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Santità eucaristica trevigiana

Dal 15 al 18 settembre si terrà a Genova il Congresso eucaristico nazionale. Nove i delegati della nostra diocesi. Ricordiamo da oggi all'inizio del congresso una figura al giorno di trevigiani che hanno vissuto l'amore eucaristico e dall'Eucaristia sono stati trasformati. Cominciamo con San Pio X

Parole chiave: Congresso eucaristico nazionale (1), santità (17), eucaristia (9)
Santità eucaristica trevigiana

Il prossimo Congresso eucaristico nazionale che si terrà a Genova dal 15 al 18 settembre diventa un’occasione preziosa per riaccendere in ogni credente e in ogni comunità la centralità dell’Eucaristia. Non saranno però delle solenni celebrazioni a produrre un tale frutto. C’è sempre, infatti, il rischio di cadere in quella che papa Francesco chiama “la mondanità spirituale, che si nasconde dietro apparenze di religiosità e consiste nel cercare al posto della gloria del Signore, la gloria umana”. Forse è da leggere anche in questa luce l’assenza del papa al Congresso Eucaristico, oltre che per gli impegni dell’Anno giubiliare. Il centro rimarrà il Signore nella sua reale presenza, senza il rischio di porre eccessiva attenzione al “servo dei servi di Dio”.
L’amore per L’Eucaristia, che l’evento di Genova vuole evidenziare, si esprime, più che in riti, in esistenze eucaristiche. La Comunione con il Cristo sa trasformare la nostra vita a imitazione della sua: una vita donata. E’ significativo allora far memoria, nella recente storia della nostra Chiesa diocesana, di alcuni testimoni della fede che ancora ci interpellano con la loro santità eucaristica.

San Pio X
Riconoscere la santità di un battezzato, significa riconoscere che essa è un cammino continuo al seguito di Cristo, con tutto quel bagaglio di fragilità umana che ci portiamo dietro. Così fu per Giuseppe Sarto, con certe spigolosità del suo carattere. Eppure fu proprio il papato, accettato con tanta sofferenza e obbedienza, che dette un colpo d’ala al cammino spirituale di chi sarebbe diventato san Pio X. La pesantezza della croce del ministero di pastore universale (“Non solo la croce, ma tutto il calvario mi è caduto addosso”, dirà a pochi giorni dall’elezione) divenne per papa Sarto l’occasione di una ancora più  profonda conversione interiore. Possiamo intuirne la sorgente zampillante nell’appassionato rilancio dell’amore per l’Eucaristia. Pio X avverte che è solo grazie alla presenza del Signore che potrà affrontare il gravoso ministero di Papa. Una presenza reale, viva e vivificante, con cui vivere una comunione quotidiana. La santità di Pio X è una santità sacerdotale che attinge proprio dall’Eucaristia la forza di farsi pane spezzato per quanti il Signore gli ha affidato.
“Da umile parroco, da vescovo, da Sommo pontefice – osservò papa Pio XII nell’omelia della canonizzazione – egli stimò per certo che la santità, cui Dio lo destinava, era la santità sacerdotale...Sacerdote anzitutto nel ministero Eucaristico... Servire come sacerdote il mistero dell’Eucaristia e adempiere il comando del Signore, «Fate questo per mio ricordo», fu la sua vita, fu la sua via”.
Sempre nella stessa occasione Pio XII parlò di “una nuova primavera Eucaristica sbocciata per la Sposa di Cristo, la Chiesa”. Del resto fu il proprio il desiderio di un profondo rinnovamento della Chiesa che portò papa Sarto a condurre i bambini all’Eucaristia. E a quanti lamentavano la poca prudenza di una tale decisione, Pio X rispondeva: “Vedrete, avremo bambini santi!”. A distanza ormai di tanti anni dallo svolgersi della vicenda umana di Giuseppe Sarto, e nell’epocale passaggio storico che stiamo vivendo, la santità di Pio X potrebbe apparirci lontana in certe sue espressioni. E’ necessario allora saper riandare a quella sorgente da cui è scaturita e di cui si è alimentata, e che rimane sempre viva e zampillante: Gesù Cristo realmente presente nell’Eucaristia.
Quanto Pio X abbia legato il suo pontificato all’Eucaristia lo aveva sorprendentemente compreso chi veniva dal mondo protestante, come il pastore svizzero Roger Schutz. Questi infatti riconosceva che Pio X, aprendo l’Eucaristia ai bambini, aveva provocato “uno slancio che nessuno osava attendersi. Liberava una coscienza carica di scrupoli nei riguardi della comunione”. La santità eucaristica di Pio X non potrà che tradursi, per ciascuno in modo diverso, nell’unico dono di sé. In particolare chi è ammalato potrà sentire vicino a sé il nostro papa trevigiano, che nel 1905 concesse ai padri Camilliani la facoltà di celebrare la messa nelle stanze degli ammalati.

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