Chiesa
stampa

La vocazione: da Gesù una promessa credibile - V DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Dio non pretende mai che colui che chiama sia “adeguato” alla missione che gli deve affidare: egli anticipa e garantisce al suo inviato i doni necessari affinché questi possa vivere con fedeltà quel compito che Dio gli affida

La vocazione: da Gesù una promessa credibile - V DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Le letture di questa domenica si concentrano sul tema della vocazione, che si manifesta nell’incontro tra la chiamata di Dio e la libera offerta della propria disponibilità da parte dell’uomo.
Un incontro sconvolgente
Il Vangelo di Luca, dopo la “presentazione” di Gesù nella sinagoga di Nazaret, ne descrive ora il ministero pubblico. Sceso a Cafarnao, dopo aver guarito un indemoniato nella sinagoga, era entrato nella casa di Simone. Oltre alla suocera di quest’ultimo, aveva guarito molti “infermi e affetti da varie malattie”. E mentre le folle lo pregavano che si fermasse ancora a lungo, aveva deciso di andare a predicare anche nelle loro sinagoghe di altri villaggi. L’episodio di questa domenica si colloca sulle sponde del lago di Gennesaret. La svolta avviene quando Gesù, per parlare alla folla che gli faceva ressa attorno, chiede a Simone di mettergli a disposizione una barca: in questo modo, fermatosi a pochi metri di distanza, poteva essere ascoltato dalla folla che stava sulla riva. Simone non è mai stato presentato, ma sappiamo dai versetti precedenti che egli aveva ospitato Gesù in casa sua. Il Maestro sembra avere ancora bisogno della disponibilità di questo pescatore che, finito di lavare le reti, aveva tutto il tempo per ascoltare gli insegnamenti di Gesù, non avendo pesci da portare al mercato per venderli. Il passaggio decisivo, però, avviene quando Simone, che pure aveva già faticato a vuoto tutta la notte, e ben sapendo che le ore centrali della giornata non erano adatte alla pesca, accetta comunque di prendere il largo fidandosi della “parola” di Gesù. L’ascolto prolungato dei suoi insegnamenti deve aver fatto crescere in Simone una fiducia straordinaria in quest’uomo.
La conseguenza di tale fiducia sarà, da una parte, una pesca sovrabbondante e, dall’altra, la percezione da parte di Simone Pietro della propria inadeguatezza: “Allontanati da me che sono peccatore” (Lc 5,8).
Eccomi, manda me
Non è un caso che la medesima reazione sia registrata dal profeta Isaia nel descrivere la propria vocazione. Anche in quell’occasione, circa otto secoli prima, dopo che il Signore si era manifestato nella sua potenza “su un trono alto ed elevato”, la reazione era stata di timore di fronte alla presa di coscienza della propria totale indegnità: “Io sono perduto, perché un uomo dalle labbra impure io sono” (Is 6,5). Ma in entrambe i casi appare chiaro che Dio non pretende mai che colui che chiama sia “adeguato” alla missione che gli deve affidare: piuttosto egli anticipa e garantisce al suo inviato i doni necessari affinché questi possa vivere con fedeltà quel compito che Dio gli affida.
Le labbra di Isaia vengono purificate mediante un carbone ardente, segno del perdono offerto da Dio. Similmente, a Pietro che si riconosce peccatore Gesù assicura che farà di lui un “pescatore di uomini” (Lc 5,10). Le risposte dei due, peraltro, sono assolutamente singolari.
Il Signore non costringe il profeta a rispondere con un “no” o un “sì” secchi. Stimola, invece, la possibilità di una riposta libera: “Chi manderò e chi andrà per noi?” (Is 6,8). L’offerta di sé al Signore appare, dunque, totalmente libera: Dio si è manifestato, ha predisposto il profeta affinché sia in grado di realizzare quanto gli sarà chiesto; ma la decisione di riconoscere l’appello e di rispondervi rimane nelle mani del chiamato. Anche l’evangelista Luca sottolinea come nemmeno Pietro venga esplicitamente “chiamato”: egli si era reso disponibile all’accoglienza e aveva ascoltato la parola di questo maestro, constatandone la forza straordinaria. Gesù però non gli chiede di seguirlo, ma gli fa una promessa: “Sarai pescatore di uomini”. In forza di tale promessa, resa credibile dai fatti visti in precedenza, Simon Pietro e gli altri con lui decidono di lasciare tutto e seguirlo.
Un dono accolto e offerto
La conferma di tale dinamica ci giunge anche dall’esperienza di Paolo, mentre iniziamo ad ascoltare un capitolo della Prima lettera ai Corinzi incentrato sull’annuncio della risurrezione. Pur essendo “l’ultimo” tra tutti gli apostoli, il Signore risorto era apparso anche a lui. Nel suo caso il Signore non gli chiede di realizzare ciò che non è possibile, ma di condividere un dono che egli ha ricevuto in maniera gratuita e inattesa: “Ho trasmesso, anzitutto, quello che anch’io ho ricevuto” (1Cor 15,3). Solo chi riconosce i doni gratuiti di Dio può scegliere liberamente di rispondere alla sua chiamata.

Tutti i diritti riservati
La vocazione: da Gesù una promessa credibile - V DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO
  • Attualmente 0 su 5 Stelle.
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
Votazione: 0/5 (0 somma dei voti)

Grazie per il tuo voto!

Hai già votato per questa pagina, puoi votarla solo una volta!

Il tuo voto è cambiato, grazie mille!

Log in o crea un account per votare questa pagina.

Non sei abilitato all'invio del commento.

Effettua il Login per poter inviare un commento