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Papa: Natale porti la pace di Gesù ai Paesi in guerra e a chi soffre per terrorismo e violenze

Nel messaggio natalizio Francesco chiede pace  per quelle parti del mondo che soffrono per la guerra – dalla martoriata Aleppo alla Terra Santa, dalla Nigeria al Myanmar e alle altre ferite dalla violenza – ma anche pace a chi ha perso una persona cara a causa del terrorismo, ai profughi, ai migranti e ai rifugiati, a quanti oggi sono oggetto della tratta delle persone”, ai bambini “soprattutto a quelli privati delle gioie dell’infanzia” e “a tutti gli uomini di buona volontà”

Parole chiave: papa Francesco (652), Messaggio Urbi et Orbi 2016 (1), Natale (108)
Papa: Natale porti la pace di Gesù ai Paesi in guerra e a chi soffre per terrorismo e violenze

Pace per quelle parti del mondo che soffrono per la guerra – dalla martoriata Aleppo alla Terra Santa, dalla Nigeria al Myanmar e alle altre ferite dalla violenza – ma anche “pace a chi ha perso una persona cara a causa di efferati atti di terrorismo”, “ai profughi, ai migranti e ai rifugiati, a quanti oggi sono oggetto della tratta delle persone”, a coloro che soffrono per lo sfruttamento economico, ai bambini “soprattutto a quelli privati delle gioie dell’infanzia” e “a tutti gli uomini di buona volontà, che ogni giorno lavorano, con discrezione e pazienza, in famiglia e nella società per costruire un mondo più umano e più giusto, sostenuti dalla convinzione che solo con la pace c’è la possibilità di un futuro più prospero per tutti”.

E’ stata la pace il cuore del messaggio di papa Francesco per il Natale, pronunciato dal Papa dalla loggia centrale della Basilica vaticana, da dove ha poi impartito la Benedizione “Urbi et Orbi” per il giorno nel quale “la Chiesa rivive lo stupore della Vergine Maria, di san Giuseppe e dei pastori di Betlemme contemplando il Bambino che è nato e che giace in una mangiatoia: Gesù, il Salvatore”.

“Il potere di questo Bambino, Figlio di Dio e di Maria, non è il potere di questo mondo, basato sulla forza e sulla ricchezza; è il potere dell’amore. E’ il potere che ha creato il cielo e la terra, che dà vita ad ogni creatura: ai minerali, alle piante, agli animali; è la forza che attrae l’uomo e la donna e fa’ di loro una sola carne, una sola esistenza; è il potere che rigenera la vita, che perdona le colpe, riconcilia i nemici, trasforma il male in bene. E’ il potere di Dio. Questo potere dell’amore ha portato Gesù Cristo a spogliarsi della sua gloria e a farsi uomo; e lo condurrà a dare la vita sulla croce e a risorgere dai morti. E’ il potere del servizio, che instaura nel mondo il regno di Dio, regno di giustizia e di pace. Per questo la nascita di Gesù è accompagnata dal canto degli angeli che annunciano: «Gloria a Dio nel più alto dei cieli / e sulla terra pace agli uomini, che egli ama» (Lc 2,14)”.

“Oggi questo annuncio percorre tutta la terra e vuole raggiungere tutti i popoli, specialmente quelli feriti dalla guerra e da aspri conflitti e che sentono più forte il desiderio della pace. Pace agli uomini e alle donne nella martoriata Siria, dove troppo sangue è stato sparso. Soprattutto nella città di Aleppo, teatro nelle ultime settimane di una delle battaglie più atroci, è quanto mai urgente che, rispettando il diritto umanitario, si garantiscano assistenza e conforto alla stremata popolazione civile, che si trova ancora in una situazione disperata. È tempo che le armi tacciano definitivamente e la comunità internazionale si adoperi attivamente perché si raggiunga una soluzione negoziale e si ristabilisca la convivenza civile nel Paese. Pace alle donne e agli uomini dell’amata Terra Santa, scelta e prediletta da Dio. Israeliani e Palestinesi abbiano il coraggio e la determinazione di scrivere una nuova pagina della storia, in cui odio e vendetta cedano il posto alla volontà di costruire insieme un futuro di reciproca comprensione e armonia. Possano ritrovare unità e concordia l’Iraq, la Libia e lo Yemen, dove le popolazioni patiscono la guerra ed efferate azioni terroristiche”.

“Pace agli uomini e alle donne in varie regioni dell’Africa - ha detto ancora il Papa -, particolarmente in Nigeria, dove il terrorismo fondamentalista sfrutta anche i bambini per perpetrare orrore e morte. Pace nel Sud Sudan e nella Repubblica Democratica del Congo, perché si risanino le divisioni e tutte le persone di buona volontà si adoperino per intraprendere un cammino di sviluppo e di condivisione, preferendo la cultura del dialogo alla logica dello scontro. Pace alle donne e agli uomini che tuttora subiscono le conseguenze del conflitto nell’Ucraina orientale, dove è urgente una comune volontà nel recare sollievo alla popolazione e dare attuazione agli impegni assunti. Concordia invochiamo per il caro popolo colombiano, che ambisce a compiere un nuovo e coraggioso cammino di dialogo e di riconciliazione. Tale coraggio animi anche l’amato Venezuela nell’intraprendere i passi necessari per porre fine alle attuali tensioni ed edificare insieme un avvenire di speranza per tutta la popolazione. Pace a quanti, in diverse zone, stanno affrontando sofferenze a causa di costanti pericoli e persistenti ingiustizie. Possa il Myanmar consolidare gli sforzi per favorire la pacifica convivenza e, con l’aiuto della comunità internazionale, prestare la necessaria protezione e assistenza umanitaria a quanti ne hanno grave e urgente necessità. Possa la penisola coreana vedere superate le tensioni che l’attraversano in un rinnovato spirito di collaborazione”.

“Pace a chi è stato ferito o ha perso una persona cara a causa di efferati atti di terrorismo, che hanno seminato paura e morte nel cuore di tanti Paesi e città. Pace – non a parole, ma fattiva e concreta – ai nostri fratelli e sorelle abbandonati ed esclusi, a quelli che soffrono la fame e a coloro che sono vittime di violenze. Pace ai profughi, ai migranti e ai rifugiati, a quanti oggi sono oggetto della tratta delle persone. Pace ai popoli che soffrono per le ambizioni economiche di pochi e l’avida ingordigia del dio denaro che porta alla schiavitù. Pace a chi è segnato dal disagio sociale ed economico e a chi patisce le conseguenze dei terremoti o di altre catastrofi naturali. E pace ai bambini, in questo giorno speciale in cui Dio si fa bambino, soprattutto a quelli privati delle gioie dell’infanzia a causa della fame, delle guerre e dell’egoismo degli adulti”.

“Pace sulla terra a tutti gli uomini di buona volontà, che ogni giorno lavorano, con discrezione e pazienza, in famiglia e nella società per costruire un mondo più umano e più giusto, sostenuti dalla convinzione che solo con la pace c’è la possibilità di un futuro più prospero per tutti. Cari fratelli e sorelle, «un bambino è nato per noi, ci è stato dato un figlio»: è il «Principe della pace». Accogliamolo!”.

Fonte: AsiaNews
Papa: Natale porti la pace di Gesù ai Paesi in guerra e a chi soffre per terrorismo e violenze
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