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Un orecchio aperto all'ascoltare

“Quello che la piccola Momo sapeva fare come nessun altro era: ascoltare... Lei stava soltanto lì e ascoltava con grande attenzione e vivo interesse. Mentre teneva i suoi vividi grandi occhi oscuri sull'altro, l'altro sentiva con sorpresa emergere pensieri che mai aveva sospettato di possedere”. Così Michael Ende, noto per il suo capolavoro “La storia infinita”, nel romanzo “Momo” ci parla di uno dei doni più rari che si possa trovare nel nostro frenetico tempo

Un orecchio aperto all'ascoltare

“Quello che la piccola Momo sapeva fare come nessun altro era: ascoltare... Lei stava soltanto lì e ascoltava con grande attenzione e vivo interesse. Mentre teneva i suoi vividi grandi occhi oscuri sull'altro, l'altro sentiva con sorpresa emergere pensieri che mai aveva sospettato di possedere. Lei sapeva ascoltare così bene che i disorientati e indecisi capivano all'improvviso quello che volevano. Oppure i paurosi si sentivano d'un tratto liberi e pieni di coraggio. Gli infelici e depressi diventavano fiduciosi e allegri...”. Così Michael Ende, noto per il suo capolavoro “La storia infinita”, nel romanzo “Momo” ci parla di uno dei doni più rari che si possa trovare nel nostro frenetico tempo: qualcuno che sappia ascoltare. Ma l'ascolto degli altri presuppone la capacità di un ascolto interiore della propria vita. San Benedetto inizia la sua regola con un chiaro invito: “Ascolta, figlio...tendi l'orecchio del tuo cuore”. Non basta, infatti, aver un buon udito per saper ascoltare. Un ascolto solo esteriore “sente” tante voci, tanti suoni, ma l' “ascolto” presuppone un atteggiamento interiore, quello del cuore, che sa accogliere “voci, canzoni, poesie, gioie , lamenti... se in te c'è il silenzio...”(Gen Rosso). Alfred Tomatis, otorinolaringoiatra francese, scoprì che l'orecchio comincia a svilupparsi alla decina settimana di gravidanza ed è completamente funzionante all'età intrauterina di quattro mesi e mezzo. Un orecchio capace non solo di sentite, ma aperto al “ascoltare” aiuta a concentrarsi, a combattere lo stress. Questo tempo che ci è venuto addosso senza preavviso può aver portato con sé il dono inatteso di un ascolto più attento, di se stessi, delle parole di chi amiamo, della parola di Dio. Ascolto della voci della natura, ascolto della musica. Spesso si sente dire che quasi tutti sono capaci di parlare, molti sanno tacere, ma sono pochi coloro che sanno ascoltare. “Le vostre orecchie, la vostra voce e il vostro repertorio musicale sono il più potente strumento di cura a vostra disposizione”, osserva D. Campbell. Per il credente l'organo della vista... è l'orecchio (!), perché tu vedi solo ciò che sai ascoltare....

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