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Meeting per operatori di pastorale giovanile sul tema "Un corpo mi hai preparato"

Maschile, femminile, genere, percorsi di identificazione: il meeting di sabato 12 novembre dedicato agli operatori di Pastorale giovanile affronta questioni delicate e cruciali per l’universo delle nuove generazioni. Interviene Susy Zanardo, docente di filosofia morale.

Parole chiave: meeting 2022 (1), pastorale giovanile (33), Susy Zanardo (2), filosofia morale (1), educatori (5), giovani (375)
Meeting per operatori di pastorale giovanile sul tema "Un corpo mi hai preparato"

Il corpo è un “kit lego” codificato in maschile e femminile, ma non definito una volta per sempre? Può essere modificato fino a trovare la condizione individuale più gradita?

Il maschile e il femminile sono dei contenitori vuoti, oppure rappresentano quella differenza originaria capace di fondare e valorizzare l’esistenza di ogni uomo, vissuta nella reciprocità con i propri fratelli?

La categoria di genere, nel cammino che una persona compie per il proprio percorso di identificazione, si trova a dialogare sia con un dato originario naturale che determina l’individuo biologicamente (a livello genitale, cromosomico, ormonale) sia con un dato culturale multidimensionale che coinvolge la società, la famiglia, l’autopercezione, il ruolo, il contesto relazionale prevalente, etc. In virtù di questo dialogo mai esaurito, la categoria di genere ha subito nel tempo un arricchimento di significato sempre più complesso tanto che in alcuni contesti il sostantivo non può più essere utilizzato semplicemente come sinonimo di uomo e di donna. Quest’ultima definizione di genere, infatti, entra solamente nella cosiddetta percezione binaria dell’individuo, percezione che esclude altri modi nei quali potersi identificare. Al contrario, il no-binarismo è quella categoria “ombrello” nella quale la persona non si identifica semplicemente in maschio e femmina, ma contempla - ad esempio - la possibilità di avvertirsi contemporaneamente in entrambi i generi, oppure con nessuno dei due generi, oppure ancora con un altro genere diverso dai precedenti. In questo senso la percezione del proprio sé diventa esperienza e diritto originali e individuali, facendo esplodere il modo tradizionale di intendere il percorso di soggettivazione. Così - oggi - si parla di “demigender” per quelle persone che si identificano con un genere vicino a quello maschile o femminile ma non pienamente in uno o nell’altro, oppure si parla di “agender” per quelle persone che non si riconoscono in alcun genere, oppure ancora si parla di “bigender” per coloro che si riconoscono in due generi contemporaneamente, e così via. Il corpo - così come ci è dato - rischia di perdere il suo carattere di significante nel percorso di identificazione.

Il meeting di Pastorale giovanile, che si terrà il 12 novembre presso l’auditorium del Collegio Vescovile Pio X, intende approfondire questo tema così importante e attuale. Tema emerso in larga misura anche dall’ascolto sinodale compiuto lo scorso anno, che ha visto coinvolti decine di gruppi di giovani: proprio questi ultimi hanno sottolineato l’importanza e il desiderio di una riflessione intergenerazionale su una questione che ha dirette implicazioni anche sul cammino pastorale delle nostre comunità cristiane. Il meeting è espressione di una Chiesa disposta a mettersi in dialogo, a mettersi in ascolto di ogni voce senza, d’altra parte, rinunciare al suo mandato missionario di ricerca della verità nella carità: cosa che si può realizzare solo insieme, solo nella disponibilità di un ascolto sincero e profondo del prossimo accanto a noi. 

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