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Seguire la via dei “piccoli”: Maria Sfriso è cooperatrice pastorale diocesana

La giovane è stata consacrata domenica 5 luglio nella celebrazione eucaristica presieduta dal vescovo Michele nel tempio di San Nicolò

Seguire la via dei “piccoli”: Maria Sfriso è cooperatrice pastorale diocesana

“Esulta grandemente, figlia di Sion, giubila, figlia di Gerusalemme!” (Zc 9,9): il testo della prima lettura di domenica 5 luglio deve aver risuonato in modo particolare nel cuore di Maria Sfriso, consacrata cooperatrice pastorale diocesana nella celebrazione eucaristica presieduta dal vescovo Michele nel tempio di San Nicolò.
Un evento, questo, tanto atteso e desiderato perché a seguito della pandemia, quando è stata stabilita la sospensione delle celebrazioni aperte ai fedeli, Maria aveva visto posticipare in un futuro imprecisato la data della sua consacrazione, fissata inizialmente per domenica 8 marzo.
Come ha sottolineato lei stessa nel ringraziamento conclusivo, “siamo giunti” finalmente a questo momento: alla consacrazione non si arriva mai da soli ma “con” e “grazie a” molte altre persone. Con lei ha esultato grandemente, allora, la sua famiglia di origine, che l’ha cresciuta nella fede nella comunità di Biancade e di Roncade; la famiglia delle cooperatrici pastorali diocesane, che ha accompagnato questa sorella nel tempo di formazione affinché crescesse in lei la risposta alla chiamata ricevuta; la stessa Chiesa diocesana, che ha visto una sua giovane figlia offrire se stessa per “dedicare tutta la vita al servizio pastorale nella Chiesa di Treviso”.
L’invito alla lode e alla gioia è stato in realtà il tratto distintivo di tutta la liturgia di domenica, in modo particolare del Vangelo: “Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli” (Mt 11, 25). Non ci è difficile pensare anche a Maria come a una di questi piccoli di cui il Signore si compiace. “Da piccola” infatti aveva già avvertito il sapore di quelle cose sante e preziose che spesso sono nascoste ai sapienti, in una infanzia e giovinezza spese tra la scuola e la parrocchia, gustando l’esperienza quotidiana della fede e della comunità cristiana, in particolare attraverso l’Azione cattolica. Divenuta grande, ha scelto di continuare a essere “piccola”, preferendo alla conoscenza della chimica, che la appassionava e a cui aveva iniziato a dedicarsi all’Università, la sapienza del Regno, intraprendendo il cammino per divenire cooperatrice pastorale diocesana. E ora, come ha ricordato il vescovo Michele, attraverso i consigli evangelici di povertà, castità, obbedienza, Maria sceglie di percorrere per tutta la vita la strada dei “piccoli”, di coloro che sanno di non essere autosufficienti, di coloro che hanno bisogno di amore. E nel far questo, ha aggiunto il Vescovo rivolgendosi direttamente alla candidata nell’omelia, “saprai stupirti della forza dei piccoli e degli umili che incontrerai nel servizio pastorale cui ti dedicherai per sempre in questa Chiesa”.
Non dubitiamo, allora, che seguendo la via dei piccoli Maria potrà continuare a sperimentare ogni giorno la tenerezza del Signore, e a “esultare grandemente” ripetendo le parole del salmo che ha scelto per il biglietto - ricordo della sua consacrazione: “Buono è il Signore verso tutti, la sua tenerezza si espande su tutte le creature” (Sal 145).

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