Chiesa
stampa

Sta a noi: quando la rete si fa profezia

Alla base degli ottimi risultati del Fondo, che ha erogato nel 2021 oltre 435.000 euro, è stato l’essere espressione di una comunità locale, come soggetto che si fa carico dei bisogni che sorgono al proprio interno, adottando una logica di rete e coinvolgendo Chiesa, istituzioni civili, associazionismo

Parole chiave: fondo di comunità (1), sta a noi (8), solidarietà (184), diocesi (476), chiesa (304), comunità (93), famiglie (150), imprese (48)
Sta a noi: quando la rete si fa profezia

Il Covid non è scomparso, anzi, nelle ultime settimane i contagi sono aumentati, per fortuna senza gravi conseguenze, tuttavia al 31 marzo è terminato il lungo periodo dell’emergenza e il ritorno ad una quotidianità senza troppe limitazioni è ormai in atto. Un graduale ritorno alla normalità che è stato registrato anche dal Fondo di comunità “Sta a noi” promosso dalla diocesi e curato dalla Caritas tarvisina.

Nato per sostenere le situazioni di criticità economica sorte a causa della pandemia, il Fondo ha erogato nel 2021 435.515 euro di contributi finalizzati a supportare le spese delle famiglie per l’affitto (voce più consistente), le utenze domestiche, le spese di trasporto, mediche, scolastiche e altro ancora.
Già alla fine dello scorso anno i coordinatori dei 5 sportelli attivati sul territorio diocesano avevano segnalato come le richieste di aiuto connesse alla congiuntura pandemica fossero in diminuzione; un trend confermato anche nel primo trimestre dell’anno in corso.

E’ tempo, dunque, di riflettere su quanto realizzato e di chiederci se, e come, questa esperienza potrà essere continuata.
Gli incontri realizzati nel mese di marzo con le famiglie-sentinella (coinvolte come intercettori del bisogno nel proprio territorio) hanno offerto interessanti spunti e considerazioni.
Generalizzata è stata la consapevolezza circa l’importanza delle reti - ecclesiale, istituzionale, personale - quale punto di forza del progetto. “Se non si fanno le cose con gli altri si fa poco e male: in un contesto di complessità in cui prevale l’individualismo la rete che si costituisce è profezia”. Una profezia che ha consentito di mostrare un volto nuovo di Chiesa, capace, attraverso l’azione dei laici, di farsi carico della concretezza della vita e dei bisogni delle persone.

“La carità - è stato detto - si concretizza nell’attivazione della propria rete di amicizie a partire dal bisogno di uno”. Non è delegata alla Caritas, ma è espressione della comunità cristiana tutta. In tal senso il progetto si configura più ampio della semplice dimensione assistenziale, ma prevede e richiama una pastorale che assume lo stile vissuto nel progetto stesso.

Essenziale il rapporto con le istituzioni civili: servizi sociali, medici di base, scuola. Un rapporto che ha evidenziato una modalità convergente che pone al centro la comunità locale come soggetto che si fa carico dei bisogni che sorgono al proprio interno adottando, appunto, una logica di rete. Lo sviluppo del welfare pubblico va infatti in questa direzione e tende ad accentuare la dimensione comunitaria degli interventi “sociali” coinvolgendo tutti i soggetti che all’interno di un determinato territorio si rendono disponibili a operare per il bene comune e la coesione sociale.
Sono emerse anche indicazioni per il futuro: la proposta è di orientare il fondo a sostegno delle famiglie colpite da eventi straordinari che ne compromettono l’equilibrio relazionale ed economico.

Argomento che verrà presto affrontato dal gruppo che coordina il progetto e discusso con il Vescovo.

Tutti i diritti riservati
Sta a noi: quando la rete si fa profezia
  • Attualmente 0 su 5 Stelle.
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
Votazione: 0/5 (0 somma dei voti)

Grazie per il tuo voto!

Hai già votato per questa pagina, puoi votarla solo una volta!

Il tuo voto è cambiato, grazie mille!

Log in o crea un account per votare questa pagina.

Non sei abilitato all'invio del commento.

Effettua il Login per poter inviare un commento