di sostenere lo sguardo luminoso di quel credente che aveva conservato la pace del cuore nell’inferno della storia.
“Vado e tornerò da voi” promette Gesù ai suoi dodici amici. E’ la promessa di una vicinanza che la morte non può spezzare ma che, immettendo nella pienezza della vita di Dio, rende ancor più vicino a noi coloro che “se ne sono andati”. Ora, se i nostri cari vivono in Cristo, con Lui sono ancora più vicini a noi. E’ grazie a questa fiducia che il cuore turbato ritrova la pace.

Tutti i diritti riservati
L'amore che costruisce casa - VI domenica di Pasqua
  • Attualmente 0 su 5 Stelle.
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
Votazione: 0/5 (0 somma dei voti)

Grazie per il tuo voto!

Hai già votato per questa pagina, puoi votarla solo una volta!

Il tuo voto è cambiato, grazie mille!

Log in o crea un account per votare questa pagina.

Non sei abilitato all'invio del commento.

Effettua il Login per poter inviare un commento