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Tre nuovi ministri, un dono per tutta la nostra Chiesa

Fabio Toscan è lettore, Riccardo Marchiori e Carlo Breda sono accoliti. Ieri sera, 19 marzo, festa di san Giuseppe, il rito per i tre giovani studenti del Seminario, “un dono per tutta la nostra Chiesa, che non può vivere senza la Parola e senza l’Eucarestia” ha ricordato il Vescovo

Tre nuovi ministri, un dono per tutta la nostra Chiesa

Martedì sera, nella solennità di san Giuseppe, sposo della Beata Vergine Maria, noi della comunità del Seminario vescovile di Treviso abbiamo accolto la gioia dell’istituzione dei ministeri di lettore e accolito. A Fabio Toscan, dalla parrocchia di San Lorenzo diacono e martire, in Padernello, attualmente in servizio nella parrocchia di San Martino di Lupari, è stato conferito il ministero di lettore, mentre a Carlo Breda, dalla parrocchia dell’Annunciazione della Beata Vergine Maria, in Catena di Villorba, e a Riccardo Marchiori, dalla parrocchia dei Santi Vito e Compagni martiri, in Spinea, che stanno vivendo entrambi l’anno del servizio Siloe, è stato conferito il ministero di accoliti. La messa, presieduta dal Vescovo, con la concelebrazione di molti sacerdoti, è stata vissuta in un bel clima di partecipazione nella chiesa Immacolata del Seminario, gremita di famigliari, parrocchiani e amici.
Avvertiamo che questo è un dono che siamo chiamati ad accogliere anzitutto nella fede. In primo luogo, perché è una tappa in una storia di amore e fiducia che il Signore sta tessendo insieme a questi nostri fratelli, che si sono messi in gioco ancora con il Dio che ci chiede di credere alle sue promesse, per fondare su di esse la speranza che ci consente di deciderci per Lui.
Per Fabio questa chiamata a compromettersi con il Signore passa ora in modo particolare attraverso l’invito a farsi sempre più assiduo ascoltatore della sua Parola, come ha affermato il Vescovo nell’omelia, per lasciare che essa diventi fede in lui e così poterla annunciare a tutti i fratelli.
Per Carlo e Riccardo la stessa chiamata risuona come l’appello ad avvicinarsi di più all’altare su cui si offre il pane dell’amore di Dio e a lasciarsi contagiare dalla carità del dono di Gesù, facendosene dispensatori.
Ci sentiamo provocati dal passo compiuto da questi amici, che ci spinge a ripensare ad alcune parole pronunciate dal vescovo Gianfranco Agostino, che si chiedeva: che cosa sarebbe la vita cristiana senza la Parola di Dio, che ci permette di conoscere Gesù e di entrare in relazione con Lui? E poi, a proposito dell’Eucarestia, esclamava: “Noi abbiamo bisogno di questo incontro vivo! Allora comprendiamo come l’istituzione di questo lettore e di questi accoliti sia un dono per tutta la nostra Chiesa, che non può vivere senza la Parola e l’Eucarestia, senza le quali è la fede stessa che non può vivere”. Ci auguriamo, allora, e lo auguriamo a Fabio, Carlo e Riccardo, che possano essere fedeli al “sì” che hanno detto al Signore, perché questo li porti sempre ad andare da Cristo ai fratelli e dai fratelli a Cristo; noi assicuriamo loro la nostra preghiera. La gioia, dopo la messa, è proseguita nel chiostro minore del Seminario, con un momento conviviale.

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