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L'eredità di Pio X è la vocazione alla santità

Con una messa solenne nella festa dell'Immacolata il vescovo di Mantova, mons. Roberto Busti, ha ricordato a Riese san Pio X a conclusione del centenario della morte

Parole chiave: Riese Pio X (11), mons. Roberto Busti (1)
L'eredità di Pio X è la vocazione alla santità

Con una messa solenne nel giorno dell’Immacolata si sono concluse nel santuario delle Cendrole di Riese le celebrazioni per il centenario dalla morte di san Pio X. Ha presieduto la celebrazione mons. Roberto Busti, vescovo di Mantova, la diocesi in cui Pio X ha svolto il ministero episcopale prima di essere nominato Patriarca di Venezia. L’Inno di san Pio X, che proclama “Cristo è la Salvezza, Cristo è l’Amore”, ha accompagnato l’ingresso processionale del vescovo, accolto da una chiesa gremita di fedeli. L’omelia si è aperta con una riflessione sulla pagina dell’Annunciazione a Maria, cui Pio X era molto devoto. In un panegirico alla Vergine, don Giuseppe Sarto esprimeva il mistero della salvezza con queste parole: “Solo grazie a Maria, Gesù è venuto in terra a rialzarci quando eravamo perduti, a consolarci quado eravamo afflitti, perché solo in braccio a Lei, Egli diviene il Dio dei miserabili e degli infermi, il Consolatore dei tribolati e dei peccatori”. E afferma san Paolo che, come Maria è stata e continua ad essere colma di Grazia, anche noi siamo stati scelti, essendo colmati di Grazia. È necessaria, però, la nostra risposta. Ecco, allora, che il motto di Pio X “fare di Cristo il cuore del mondo” riesce a tradurre la risposta affermativa di Maria fin sotto la croce. Mons. Busti si è poi soffermato sul difficile episcopato mantovano di Sarto, segnato da una grande penuria di sacerdoti, dalle profonde divisioni tra il clero, dall’anticlericalismo diffuso e dalla povertà che spingeva i contadini a forme molto radicali di protesta. In questo contesto Sarto, nello sforzo quotidiano di risollevare la diocesi dalle gravi condizioni in cui versava, orientò le sue scelte pastorali in direzioni ben precise: il Seminario e la formazione dei futuri sacerdoti, la visita pastorale alle parrocchie, il sinodo diocesano, l’attenzione verso il culto della Madonna, la venerazione dei santi e soprattutto la carità nei confronti dei poveri. Inoltre vanno ricordate le raccomandazioni insistenti che rivolgeva ai sacerdoti perché impartissero un’educazione religiosa ai fanciulli e agli adulti, premure che sfoceranno poi nel Catechismo. “Questo centenario ci lascia tante eredità - ha concluso -. Una però potrebbe riassumerle tutte, perché da Pio X vissuta in pienezza: la vocazione alla santità. Così, l’invocazione all’intercessione diventa per le nostre Chiese proposito di imitazione delle sue grandi virtù”. Prima della Messa, a villa Eger, l’incontro con le autorità civili e la cerimonia di consegna degli attestati di partecipazione al progetto Aurora promosso dal Comitato diocesano per il centenario. A portare il saluto del vescovo Gardin, impegnato nel Rito di ammissione al presbiterato di otto seminaristi, è stato mons. Giuliano Brugnotto, cancelliere vescovile e segretario del Comitato. Mons. Brugnotto ha espresso la gratitudine del Vescovo nei confronti di mons. Busti, la cui presenza a Riese ha “ravvivato il legame spirituale che accomuna tutte le chiese diocesane ma pure con la speciale grazia di avere un comune intercessore nella persona di San Pio X”. Una gratitudine che si esprime anche nei confronti dei fedeli di Riese e di tutta la Collaborazione pastorale per il cammino compiuto in questo anno, in cui molte persone hanno messo a disposizione tempo, energie e contributi personali. Un ringraziamento che si è esteso al Comune e alla Fondazione Giuseppe Sarto, presieduti dai due sindaci che si sono succeduti. Apprezzato anche l’impegno profuso per l’apertura e l’accoglienza di pellegrini e turisti nella Casa natale di San Pio X. Importante, poi, la collaborazione, “oserei dire la sintonia e solidarietà, nell’affrontare la preparazione dell’impegnativa celebrazione presieduta dal card. Pietro Parolin il 23 agosto scorso”. L’esperienza del Centenario - ha concluso mons. Brugnotto - “possa rappresentare una tappa del cammino verso una sempre maggior cooperazione tra Diocesi, Parrocchia, Comune e Fondazione, ciascuno nel proprio ambito, a servizio delle persone che cercano a Riese una più profonda conoscenza del Papa, quel Papa che ha inaugurato l’ormai nutrito elenco di Pontefici del Novecento riconosciuti per la loro santità”.

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