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Primo anniversario dell'ingresso in diocesi: il Vescovo Michele festeggia in Casa del clero

L'incontro con i sacerdoti anziani, la messa celebrata con loro, il pranzo assieme, in un clima di fraternità e di gratitudine

Primo anniversario dell'ingresso in diocesi: il Vescovo Michele festeggia in Casa del clero

Nel felice incontro con il nostro vescovo, questa mattina, 6 ottobre, ha avuto posto anzitutto la memoria, perché il 6 ottobre dello scorso anno, dalla Casa del clero, il vescovo Michele è partito incontro al suo nuovo ministero, dopo aver condiviso con noi la mensa e averci donato la primizia della sua benedizione. Quel giorno abbiamo vissuto la sorpresa, non senza una legittima curiosità, sentendoci subito attirati dalla sua umanità, dal suo sorriso… impegnati ad accompagnarlo con la nostra preghiera.
Ma oggi ci ha colti di più la commozione. Quando si celebra con il vescovo si sta come al centro della Chiesa diocesana, nel cuore del suo mistero, poiché nella lontana teologia che abbiamo studiato ci fu anche insegnato che “Ubi episcopus, ibi Ecclesia”: dove c’è il Vescovo, lì c’è la Chiesa. E il Vescovo era con noi per vivere il ricordo del suo ingresso a Treviso. Il direttore, don Maurizio, nel suo indirizzo di saluto, ha voluto segnalare proprio questo evento e il legame sacramentale e spirituale che ci lega da quel momento al Vescovo e che ci fa sentire vivi nella Chiesa di Treviso, impegnati non più nel ministero diretto ma in quello della preghiera e della memoria. Tra noi, da qualche settimana, vive il vescovo Angelo Daniel, presbitero trevigiano, tornato dal suo ministero episcopale a Chioggia, e testimone, come ognuno di noi, di una pagina di storia della nostra Chiesa.   
Il vescovo Michele nell’omelia ha interpretato il senso e la bellezza della celebrazione proponendoci una efficace riflessione sui testi della liturgia della Parola. Ha commentato anzitutto il brano del vangelo di Luca nel quale Gesù è ospite a Betania, servito da Marta e ascoltato da Maria, seduta ai suoi piedi. Egli ha detto che non si è mai capaci di essere veramente né Marta né Maria, anche se ambedue sono dentro di noi… Marta ci assomiglia quando ci sentiamo dimenticati e siamo prigionieri di confronti con gli altri, come se fossimo incompresi e sottovalutati. E presi magari dalla tentazione di fare fretta a Dio e suggerirgli quel che deve fare… Gesù salva Marta da questa strettoia dell’anima rivolgendosi a lei con affetto, come farà certamente con noi se ci trovassimo nello stesso stato di delusione. Quanto a Maria, il vescovo ha detto che l’ascolto non è passività ma… preparazione ad alzarsi, per servire il Regno. Nel brano della Lettera ai Galati, mons. Tomasi ha notato come Paolo inserisca la sua vita, in tutti i suoi passaggi, nella storia del Regno di Dio. Come a ricordarci che anche la nostra vita, in tutti i suoi aspetti, nelle vicende grandi e piccole, è materia del Regno, appartiene tutta a Dio e ai fratelli.  
Siamo poi passati, come nella migliore tradizione, dalla mensa eucaristica alla mensa fraterna, il pranzo in compagnia e in onore del vescovo. Come sempre la cucina della Casa del Clero si è fatta onore e abbiamo vissuto così un altro momento sereno, grazie anche al sole che, almeno oggi, sembra aver vinto le nuvole e allontanato la pioggia…
Questa piccola cronaca è  destinata soprattutto ai confratelli presbiteri, ai quali desideriamo inviare il nostro saluto e l’augurio per l’inizio del nuovo anno pastorale, perché se è vero che noi parliamo di pastorale al passato, il presbiterio nel suo insieme, nella sua valenza sacramentale e spirituale, noi compresi, abita sempre, e tutto intero, il presente.

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