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Papa in Bolivia: promuovere il bene comune, rispettando diritti, religioni e famiglia

“In questa terra dove lo sfruttamento, l'avidità, i molteplici egoismi e le prospettive settarie hanno oscurato la sua storia, oggi può essere il tempo dell'integrazione” ha detto il papa a La Paz, in Bolivia

Parole chiave: Evo Morales (1), papa Francesco (653), Bolivia (9)
Papa in Bolivia: promuovere il bene comune, rispettando diritti, religioni e famiglia

Il bene comune, cioè “quelle condizioni della vita sociale che permettono ai gruppi, come ai singoli membri, di raggiungere la propria perfezione più pienamente e speditamente” chiede che la politica non sia dominata dalla speculazione finanziaria e non si regga solo sul paradigma tecnocratico e utilitaristico della massima produzione, che siano rispettati i diritti umani e siano promossi cultura e il ruolo specifico delle religioni. E’ il messaggio che il Papa ha rivolto nei suoi primi incontri in Bolivia, seconda tappa del suo viaggio in America latina, dove è arrivato ieri pomeriggio, accolto dal presidente Evo Morales e da oltre mezzo milione di persone.

La Bolivia, nelle parole pronunciate da Francesco al suo arrivo, “sta attraversando un momento storico: la politica, il mondo della cultura, le religioni sono parte di questa bella sfida dell'unità”. E’ un Paese dal quale possono arrivare "nuove sintesi culturali” e che il Papa vede in certo modo esemplare, perché “in questa terra dove lo sfruttamento, l'avidità, i molteplici egoismi e le prospettive settarie hanno oscurato la sua storia, oggi può essere il tempo dell'integrazione”. Paese anche di contrasti, come testimonia il Crocifisso su una falce e martello (nella foto), singolare dono del presidente al Papa.

Che ha molto lodato non solo le bellezze del Paese, ma anche il suo impegno per l’integrazione delle culture e che ha seguito la prima parte della cerimonia di benvenuto tenendo al collo una ‘chumpa’, la borsa di lana usata per portare le foglie di coca, mentre prima di congedarsi e salire sull’automobile scoperta ha indossato un poncho di lana bianca.

Così, all’aeroporto, rispondendo al presidente Morales che lo ha definito “Papa dei poveri”, si è detto “lieto di trovarmi in questo Paese di singolare bellezza, benedetto da Dio nelle sue diverse zone: l’altopiano, le valli, le terre amazoniche, i deserti, gli incomparabili laghi”. “Ma soprattutto una terra benedetta nelle sue genti, con la sua variegata realtà culturale ed etnica, che costituisce una grande ricchezza e un appello permanente al mutuo rispetto e al dialogo: popoli originari millenari e popoli originari contemporanei”. “In questa terra e in questo popolo si è radicato con forza l’annuncio del Vangelo, che lungo gli anni è andato illuminando la convivenza, contribuendo allo sviluppo del popolo e promuovendo la cultura. Come ospite e pellegrino, vengo per confermare la fede dei credenti in Gesù Cristo risorto, perché quanti crediamo in Lui, mentre siamo pellegrini in questa vita, siamo testimoni del suo amore, fermento di un mondo migliore, e collaboriamo alla costruzione di una società più giusta e solidale”.

Fonte: AsiaNews
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