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Padre Salaverry: "Preghiamo gli uni per gli altri"

Il Papa ha nominato un vescovo peruviano per la sede titolare di Asolo. Naturalmente, anche per evitare qualsiasi malinteso che potrebbe essere sorto in questi giorni, il nuovo vescovo Juan José Salaverry non eserciterà concretamente il suo magistero ad Asolo, bensì nell’immensa capitale peruviana

Padre Salaverry: "Preghiamo gli uni per gli altri"

“Un caro saluto a tutti i residenti della città di Asolo. Il Santo Padre mi ha concesso di essere vescovo ausiliare dell’arcidiocesi metropolita di Lima, in Perù, e assieme il titolo dell’antica diocesi di Asolo. Per me è un onore. Sto imparando a conoscere la storia di questa città veneta ricca di storia, inserita in un bellissimo territorio collinare, che fa parte della diocesi di Treviso. Chiedo la vostra preghiera, poiché mi sento indegno di questa decisione presa da papa Francesco”. Si presenta così, dalla capitale del Perù, padre Juan José Salaverry Villarreal, cinquantunenne domenicano, l’ordine che ha donato al Perù san Martino di Porres, il primo santo nero della Chiesa cattolica, e ha avuto un ruolo fondamentale nell’evangelizzazione del Paese latinoamericano.

“Spero, prima o poi, di poter conoscere, Asolo, entrare nella sua Cattedrale e da lì pregare per la città e per tutta la sua popolazione, impegnando nel contempo i fedeli a innalzare, di tanto in tanto, una preghiera per questo povero frate domenicano. D’ora in poi si forma un vincolo tra Asolo e il Perù e ritengo sia un dono di Dio poter unire nella fede dei popoli così lontani. Intanto, approfitto di questa intervista per salutare il vescovo di Treviso, Michele Tomasi, chiedendogli particolare attenzione per i fedeli di Asolo, ai quali mi impegno a rivolgere la mia preghiera”.

Il significato della nomina. Naturalmente, anche per evitare qualsiasi malinteso che potrebbe essere sorto in questi giorni, il nuovo vescovo Juan José Salaverry non eserciterà concretamente il suo magistero ad Asolo, bensì nell’immensa capitale peruviana (l’area metropolitana ha circa 10 milioni di abitanti), a fianco dell’arcivescovo Carlos Castillo Mattasoglio (pastore e teologo molto apprezzato, conoscitore della lingua e della cultura italiana), e degli altri vescovi ausiliari.

Come è noto, infatti, ai vescovi privi di una propria sede (per esempio gli ausiliari, coloro che operano nei Dicasteri vaticani, i nunzi apostolici, i vicari apostolici) viene affidata la sede di una diocesi ormai “soppressa”, che in molti casi coincide però con un preciso luogo geografico e con una cattedrale per avere comunque una porzione di popolo di Dio come riferimento. E’ il caso di Asolo, che non è più diocesi effettiva dal 969, quando fu incorporata alla diocesi di Treviso. La sede titolare di Asolo era vacante dal 28 novembre 2020, quando l’arcivescovo Silvano Maria Tomasi (in questo caso originario di Casoni, a pochi chilometri dalla città) ha assunto il titolo di cardinale diacono della parrocchia romana di San Nicola in Carcere, dove entrerà il prossimo 23 febbraio.

In ogni caso, come accennato, si tratta di un significativo legame che si viene a creare.

La biografia. Mons. Juan José Salaverry Villarreal, O.P., è nato il 2 settembre 1969 a Lima. Ha compiuto gli studi primari e secondari nel Colegio Nuestra Señora de La Merced a Lima. Entrato nell’Ordine dei Padri Domenicani, ha compiuto gli studi filosofici e teologici nella Facoltà Pontificia e Civile di Teologia di Lima. Nel 2007 ha ottenuto la Licenza in Diritto Canonico presso la Universidad de Salamanca (Spagna).

Ha emesso la prima professione religiosa l’11 marzo 1997 ed è stato ordinato presbitero il 7 ottobre 2000. Ha svolto diversi incarichi: vicemaestro dei Novizi della Provincia domenicana San Juan Bautista (2000-2003); presidente dei Superiori maggiori dell’America Latina (2010-2014); priore provinciale dell’Ordine domenicano in Perù (2010-2014); maestro degli studenti domenicani nel convento di San Alberto Magno (2018-2020); assistente della Federazione delle monache domenicane in Perù (2018-2020). Finora mons. Juan José Salaverry Villarreal è stato rettore dell’Instituto Superior de Estudios Teológicos Juan XXIII–Iset e vicario episcopale per la Vita consacrata nell’arcidiocesi di Lima.

L’impegno a Lima. “Dopo aver appreso della nomina - racconta ancora padre Salaverry -, mi sono sentito molto nervoso. Sentivo che la decisione comportava un cambiamento totale nella mia vita e mi è costato molto rispondere affermativamente. La mia esperienza, come frate alla sequela di Cristo, aveva raggiunto un punto di grande stabilità e ho sentito che questa nomina richiedeva un ulteriore passo in avanti. Ho accettato con grande timore e tremore, conoscendo i miei limiti personali e ringraziando per la fiducia di Dio e della Chiesa. So che il Signore completerà ciò che mi manca”.

Una parola, infine, sulla sua idea di Chiesa e sull’impegno che lo attende a Lima: “Spero in un tempo rinnovato per la Chiesa, a partire dall’aria nuova che papa Francesco continua a portarci, anche se nel mezzo di un’acuta crisi globale, come quella della pandemia. Non è facile accompagnare la Chiesa in questi tempi, ma Cristo è sempre stato vicino all’umanità ferita e il Santo Padre ci chiede di imitare Cristo vicino all’umanità, che cammina in mezzo al dolore, che piange con gli amici, che accetta l’emarginato, che sa perdonare, che nutre. Insomma, un Cristo che è vita, pane di vita condivisa e donata. Sono certo che assieme al nostro arcivescovo di Lima, mons. Carlos Castillo Mattasoglio, e con gli altri vescovi ausiliari, potremo intraprendere un cammino pastorale al servizio della gente, in una città di grande tradizione cattolica, con grandi differenze sociali, con un popolo di lavoratori, cresciuto all’ombra di grandi santi come Toribio di Mogrovejo, Rosa di Lima, Martín di Porres, Juan Macías e Francisco Solano”

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