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Settimanali diocesani, giornali da leggere: messaggio del Vescovi del Nordest

“Avvertiamo l'esigenza che i mass media di ispirazione cristiana, in particolare i settimanali delle nostre diocesi, siano più letti e diffusi". Lo scrivono i Pastori delle diocesi trivenete, invitando esplicitamente ad abbonarsi alle nostre riviste.

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Settimanali diocesani, giornali da leggere: messaggio del Vescovi del Nordest

“Avvertiamo l'esigenza che i mass media di ispirazione cristiana, in particolare i settimanali delle nostre diocesi, siano più letti e diffusi. In essi, infatti, ravvisiamo la presenza delle idee, dei fatti e delle testimonianze che incorporano la logica del buon samaritano. Cioè le parole che danno ragione della speranza che è in noi e che si fonda sulla Buona Novella di Gesù Cristo”: dai Vescovi della Conferenza Episcopale Triveneto, riuniti nei giorni scorsi a Zelarino (Venezia) giunge un pressante invito a promuovere la diffusione ed in particolare a sostenere con nuovi abbonati i settimanali diocesani.
Nel corso della periodica riunione della Conferenza Episcopale Triveneto, i Vescovi hanno inoltre trattato l’avvio del processo di riorganizzazione degli Istituti Superiori di Scienze Religiose di questa Regione ecclesiastica, un aggiornamento sul cammino verso il prossimo Convegno ecclesiale nazionale (Firenze 2015) e la puntualizzazione dei contenuti della “due giorni” prevista a Cavallino (Venezia) il 7 e 8 gennaio 2015 e dedicata ad approfondire il tema “Chiesa particolare e presenza sul territorio: nuove opportunità”.
Di seguito, il messaggio dei Vescovi e la risposta del nostro direttore, mons. Lucio Bonomo.

"Fatti e idee nella logica del buon samaritano"

Cari fratelli e sorelle che vivete nelle Diocesi del Nordest, in questa stagione di crisi - così faticosa per le nostre terre e per tutto il Paese - ci pare opportuno sottolineare con forza che ci sono anche delle ragioni di speranza e che le nostre Chiese possono impegnarsi a fondo in questa direzione. La crisi si affronta e si può governare se sapremo maggiormente mettere in campo impegno e solidarietà. Cioè se nel lavoro, nella politica, nell'economia, nella cultura e nella famiglia diventerà prevalente la logica dell'"io mi prendo cura di te". Ovvero la logica del buon samaritano: quella logica che, nella parabola, Gesù indica come bussola e criterio di orientamento di un retto ed efficace agire. Uno dei veicoli più celeri e potenti affinché questa logica passi è rappresentato dai mass media. Ma non tutti i mass media sono uguali, come la realtà ci dimostra ogni giorno.

Noi vescovi del Triveneto avvertiamo, perciò, l'esigenza che i mass media di ispirazione cristiana, in particolare i settimanali delle nostre diocesi, siano più letti e diffusi. In essi, infatti, ravvisiamo la presenza delle idee, dei fatti e delle testimonianze che incorporano la logica del buon samaritano. Cioè le parole che danno ragione della speranza che è in noi e che si fonda sulla Buona Novella di Gesù Cristo. Per questa ragione vi invitiamo a prendere in seria considerazione, per chi non sia già assiduo lettore, l’opportunità di abbonarsi al settimanale diocesano.

A chi è già abbonato va il nostro riconoscimento e il caldo invito a continuare in questo percorso insieme. A chi, tra questi, può e desidera, suggeriamo - oltre al rinnovo del proprio abbonamento - di regalarne uno ad un conoscente, ad un amico o ad una famiglia non ancora abbonati. Ai parroci, in particolare, va il nostro pressante suggerimento di caldeggiare anzitutto presso i collaboratori pastorali, gli aderenti all’Azione cattolica e i responsabili dei movimenti nonché presso le comunità - in tutte le circostanze possibili e opportune - la lettura del settimanale, sostenendo poi tutte le famiglie che desiderino intraprendere il rapporto con i mass media della Diocesi. Con un cordiale augurio e la nostra benedizione per le feste natalizie e il nuovo anno. (I Vescovi della Conferenza episcopale del Nordest)

