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Nel mezzo del cammin di nostra vita...

Si ritiene fosse il 25 marzo del 1300 quando Dante iniziò il suo “viaggio” nell’oltretomba. Il poeta ci offre non solo uno sguardo sull’al di là, ma anche sull’al di qua.

Nel mezzo del cammin di nostra vita...

Nel mezzo del cammin di nostra vita/ mi trovai per una selva oscura/ che la diritta via era smarrita”. Forse non c’è inizio di opera letteraria più famoso e conosciuto di quello della “Divina Commedia”. Si ritiene fosse il 25 marzo del 1300 quando Dante iniziò il suo “viaggio” nell’oltretomba. Era un anno particolare: quello del primo Giubileo indetto da papa Bonifacio VIII; un giorno unico, quello dell'inizio del viaggio di Dio nella nostra storia, con l’incarnazione di Gesù Cristo nel grembo di Maria. Se Dante, nel cammino della sua vita, si è smarrito in modo colpevole, Dio stesso ha voluto, invece, smarrirsi per amore lungo le strade della nostra vita. Il “viaggio” è la grande metafora dell’esistenza umana, sempre pronta ricordarci che anche noi ci troveremo a vivere tempi infernali, come pure momenti di purificazione, senza mancare di squarci di paradiso. Ciò che Dante allora ci offre non è solo uno sguardo sull’al di là, ma anche sull’al di qua. Sarà grazie ad uno sguardo profondo di fede che la vita si farà trasparente e vedremo “l’Amor che move il sole e l'altre stelle” anche nella trama complessa della nostra vita.

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