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"Leggeri" e liberi per seguire Lui - XXIII domenica del Tempo ordinario

Ciò che Gesù chiede è la libertà da noi stessi e dalle tante cose che ci sembrano necessarie, libertà da tutto ciò che ci impedisce di seguire Lui, il tesoro della nostra vita, la vera difesa contro gli assalti del male

"Leggeri" e liberi per seguire Lui - XXIII domenica del Tempo ordinario

Chi è colui che, volendo attraversare il deserto o scalare una montagna si carica di tutto ciò che ha in casa, per paura di non farcela ad andare avanti? E’ quanto, in altro modo, Gesù vuole farci comprendere con gli esempi di chi vuole costruire una torre senza prima esaminare le risorse finanziare, e di chi vuole muovere guerra al suo avversario senza valutare il numero di soldati che ha a disposizione.
L’arte di togliere
Paradossalmente, se per costruire una torre o andare in combattimento, bisogna “avere” mezzi e risorse umane adeguate, per andare dietro a Gesù e costruire una relazione autentica con Lui bisogna invece “rinunciare” a tutti i nostri averi. Diversamente dal nostro modo di pensare, che prevede il calcolo di ciò che abbiamo per affrontare un lavoro o un’azione, Gesù ci insegna l’arte di togliere. Vuoi “costruire” la tua vita? Vuoi difenderla dai suoi nemici? Impara a non mettere la tua sicurezza nel possesso di beni terreni o di abilità umane.
Quello che tante volte credi essere necessario per vivere bene, alla fine si rivela un ostacolo al compimento autentico di te stesso. Se pensi che la tua felicità derivi dal possedere le cose e anche... le persone, giungerà il momento in cui ti accorgerai di non aver costruito “la torre” della tua vita. Ti accorgerai con sgomento di non aver portato a termine nulla di vero nella tua esistenza. Così pure ti troverai sconfitto e abbattuto dal quel nemico ultimo che è la morte, per quanto tu possa aver vinto tante battaglie momentanee nei successi da te raggiunti.
Liberi da noi stessi
Ma, allora, che cosa ci sta chiedendo Gesù? Di vivere da rinunciatari? Nessuno segue qualcuno per vivere male. Ciò che Gesù chiede, invece, è la libertà da noi stessi e dalle tante cose che ci sembrano necessarie, libertà da tutto ciò che ci impedisce di seguire Lui, il tesoro della nostra vita, la vera difesa contro gli assalti del male.
Gesù, però, vuole condurci ancor più in profondità nello scovare ciò che impedisce un vero legame di amicizia con Lui. Infatti, quelle parole esigenti il Signore le pronuncia vedendo che “una folla numerosa andava con Lui”. Verrebbe da pensare che una tale vista doveva essere per Lui motivo di soddisfazione. Invece, Gesù sa che si può andare dietro a lui più preoccupati dei nostri interessi che di Lui. C’è infatti chi lo ricerca per godere di una ritrovata salute o per mangiare a sazietà con soli cinque pani… Così, anche noi nel nostro agire, anche il più nobile, come il servizio ai poveri, o l’annuncio della fede, rischiamo di ricercare noi stessi in quei risultati che ci fanno “sentire bene”, realizzati nel nostro protagonismo.
Lo aveva ben compreso mons. Van Thuan, prigioniero nelle carceri vietnamite. Di fronte alla dolorosa realtà che lo vedeva privato di ogni possibilità di esercizio del suo ministero e impedito nelle sue abilità pastorali, una notte si chiese: “Ma tu hai scelto Dio o le opere di Dio?”. Tutto può venirci tolto, anche le “opere di Dio”, ma “chi ci separerà dall’amore di Cristo?» (Romani 8,39).

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