Ringraziamo e facciamo nostro l'appello

Per la prima volta i vescovi del Triveneto rivolgono un appello alle comunità cristiane e ai vari soggetti ecclesiali affinché promuovano la diffusione e l’abbonamento ai nostri settimanali diocesani. Si fanno così carico della situazione difficile e, per molti aspetti grave, in cui essi versano, soprattutto per la difficoltà, in questi tempi di crisi, a mantenere gli abbonamenti e gli inserzionisti pubblicitari e per il venir meno progressivo dei contributi pubblici per l’editoria che, con il prossimo anno, saranno azzerati.
Dobbiamo dire con chiarezza che è in gioco la sopravvivenza delle nostre secolari testate, o perlomeno un loro drastico ridimensionamento con un conseguente impoverimento per tutti. Esse, infatti, da sempre hanno cercato di essere radicate nel territorio e offrire un qualificato servizio di informazione, di orientamento cristiano e discernimento sui fatti e sugli eventi della società e della chiesa, grazie soprattutto a strutture giornalistiche di notevole spessore.
I nostri settimanali sono voci libere e autorevoli perché, pur essendo espressione di una diocesi e con una linea editoriale di ispirazione cristiana, tuttavia sono molto attenti alla sensibilità e alle esigenze dei loro lettori e a quelle delle comunità cristiane.
Anche “La vita del popolo” sta avendo le sue difficoltà economiche e le varie iniziative promozionali ed editoriali che mette in campo non sempre danno i risultati sperati.
Insieme ai Vescovi facciamo pertanto appello agli operatori pastorali, alle famiglie cristiane e alle associazioni e, soprattutto, ai sacerdoti, affinché il nostro settimanale venga promosso e diffuso.
La nostra chiesa trevigiana non può permettersi di perdere una voce e una presenza che, oltretutto, nel territorio e presso le istituzioni civile e politiche è ancora molto seguita e considerata. (Lucio Bonomo)

Settimanali diocesani, giornali da leggere: messaggio del Vescovi del Nordest
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roberto kolm 03/12/2014 16:35
legge di stabilità-contributi ai giornali
Ho saputo che nella legge di stabilità, oltre ad aver diminuito di 30 milioni di € il contributo all'editoria, portandolo al 15% di quello che era prima, sono stati stanziati 120 milioni di € " per lo scivolamento pensionistico" ( prepensionamento) di alcuni "popolari", nel senso di "molto noti", giornalisti di alcuni grandi quotidiani .
Questo risultato della "spending rewiew" proprio non mi piace.
Chiudere i rubinetti ai piccoli quotidiani non allineati e favorire indirettamente i grandi quotidiani allineati è una azione "di regime". E questo preoccupa.
Altra cosa buona e giusta è non dare piu finanziamenti pubblici ai partiti, visto come li hanno usati.
Rimane il finanziamento indiretto di tutti i parlamentari e i membri dei vari enti di secondo livello e delle aziende partecipate comunali. Per questi ultimi 2 si prevede la riduzione di circa 10.000 enti, con circa 30.000 membri in meno, eletti negli enti.
Quindi riduzione di questo tipo di finanziamento, che toccherà in maniera diversa i vari partiti.
( chi più membri ha. meno ci perde).
Per la riforma del senato, i "nuovi senatori" non hanno indennità, quindi niente fonte di finanziamento.
Per le donazioni da enti e privati ai partiti la deducibilità passa al 26%, mentre per le associazioni cattoliche, ong, etc rimane al 19%. Forse l'innalzamento di quelle donazioni al 26% prevede già l'aumento dell'IVA al 25,5% dal 2016 ?
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roberto kolm 01/12/2014 17:06
contributi all'editoria
nel 2015 i contributi all'editoria saranno ridotti dell '85%. Resta il 15% , da dividere fra tutti.
è un risultato della "spending rewiew", ci piaccia o no.
Giugno 2014 ha chiuso il giornale "l'unità".
Prima ancora il giornale " il manifesto".
Ieri è toccato al giornale " la padania".
L'appello dei Vescovi, in riferimento al nostro giornale . "fate abbonati" mi dà più di un dubbio.
Non faremo a breve la stessa fine anche noi di Vita del popolo ?
I giornali locali hanno una bassa tiratura, le spese sono sempre alte, il declino naturale dei vecchi abbonati riduce ancora i marginidi sopravvivenza.
I contributi della Chiesa, compresi nell'8 per mille, non lasciano sperare, perchè vanno impiegati nell'assistenza ai clandestini che arrivano da fuori e ai nuovi poveri che arrivano
da dentro. 4,3 milioni i poveri autoctoni e 190.000 poveri arrivati da fuori fin a oggi , senza prospettiva di lavoro, ci chiamano ad un impegno molto grande. Bisognerà sacrificare il resto.
E' la nostra regola, nulla di nuovo.

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