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Scout, la nostra estate da vivere

“Sarà un banco di prova quest’estate, per tutte le realtà educative come la nostra, ma non ci tiriamo indietro, siamo pronti a prenderci le nostre responsabilità, a dare il nostro contributo al cambiamento e a rinsaldare il patto educativo con le famiglie”: Ivano De Biasio, responsabile del Comitato regionale Veneto dell’Agesci risponde così a chi gli chiede quali progetti stia facendo il mondo dello scautismo.

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Scout, la nostra estate da vivere

Un tempo estivo senza le tende scout piantate nei boschi o tra i monti. Pare impossibile immaginarlo, e forse non sarà del tutto così.

“Sarà un banco di prova quest’estate, per tutte le realtà educative come la nostra, ma non ci tiriamo indietro, siamo pronti a prenderci le nostre responsabilità, a dare il nostro contributo al cambiamento e a rinsaldare il patto educativo con le famiglie”: Ivano De Biasio, responsabile del Comitato regionale Veneto dell’Agesci risponde così a chi gli chiede quali progetti stia facendo il mondo dello scautismo.

 

Un “vademecum” regionale

Proprio De Biasio, insieme a Silvia Pennacchia ed Enrico Bonato e a tre professionisti, ha redatto le “Indicazioni operative per la riapertura delle attività scout nella Regione Veneto in Fase 2”. Un lavoro dettagliato e preciso che, dopo aver dato conto di leggi, provvedimenti, linee guida e formazione dei capi sui temi della prevenzione da Covid-19, affronta la questione dell’attività con i ragazzi, dalla preparazione all’accoglienza, alla gestione dell’attività stessa, nel proprio Comune o in un altro, nelle uscite in giornata o nelle attività in giardini o strutture private, nei giochi di squadra e anche durante un campo estivo, fino alla gestione di casi sospetti di Covid-19.

Non solo un elenco di cose da fare o da non fare, ma l’indicazione, soprattutto, di un metodo di lavoro e di uno stile di servizio. “In queste settimane ci siamo confrontati sia con i nostri responsabili nazionali che con la Pastorale giovanile del Triveneto - sottolinea De Biasio -, in un tavolo di confronto importante per aiutarci a capire e a interpretare le varie ordinanze, ma sono emerse anche delle diversità, tipiche dei territori e delle diverse situazioni sanitarie legate alla pandemia. Abbiamo pensato di produrre quel documento per aiutare i nostri responsabili sul territorio a conoscere le regole e a interpretare i vari provvedimenti. Con al centro la tutela della salute fisica e delle serenità psicologica dei ragazzi. Le nostre attività non si sono bloccate, il dialogo non si è interrotto. Abbiamo sperimentato uno «scautismo a distanza» con incontri sulle diverse piattaforme digitali, con laboratori e attività che i ragazzi potevano fare in casa e poi condividere in rete con gli altri. Ora si apre anche per noi la possibilità di tornare a incontrarci, con tutte le cautele necessarie, per rinsaldare la relazione educativa con i ragazzi, che deve essere curata”.

 

Condividere le paure, rafforzare la fiducia

Rafforzare la relazione educativa, re-instaurare il sentimento di fiducia, che può essere venuto a mancare per la paura, riprendere la relazione con le famiglie, in un rinnovato patto di corresponsabilità. Per l’Agesci sarà un ricominciare, non un ripartire da dove ci si era lasciati: “Sarebbe come sprecare un’occasione, non cogliere l’opportunità che questo tempo ci sta dando - ricorda De Biasio -. Dobbiamo lavorare insieme con i ragazzi, anche condividendo le paure, il racconto di ciò che hanno vissuto, le insicurezze, facendo loro capire che l’incertezza e la fragilità fanno parte della vita. L’ascolto, il rispetto di ogni sentimento, la condivisione dei passi da fare insieme sono importanti. Anche i ragazzi aiutano noi adulti in questa dinamica di relazione. Il rispetto delle misure di contenimento e questa fase che stiamo vivendo - sottolinea De Biasio - suggeriscono alle Comunità capi e ai singoli capi di percorrere strade nuove e forse più tortuose, ma non meno belle”.

Molti scout nei mesi scorsi si sono resi disponibili per servizi importanti nella comunità civile ed ecclesiale, verso persone o situazioni di difficoltà causate dalla pandemia, oggi sono impegnati nel servizio di accoglienza nelle chiese, nella gestione dell’afflusso ai parchi riaperti. “Stiamo cercando di essere prossimi, recuperando piccoli servizi al territorio. E anche le nostre esperienze estive potranno cambiare - conclude De Biasio -, accettando di essere flessibili e di percorrere strade nuove. Per i nostri ragazzi e per le nostre comunità”.

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