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Le Cooperatrici pastorali in udienza dal Papa: “Collaborate con i pastori nel servizio al popolo di Dio"

La gioia delle partecipanti trevigiane, accompagnate dal Vescovo e dall'assistente: "Ci ha salutate ad una ad una, riconoscendo la nostra vocazione"

Le Cooperatrici pastorali in udienza dal Papa: “Collaborate con i pastori nel servizio al popolo di Dio"

“Non siete nate ‘a tavolino’, tanto meno per una esigenza ideologica, ma siete nate dalla vita, dall’esperienza di apostolato associato, specialmente nell’Azione Cattolica. Siete nate dalla collaborazione con i preti nella pastorale parrocchiale e diocesana. Questo è molto importante”. Lo ha detto Papa Francesco nel suo discorso pronunciato, stamani, durante l’udienza nel Palazzo apostolico vaticano, con le ausiliarie diocesane di Milano e le collaboratrici apostoliche diocesane di Padova e le Cooperatrici pastorali diocesane di Treviso. L'occasione era data dalla festa per i 40 anni della presenza delle Ausiliarie milanesi, che hanno voluto accanto a loro anche le altre sorelle delle diocesi di Treviso, Padova e Vicenza.

“Quando Gesù accoglieva ‘alcune donne’ tra i suoi discepoli, anche in stretta collaborazione con i Dodici, non lo faceva per un femminismo ante litteram, ma perché il Padre gli faceva incontrare queste sorelle, a volte bisognose di essere guarite, esattamente come gli uomini”, ha aggiunto il Pontefice. Nelle sue parole l’importanza dell’esperienza di “collaborare direttamente con i pastori nel servizio alla gente, al popolo di Dio, nelle parrocchie, negli oratori, con i poveri, nelle carceri”. “In chi vive questo ‘lavoro’, a volte duro e faticoso, lo Spirito Santo semina doni speciali di dedizione, che possono anche diventare di consacrazione nella Chiesa”. Osservando “alcune costanti tra le diverse esperienze” nelle realtà diocesane di Milano, Treviso, Padova e Vicenza, il Papa ha sottolineato l’importanza del fatto che “il vescovo si fa attento a un dono che si riscontra nella comunità, un dono che corrisponde a un’esigenza pastorale – ma non solo a una funzione, non è un funzionalismo –, e allora opera un discernimento”. “Così il carisma viene vagliato, accolto e riconosciuto, e riceve una sua forma in quella comunità diocesana. Dunque, emerge come qualificante l’elemento della collaborazione stretta con il vescovo”. Infine, soffermandosi sulla diocesanità degli istituti, Francesco ha spiegato che “è una delimitazione, certo, ma che ha il senso del radicamento e non della chiusura, della fedeltà e non del particolarismo, della dedizione e non dell’esclusione”. Tralasciando il discorso preparato per l'occasione, papa Francesco ha risposto ad alcune domande poste dalle partecipanti sulla presenza della donna nella Chiesa e sulla profezia, riformando le istituzioni.

Ad accompagnare la Comunità delle Cooperatrivi pastorali di Treviso il vescovo Michele Tomasi, l'assistente spirituale, mons. Giuliano Brugnotto, l'assistente della Comunità formativa, don Virgilio Sottana e l'ex assistente, mons. Gianni Moreschini.

La gioia delle partecipanti traspare dalle parole di Maria Marangon, moderatrice delle Cooperatrici trevigiane: "Ciò che più mi ha colpito è il fatto stesso che il Papa ci abbia ricevute e che ci abbia salutate ad una ad una, riconoscendo la nostra vocazione. E' stato un momento molto bello ed emozionante. Molto bello anche il fatto che il Papa abbia lasciato da parte il discorso preparato, peraltro molto interessante, rispondendo ad alcune nostre domande in forma molto familiare e diretta".

Fonte: Sir
Le Cooperatrici pastorali in udienza dal Papa: “Collaborate con i pastori nel servizio al popolo di Dio"
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