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La misericordia al centro della vita pastorale

“L’incontro con la misericordia di Cristo sta al centro della nostra vita cristiana, della nostra chiamata - scrivono due parroci -. E e pagine più belle della nostra vita di preti, nelle varie comunità, hanno sempre avuto come protagonista proprio la misericordia di Dio". Continuano, in vista della Giornata del Seminario, i contributi alla riflessione sul tema della misericordia

La misericordia al centro della vita pastorale

Una tra le cose positive dell’esperienza delle Collaborazioni pastorali, che da qualche anno abbiamo iniziato, è la possibilità e necessità di trovarci con frequenza come sacerdoti. Per chi ne ha la possibilità, c’è la vita comunitaria ma, in ogni caso, l’organizzazione di una pastorale che faccia dialogare e gradualmente unisca le comunità, chiede occasioni e tempi di programmazione, confronto e verifica, e chiede insieme la disponibilità a raccontare, a condividere, la pazienza dell’ascolto e l’audacia della proposta.
Quello che però spesso capita è che le realtà da considerare, le problematiche da affrontare e le urgenze a cui dare veloce risposta, fanno sì che a volte viviamo in questi incontri una sorta di ansia per l’accavallarsi delle cose, una specie di frenesia interiore che fa apparire tutto importante e tutto necessario. Non è una bella sensazione e non aiuta a risolvere alcunché. Ciò che, allora, pian piano è emerso non è solo l’importanza di un metodo, di una strategia, ma la necessità di andare in profondità a ritrovare in ciascuno di noi preti l’esperienza fondamentale, il cuore della carità pastorale, ciò che più alimenta la nostra esperienza di uomini cristiani, chiamati, consacrati e incaricati di un ministero nella comunità cristiana.
Abbiamo caratteri e personalità diverse e vari sono i doni e i carismi che portiamo, eppure tutti ritroviamo in noi il fascino, l’attrattiva dell’amore misericordioso di Gesù.  L’incontro con la misericordia di Cristo sta al centro della nostra vita cristiana, all’origine della nostra chiamata; è il nutrimento che ci fa sentire guidati, sostenuti, corretti, perdonati, amati ogni giorno da Dio. E nel momento in cui poniamo il dono della Misericordia al centro della vita pastorale, al centro di un annuncio, criterio e oggetto di una programmazione, cogliamo che, in fondo, le pagine più belle della nostra vita di preti nelle varie comunità cristiane, nei vari periodi della vita, hanno sempre avuto come protagonista proprio la misericordia di Dio.
Rimane inciso nel cuore ogni incontro tra l’amore del Padre e la vita concreta delle persone e diventa motivo di gratitudine che si fa dono anche per noi, che ne siamo testimoni e, magari, poveri strumenti che fanno da tramite.  
Sentiamo in questo una grande responsabilità che continuamente ci interpella perché continuamente l’amore di Dio entra nel vissuto di ciascuno, nelle occasioni più semplici di dialogo, nelle confidenze sofferte, in colloqui e momenti di discernimento spirituale, nel sacramento della Riconciliazione…
Quando si approfondisce qualsiasi incontro, anche con persone apparentemente lontane o non interessate ad un’esperienza di fede, si percepisce che c’è sempre un desiderio, un’aspettativa di accoglienza, di rispetto per ogni vissuto, un’esigenza di verità dentro un contesto di amore gratuito. Spesso la delusione di una persona verso un sacerdote non è per un “no” o per un’opinione diversa, ma per aver avuto la sensazione di non essere stata ascoltata davvero e accolta. Ed è vero che costa fatica ascoltare sul serio! Costa fatica nella confessione, come anche in un semplice dialogo, accorgersi quando per una persona sta avvenendo un passaggio importante e quindi cogliere l’occasione di un annuncio particolare di misericordia. Eppure, è la fatica più bella.
Dialogando tra sacerdoti, spesso riconosciamo quanto, dopo gli anni del Seminario e fin dai primi anni nella pastorale, abbiamo dovuto imparare davvero come uomini e preti lo stile e le forme dell’amore di Gesù. In fondo riconosciamo che è la familiarità al dono d’Amore, che ci consente di essere meglio disposti verso gli altri; è il contemplare e vivere l’incontro con la misericordia che ci fa vedere e valorizzare il bene seminato dallo Spirito Santo nella vita di ogni uomo e donna.
La fretta, la superficialità, il ritmo frenetico delle incombenze possono davvero bloccare questo cammino e immiserire, anche nella pastorale, ciò che invece è più prezioso. Perciò sentiamo necessario rimanere uniti e crescere, anche in un percorso di fraternità sacerdotale.
E forse la testimonianza di dialogo e aiuto reciproco tra noi sacerdoti, qui nella concreta esperienza a Mogliano Veneto è l’augurio più sincero che vogliamo fare a quei giovani che stanno vivendo il tempo della ricerca e della formazione in Seminario, in occasione della Giornata diocesana per questo istituto e in attesa di accoglierli in febbraio nelle nostre parrocchie per la Settimana di animazione vocazionale.

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roberto kolm 21/11/2014 16:45
caritas.
non sonoriuscito a trovare lo spazio on line per commentare il nuovo corso della caritas trevigiana.
Se gli immigrati sono la" priorità assoluta" per la caritas, ne prendo atto e convengo, per obbedienza.
Vi chiedo a quale associazione rivolgermi per poter portare auito anche ai poveri italiani, che la crisi continua a sfornare.
Grazie.
Roberto kolm

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