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Papa Francesco all'Angelus: “Dio preferisce partire dalla periferia"

Il Santo Padre ha commentato il vangelo domenicale

Parole chiave: angelus (13), periferie (14), papa francesco (639)

La missione di Gesù “non parte da Gerusalemme, cioè dal centro religioso, centro anche sociale e politico, ma parte da una zona periferica, una zona disprezzata dai giudei più osservanti, a motivo della presenza in quella regione di diverse popolazioni straniere; per questo il profeta Isaia la indica come ‘Galilea delle genti’”. Lo ha ricordato, ieri mattina, Papa Francesco, in occasione della recita dell’Angelus con i fedeli giunti a piazza San Pietro, commentando il passo del Vangelo che racconta gli inizi della vita pubblica di Gesù nelle città e nei villaggi della Galilea. Si tratta, ha spiegato il Pontefice, di “una terra di frontiera, una zona di transito dove si incontrano persone diverse per razza, cultura e religione. La Galilea diventa così il luogo simbolico per l’apertura del Vangelo a tutti i popoli”. Da questo punto di vista, ha chiarito il Santo Padre, “la Galilea assomiglia al mondo di oggi: compresenza di diverse culture, necessità di confronto e necessità di incontro. Anche noi siamo immersi ogni giorno in una ‘Galilea delle genti’, e in questo tipo di contesto possiamo spaventarci e cedere alla tentazione di costruire recinti per essere più sicuri, più protetti”. Ma Gesù ci insegna che “la Buona Novella, che Lui porta, non è riservata a una parte dell’umanità, è da comunicare a tutti”.È un lieto annuncio - ha affermato Francesco - destinato a qunti lo aspettano, ma anche a quanti forse non attendono più nulla e non hanno nemmeno la forza di cercare e di chiedere”. Così “partendo dalla Galilea, Gesù ci insegna che nessuno è escluso dalla salvezza di Dio, anzi, che Dio preferisce partire dalla periferia, dagli ultimi, per raggiungere tutti. Ci insegna un metodo, il suo metodo, che però esprime il contenuto, cioè la misericordia del Padre”. “Ogni cristiano e ogni comunità - ha aggiunto il Papa, riprendendo le parole dell’esortazione apostolica Evangelii gaudium - discernerà quale sia il cammino che il Signore chiede, però tutti siamo invitati ad accettare questa chiamata. Uscire dalla propria comodità e avere il coraggio di raggiungere tutte le periferie che hanno bisogno della luce del Vangelo”. Non basta: “Gesù comincia la sua missione non solo da un luogo decentrato, ma anche da uomini che si direbbero, così si può dire, ‘di basso profilo’”. Infatti, “per scegliere i suoi primi discepoli e futuri apostoli, non si rivolge alle scuole degli scribi e dei dottori della Legge, ma alle persone umili, alle persone semplici, che si preparano con impegno alla venuta del Regno di Dio”.“Gesù - ha proseguito il Pontefice - va a chiamarli là dove lavorano, sulla riva del lago: sono pescatori. Li chiama, ed essi lo seguono, subito. Lasciano le reti e vanno con Lui: la loro vita diventerà un’avventura straordinaria e affascinante”. In realtà, “il Signore chiama anche oggi! Il Signore passa per le strade della nostra vita quotidiana. Anche oggi in questo momento, qui, il Signore passa per la piazza. Ci chiama ad andare con Lui, a lavorare con Lui per il Regno di Dio, nelle ‘Galilee’ dei nostri tempi”. E ha aggiunto a braccio: “Ognuno di voi pensi: il Signore passa oggi, il Signore mi guarda, mi sta guardando! Cosa mi dice il Signore? E se qualcuno di voi sente che il Signore gli dice ‘seguimi’ sia coraggioso, vada con il Signore. Il Signore non delude mai. Sentite nel vostro cuore se il Signore vi chiama a seguirlo”. Infine, l’esortazione: “Lasciamoci raggiungere dal suo sguardo, dalla sua voce, e seguiamolo! ‘Perché la gioia del Vangelo giunga sino ai confini della terra e nessuna periferia sia priva della sua luce’”.

Fonte: Sir
Papa Francesco all'Angelus: “Dio preferisce partire dalla periferia"
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