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La nudità del ragazzo che fugge dall'Orto degli Ulivi e il nostro essere spogliati

“Non avete mai pensato chi potesse essere quel giovane “avvolto solo di un lenzuolo sul corpo nudo”, del quale parla il Vangelo di Marco? Chi era quel tredicesimo apostolo che aveva assunto il posto di Giuda nell'ora dello spavento e della grande angoscia ? Era vestito di un vestimento leggero. Si fuggì ignudo, “avendo abbandonato il lenzuolo”. Nulla più si seppe di lui nel mondo”. A commentare così il misterioso episodio accaduto durante la cattura di Gesù nell'orto degli ulivi, è sorprendentemente uno scrittore e poeta laico come Gabriele d'Annunzio.

Parole chiave: passione (7), san marco (4), buongiorno di speranza (94)
La nudità del ragazzo che fugge dall'Orto degli Ulivi e il nostro essere spogliati

“Non avete mai pensato chi potesse essere quel giovane “avvolto solo di un lenzuolo sul corpo nudo”, del quale parla il Vangelo di Marco? Chi era quel tredicesimo apostolo che aveva assunto il posto di Giuda nell'ora dello spavento e della grande angoscia ? Era vestito di un vestimento leggero. Si fuggì ignudo, “avendo abbandonato il lenzuolo”. Nulla più si seppe di lui nel mondo”. A commentare così il misterioso episodio accaduto durante la cattura di Gesù nell'orto degli ulivi, è sorprendentemente uno scrittore e poeta laico come Gabriele d'Annunzio. Qualcuno ipotizza che quel ragazzo fosse lo stesso evangelista Marco che aveva seguito di nascosto Gesù dopo l'ultima cena, che si sarebbe tenuta nella casa della sua famiglia. Se così fosse, questo episodio può essere come la firma dell'evangelista, ma a noi, però, giunge ricco di grande simbologia. Sembra, infatti, essere già un anticipo di resurrezione, quando Gesù fuggì alla cattura della morte, lasciando il lenzuolo nel sepolcro. Ma questa nudità parla anche alla nostra vita.  Ci dice: abbandona anche tu il tuo lenzuolo, abbandona cioè tutto ciò che ti impedisce di seguire la verità profonda di te stesso, getta via tutto ciò che è superfluo, costrizioni, condizionamenti. In questi giorni anche noi siamo “catturati” e “reclusi”, eppure tale costrizione può divenire il tempo favorevole per ritrovare quella “nudità necessaria” (G. Perego) che rende libera la vita. Tante volte ce lo chiediamo: “Come ne usciremo?”. Potessimo uscire tutti spogliati da ciò che non conta, che non è essenziale, rivestiti solamente di semplicità, gioia, misericordia, come ne era rivestito Gesù nudo sulla croce, e Francesco nudo davanti alla sua gente di Assisi. Un monaco, che aveva donato ad un povero una perla preziosa, dicendo che era tutto ciò che aveva, si sentì dire: “Tientela, ma dimmi che cos'hai di ancor più prezioso, se hai potuto sbarazzarti di questa ricchezza?”. E noi, cosa stiamo scoprendo di veramente prezioso nella nostra vita?

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